SHARK TALE

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Titolo Originale: SHARK TALE
Paese: USA
Anno: 2004
Regia: Eric Bergeron, Vicky Jenson e Rob Letterman
Sceneggiatura: Rob Letterman e Michael J.Wilson
Produzione: Jeffrey Katzemberg per Dreamworks Animation e Paramount Pictures
Durata: 90'

 Il pesciolino Oscar, che lavora in un lavaggio cetacei e occupa l’ultimo posto nella catena alimentar-sociale del mondo acquatico, sogna i piani alti e non si accorge di Angie, da sempre innamorata di lui. Lo squalo Lenny, d’altra parte, non sa confessare al padre don Lino di essere vegetariano. Uniti in un imbroglio che sembra essere la soluzione dei problemi di entrambi, i due “eroi” dovranno capire l’uno che la felicità è più vicina di quanto creda e l’altro che l’amore paterno è in grado di perdonare le più curiose “differenze”.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L’inno alla tolleranza per lo squalo “diverso” appare un po’ semplicistica e fin troppo irenica.
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per l'umorismo un po' crudo
Giudizio Artistico 
 
Animazione 3D molto suggestiva, anche se non all'altezza della rivale Pixar. Ritmo incalzante e storia divertente anche se spesso scontata

La risposta della Dreamworks Animation al pesciolino Nemo e alla famiglia degli Incredibili ripassa per la barriera corallina, diventata per l’occasione il teatro di una vicenda da gangster movie.

Anche in questo caso l’animazione in 3D consente di creare scenari suggestivi, anche se la qualità visiva non è pari a quella dei rivali della Pixar.

Del resto il punto di forza di questo cartone animato è da individuare piuttosto nella scelta di disegnare i protagonisti con tratti che richiamano quelli dei loro doppiatori americani (Will Smith, Robert De Niro, Martin Scorsese, Mike Mayers, Angelina Jolie, e molti altri), nonché di dare a quei personaggi ruoli simili a quelli recitati dalle star in carne ed ossa (il brillante e logorroico Oscar/Smith è un rapper acquatico di belle speranze, Lola/Jolie una pescetta dal fascino fatale, ma soprattutto don Lino/De Niro lo squalo padrino del Riff). È chiaro che la trovata si perde in parte nella versione italiana.

In un gioco continuo di citazioni e gag, la vicenda mantiene comunque un ritmo incalzante e riesce a strappare le risate di grandi e piccoli.

Purtroppo si avverte una minore cura nella strutturazione della storia, che ha una morale facile facile, forse anche troppo; non mancano alcune invenzioni piuttosto riuscite (tra cui proprio il lavaggio cetacei dove lavora Oscar), ma a volte la semplice traslazione di situazioni e temi di “racconti normali” in contesto acquatico rischia di risultare un giochino superficiale ancorché riuscito.

Così, se il piccolo Oscar deve imparare che i grandi sogni cominciano piccoli, ma che ogni piccola cosa ha la sua dignità, l’inno alla tolleranza per lo squalo “diverso” (che ama anche travestirsi da delfino) appare un po’ semplicistica e fin troppo irenica.

Il divertimento, dunque, non manca, ma rispetto alla profondità di vicende animate anche piuttosto recenti, ci pare che il team Dreamworks dimostri anche in questo caso la stessa volontà di divertire ad ogni costo senza troppo andare per il sottile che ha fatto di Shrek 2un seguito al di sotto dell’originale.

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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