MIO FRATELLO E' FIGLIO UNICO

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Titolo Originale: mio fratello e' figlio unico
Paese: Italia, Francia
Anno: 2006
Regia: Daniele Luchetti
Sceneggiatura: Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Daniele Luchetti
Durata: 100'
Interpreti: Elio Germano, Riccardo Scamarcio, Diane Fleri, Angela Finocchiaro, Luca Zingaretti

Accio e Manrico, fratelli di una famiglia operaia, vivono negli anni '60 e'70 a Latina. Manrico, più grande, segue le orme paterne lavorando in fabbrica e si impegna a fondo come sindacalista. Accio, più giovane, è bravo a scuola, gli piace il latino ma dopo un periodo in seminario crede di scoprire negli ideali fascisti qualcosa che soddisfa la sua voglia di cambiare. Alla fine i due fratelli si trovano in politica su fronti opposti ma sono innamorati della stessa ragazza...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il legami familiari sono più forti di qualsiasi contrasto politico e la famiglia resta l'unico valore duraturo
Pubblico 
Maggiorenni
Una scena di incontro amoroso con nudità parziali. La relazione di una donna matura con un giovane. Ragazzi a letto in seminario che si masturbano
Giudizio Artistico 
 
Sceneggiatura brillante ottimi tutti i protagonisti ma primo fra tutti Elio Germano

E' indubbio che il film adolescenziale tira: dopo un paio di casi isolati che hanno avuto la funzione di svegliarino  come Notte prima degli esami -2005 e  Tre metri sopra il cielo -2005 (film modesti ma in perfetta sintonia con il sentire giovanile) ecco, nel 2007 l'affondo: Notte prima degli esami oggiHo voglia di te con il divo Scamarcio e ora  Mio fratello è figlio unico. In effetti, anche in questo lavoro di Daniele Luchetti, il tono é da commedia leggera, i protagonisti si trovano nel pieno della dei loro turbamenti adolescenziali prima e giovanili poi, ma le somiglianze finiscono qui.
Il film,  sceneggiato da Rulli e Petraglia   oltre che dallo stesso  regista, vuole raccontarci  i ragazzi degli anni '60 e '70 ma mentre gli altri due film  del 2007 sono  dei  neo-romanzi rosa che cercano di arruffianarsi i giovani di oggi con quelli che appaiono essere gli interessi dominanti: il sesso, il calcio e tanta poca voglia di studiare, i due fratelli Accio e Manrico appaiono dei personaggi ben costruiti che inseguono, come tutti i ragazzi, una bella storia d'amore ma che non si chiudono nel privato e vedono la loro crescita personale come inscindibilmente legata al loro impegno sociale. Il primo, bravissimo a scuola, cerca un'idea-guida per la sua vita  che lo coinvolga interamente (il seminario prima, l'adesione al MSI dopo); il secondo, operaio sindacalista, è  sempre  primo nei comizi e nei cortei,  fino ad abbracciare negli anni '70, la lotta armata.

Il lungo arco narrativo che parte dal '62 rimanda inevitabilmente a La meglio gioventù-2003, sceneggiato dagli stessi Rulli e Petraglia  ma mentre in quest'ultimo veniva descritta una generazione che si impegnava con la propria professione (l'insegnante, il dottore, il magistrato, il poliziotto, il funzionario di banca, pur non mancando deviazioni verso il  movimento brigatista) ad agire nella società per trasformarla, ora, in quest'ultimo film, prevale un maggior senso di irrequietezza, di difficoltà a scegliere. Anche nella vita privata il loro comportamento è alquanto disordinato: convivenze senza matrimonio, rapporti con donne sposate più grandi di loro.

Luchetti guarda alle scelte estreme di quell'epoca con un'ironia giustificata dal tempo che è trascorso e prende in giro tutti, prima i fascisti (sai che vuol dire"eila eila alalà? niente; ma tutti gli andavamo dietro) poi i gruppuscoli extraparlamentari (con le loro assemblee e le interminabili discussioni che non approdavano a nulla) ma non si dimentica di parlarci del lato oscuro di quei movimenti: l'abitudine alla violenza, a picchiare e a incendiare sia a destra che a sinistra.
Erano meglio i giovani impegnati di allora o quelli individualisti di  oggi descritti in film come  Notte prima degli esami - oggi ? Domanda un po' retorica a cui ognuno può dare la propria risposta anche perché i giovani di oggi come quelli di ieri, per fortuna non sono tutti come quelli rappresentati in questi film : sicuramente nel rigettare i risvolti fanatici di certe ideologie dei decenni passati si è finito per escludere, dall'arco degli interessi giovanili, quell'impegno nel sociale che consente di non dimenticare mai che non siamo dei singoli ma che siamo parte di  un'unica grande famiglia.

Il finale, facile e consolatorio, sembra quasi un atto di modestia per contenere il film nell'ambito della commedia che non vuole prendersi troppo sul serio. Sarebbe stato meglio invece rendere più manifesta la simbolica crescita di Accio che attraversa  le tre ideologie dominanti del momento: la vocazione sacerdotale prima (che lascia non per contrasto di idee ma per l'impossibilità di impegnarsi in un voto di castità), l'estrema destra e l'estrema sinistra poi, abbandonate entrambe quando si accorge del fanatismo distruttivo che le pervade. In effetti il finale adombra l'approdo di  Accio a una scoperta dei valori forti della dignità della persona e del calore dei legami familiari. La forza emotiva, il cuore pulsante della storia di questi due giovani è proprio il legame che essi sentono fra di loro e con la famiglia, che si pone sempre al di sopra di qualsiasi scelta di campo e resta intatto con il passare del tempo.

Questo film ha molti pregi: una sceneggiatura vivace,  dialoghi calati nella realtà giovanile del tempo  (chi, se non ha vissuto quegli anni, poteva far distinzione fra quei giovani che ancora portavano la canottiera e gli altri che non la usano più o parlare di "doppietta" quando si scalavano le marce nella Cinquecento?). Bravi tutti gli attori (il fatale Scamarcio, l'apprensiva ma decisa mamma Finocchiaro,  Luca Zingaretti, il vetero-fascista che ancora odia gli americani) ma su tutti campeggia Elio Germano, una figura a tutto tondo di un giovane capace di slanci di generosità, spesso irruento e violento ma anche in grado di riflettere e riconoscere i propri errori, con una perenne irrequietezza tipica dell'adolescenza.

Autore: Franco Olearo


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