MARRY ME – SPOSAMI

2022122 min14+   Amore e Famiglia

Un matrimonio improvvisato che vuole mettere una pezza ad un matrimonio saltato alla vigilia delle nozze. Una commedia musicale e romantica per riflettere sul significato dell’amore, del matrimonio e del conoscersi davvero. Disponibile su Amazon Prime, Youtube, Apple tv, Google Play film.

Kat Valdez, superstar del pop, alla vigilia del matrimonio (tramutato in un evento televisivo e mediatico di livello mondiale) con l’altrettanto famoso Maluna, scopre di essere stata tradita. Per questo motivo decide, con un colpo di testa, di sposare Charlie, un anonimo insegnante di matematica, presente tra il pubblico mentre ha tra le mani un cartello che in quel momento le aveva passato una sua amica con la scritta “Marry me” (Sposami). Travolta e stravolta per la scoperta del tradimento, Kat, decide di continuare la relazione con l’oramai divenuto famoso sconosciuto pensando di trarne un qualche vantaggio per la sua carriera. Questa relazione apparente, però, permetterà ad entrambi di conoscersi meglio e di capire che portare avanti un matrimonio “ne vale sempre la pena” …


Valori Educativi



Il film vuole aiutare a riflettere sull’importanza del matrimonio e sulla necessità di conoscersi per un passo così importante ma in un contesto dove il divorzio è comunemente accettato. Un ballo risulta blasfemo

Pubblico

14+

Alcune volgarità. Sensualità in alcuni balli messi in scena; in uno di questi la sensualità viene fusa con l’iconografia religiosa

Giudizio Artistico



Una commedia musicale leggera grazie anche alla colonna sonora. La sceneggiatura non è particolarmente avvincente. I protagonisti, pur essendo attori affermati, non brillano per la loro recitazione.

Cast & Crew

Regia

Sceneggiatura

Harper Dill

Sceneggiatura

John Rogers

Sceneggiatura

Tami Sagher

Sceneggiatura

Our Review

“Marry me!” (Sposami!) è l’adattamento cinematografico di una graphic novel (di Bobby Crosby) in cui l’apparente vanesia pop star Kat Valdez – interpretata da una Jennifer Lopez un pochino arrugginita – cerca di stare al passo con il suo stato di “donna famosa”, circondata da collaboratori che le gestiscono un’esistenza tutta orientata all’apparenza sui social e che non la lasciano mai sola. All’improvviso però, quando la favola sembra essere giunta al lieto fine, un imprevisto stravolge Kat: il suo fidanzato la tradisce con una collaboratrice del suo staff. Ed è questo il gancio che permette alla trama di iniziare il racconto vero, di una donna che, come il famoso uomo di latta del mago di Oz, ha un cuore anche se pensava di non averne.

Kat deve fare i conti con la delusione causata dall’uomo che amava e che, invece, si accorge di conoscere meno di uno sconosciuto che partecipa, neanche volontariamente, ad un suo concerto.

Muovendoci lungo le trame tipiche delle favole, Marry me, tende a dare per buoni quegli elementi che nel mondo reale, invece, sarebbero impossibili: sposarsi con un tizio incontrato per caso. Ma noi sappiamo che le favole servono per raccontare spaccati del cuore umano che altrimenti sarebbe difficile comprendere.

Il film, che vuole aiutare a parlare di amore e matrimonio, è pensato attorno a sprazzi di buona e gradevole (non eccezionale) musica pop (a parte la grave caduta di stile del brano Church nel primo quarto d’ora del film che si mostra essere blasfemo).

Tra gli elementi interessanti da segnalare c’è l’inevitabile confronto di due vite all’apposto: una star abituata a vivere nell’olimpo degli inarrivabili e un professore di matematica con i piedi ben piantati a terra. Entrambi dovranno fare lo sforzo di andare incontro e adattarsi alle esigenze dell’altro: ingrediente tipico di ogni rapporto di coppia. E così, tra discorsi e batture poche originali, c’è anche spazio per riflettere su verità che il politicamente corretto dei nostri giorni non permette: «Esistono selfie utili?» (ad esempio) chiede il pacato professore di matematica, infastidito da una mancanza assoluta di riservatezza. E così, la domanda apparentemente banale è il primo tassello attraverso con cui il compagno improvvisato della rock star la aiuta a che esiste un mondo reale che va ben oltre le macchine da presa, gli smartphone e gli account social.

Altra frase degna di nota: «Vale la pena provarci anche se fosse un matrimonio su un miliardo a riuscire». Il film, come si diceva, vuole far riflettere, anche se non sempre ci riesce appieno, sul significato del matrimonio. Un legame nato all’improvviso, quasi come una protesta, che però può essere una scommessa che non si deve basare solo sul sentimento ma che richiede l’impegno e la scelta di entrambi per stare assieme, accorgendosi, magari, che si è in qualche modo “chiamati” a stare assieme: in questo senso si può leggere il testo della canzone On my way centrale nel film.

Nel film affiorano poi anche toni di positività nei confronti del prossimo («Nessuno è totalmente cattivo») verso il quale è sempre necessario fare lo sforzo di capire e andare incontro all’altro.

Sono, in definitiva, interessanti i dialoghi tra i due protagonisti perché, anche se timidamente, veicolano un messaggio positivo, un insegnamento, in cui nella coppia entrambi devono imparare a stare con l’altro. Non è solo la star esaltata dal successo ma anche il metodico professore di matematica che deve comprendere come, per stare insieme, non ci vuole solo cuore o solo cervello, ma entrambi, nella consapevolezza che si può sempre scommettere sul matrimonio anche se, per l’appunto, ne riuscisse uno ogni miliardo.

Autore: Enzo Vitale

Details of Movie

Etichetta
Paese  USA
Pubblico
Tipologia
Titolo Originale Marry Me
Tematiche (generale)
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