THE OLD OAK

2023113 min10+   Immigrazione

In un paese povero del Nord d’Inghilterra, arriva un gruppo di immigrati siriani a cui sono stati assegnati degli alloggi. Inizia una ostilità fra poveri che qualcuno saprà convertire in solidarietà.  Ken Loach prosegue nel lodevolissimo tentativo di fare del cinema “etico” che porti dei valori allo spettatore ma il film non si distacca da un didattismo fin troppo scolastico. In Sala

TJ Ballantine è il proprietario dell’ Old Oak, l’ultimo pub di un piccolo centro del nord dell’Inghilterra, un tempo sede di una miniera che dava lavoro all’intera popolazione, ormai in declino demografico e sociale: non ci sono più spazi pubblici e la povertà e la frustrazione imperversano. In questo contesto socialmente fragile arriva un consistente gruppo di rifugiati siriani, a cui lo Stato ha fornito degli appartamenti. TJ è uno dei pochi volontari, capeggiati da Tania, che aiutano i rifugiati fornendo loro beni di prima necessità. Al contrario, gli avventori del suo pub sono ostili ai Siriani: impauriti da ciò che è diverso da loro, si sentono invasi ed accerchiati; si lamentano del fatto che nessuno li abbia consultati e sfogano la frustrazione della loro difficile condizione economica ed esistenziale sugli incolpevoli nuovi venuti. La convivenza tra le due comunità è spigolosa. TJ, pur aiutando, lo fa sommessamente, quasi di nascosto, come se si vergognasse del bene che compie: trovandosi in mezzo ad una guerra simbolica,  cerca di non scontentare nessuno, perché ha paura di perdere i pochi clienti che gli rimangono, pur non approvandone il razzismo e la diffidenza verso i Siriani. TJ fa amicizia con Yara, una giovane donna siriana appassionata di fotografia, e sarà proprio il legame di forte e sincera amicizia che si crea tra loro a convincerlo ad abbondonare la sua vigliacca neutralità e a ricominciare a lottare per ciò che è giusto, come suo padre, ex minatore, gli aveva insegnato. TJ, Yara e Tania, consapevoli del fatto che i disagi delle due comunità, inglese e siriana, sono simili, perché entrambe soffrono di povertà e solitudine, daranno vita ad un’iniziativa di solidarietà che trasformerà “The Old Oak” in un luogo di incontro tra i due gruppi, un’occasione per riunire le diversità culturali in un’unica grande comunità basata su condivisione e supporto reciproco. Purtroppo non tutti gli inglesi sono benevoli verso quest’iniziativa, e TJ si procurerà presto l’astio dei suoi abituali avventori e amici di un tempo.


Valori Educativi



Il film esprime il rifiuto dello stereotipo e dell’odio del diverso, proponendo al loro posto la necessità del reciproco ascolto e della solidarietà per aiutarsi ad uscire insieme dalle difficoltà.

Pubblico

10+

Pesante Turpiloquio con espressioni razziste. Un cane azzanna e uccide un altro cane anche se non si vedono dettagli. E’ una scena che potrebbe impressionare i più piccoli

Giudizio Artistico



Un’opera di mestiere, che risulta appesantita da un’eccessiva presenza di dialoghi statici e privi di conflitto drammaturgico, al solo scopo di esprimere la visione del mondo dell’autore.

Cast & Crew

Our Review

Nel nuovo film di Ken Loach, da sempre grande maestro del cinema civilmente e socialmente impegnato, assistiamo ad una storia educativa sulla convivenza con il diverso, personificato in questo caso da un gruppo di rifugiati siriani che arrivano a turbare la quiete di una morente ex località mineraria nel nord dell’Inghilterra. Il paese sta lentamente agonizzando tra povertà e disagio sociale, e l’arrivo dei Siriani, più che essere colto come un’opportunità per ridare linfa alla vita comunitaria, è invece per gli inglesi il perfetto capro espiatorio su cui riversare rabbia e frustrazione per le proprie delusioni e difficoltà. Ma l’iniziativa del protagonista, TJ Ballantine, riuscirà a trasformare diffidenze ed odio in rispetto e solidarietà. Loach predica un mondo ideale in cui le differenze culturali, troppo spesso usate come pretesti per dividere e mettere in conflitto, siano un luogo di scambio e reciproca conoscenza.

A livello tematico, “The old oak” ripropone molti topos già trattati da Ken Loach: la povertà e il disagio sociale di coloro che sono lasciati ai margini; la lotta tra poveri per accaparrarsi le briciole; la solidarietà tra “ultimi” come unico modo per proteggersi insieme da un mondo difficile e ingiusto.

Purtroppo, nonostante il lodevolissimo tentativo di fare del cinema “etico” che porti dei valori allo spettatore, il film non si stacca mai da un didattismo fin troppo scolastico: la storia è prevedibile, i personaggi principali sono piatti e quelli secondari macchiettistici, il bene e il male troppo nettamente e utopisticamente separati. Ma il problema principale è che per gran parte del film non c’è nulla di drammatico, perché manca conflitto, in particolare nel secondo atto. La visione dell’autore, in assenza di conflitto drammaturgico, è affidata alle parole, il che risulta in un film troppo parlato e poco agito, con lunghi monologhi poco motivati che appesantiscono la visione e la rendono monotona. Inoltre questa costante ripetizione fa sì che il messaggio che il film vorrebbe mandare è tanto palese e cristallino da sembrare falso ed edulcorato.

Autore: Nicolò Pedemonti

Details of Movie

Etichetta
Paese BELGIO FRANCIA UK
Tipologia
Titolo Originale The Old Oak
Tematiche-dettaglio
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