GONE BABY GONE

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Titolo Originale: GONE BABY GONE
Paese: USA
Anno: 2006
Regia: Ben Affleck
Sceneggiatura: Ben Affleck, Aaron Stockard
Produzione: Live Placet, Miramax Films, The Ladd Company per Walt Disney Studios Motion Picutres
Durata: 114'
Interpreti: Casey Affleck, Michelle Monhagan, Ed Harris, Morgan Freeman, John Ashton

A Dorchester, quartiere degradato di Boston, sparisce Amanda McCready, bimba di quattro anni figlia di una tossica. Siccome le ricerche della polizia guidate dal capitano Jack Doyle (Morgan Freeman) e portate avanti dal detective Remy Bressant (Ed Harris) non danno nessun esito, gli zii della piccola decidono di rivolgersi a Patrick Kenzie (Casey Affleck) e Angie Gennaro (Michelle Monhagan), detective privati che ben conoscono la zona in cui è accaduto il fatto.
Le indagini porteranno i due, conviventi e innamorati, a scoprire una verità incredibile e a scontrarsi con un dilemma in grado di lacerare la coppia.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film lascia allo spettatore più domande che risposte. Un film duro, ma con un tema profondo: è giusto seguire la legge anche quando questa non sembra tutelare il bene del minore?
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene di violenza, uso di droga, oscenità nel linguaggio
Giudizio Artistico 
 
Gone baby gone è un ottimo film, un’opera matura per essere firmata da un esordiente, un film che affronta una storia difficile, ma per dire qualcosa

Ben Affleck, affermato attore hollywoodiano, fa il suo esordio dietro la macchina da presa firmando un’opera davvero notevole. Per farlo si affida a un romanzo scritto da Dennis Lehane, autore di Mystic River, alla splendida recitazione di Morgan Freeman, Ed Harris e del fratello Casey e a una storia dura, spinosa, eppure non gratuita.

Il film racconta infatti della scomparsa di una bimba di quattro anni, la piccola Amanda, sparita nel nulla mentre era in casa sua a riposare. Le indagini portano aesplorare il degradato ambiente della famiglia e del quartiere. Patrick e Angie infatti hanno dalla loro una perfetta conoscenza della zona, delle sue ombre, dei suo boss, di ex amici di liceo che ora sprecano la loro vita a bere whisky in laidi bar o a esercitare potere spacciando droga. Si respira insomma aria di periferia, di vite maledette, senza luce. E più si scende all’inferno, più  le esistenze dei due giovani detective, subiscono contraccolpi. Del resto Angie lo dice subito al fidanzato e collega Patrick: lei non vuole assumere quel caso, non vuole ritrovare il corpo senza vita della piccola Amanda seviziato e ucciso, non vuole che l’orrore sconvolga la loro esistenza tutto sommato felice. Del resto loro sono solo dei detective privati che si occupano di ritrovare mariti fedifraghi o debitori morosi. Patrick però non la ascolta, assume l’onere di quell’indagine, promette alla madre di riportarla a casa Amanda, si tuffa anima e corpo in un’indagine che sente sua.

E così, per mantenere fede alle promesse, per dimostrare agli spocchiosi poliziotti il suo valore, per dimostrare a se stesso di aver scelto il lato giusto della vita perseguendo il bene e non i facili guadagni che si possono fare in periferia, non esita a mettere a rischio la propria vita e quella della compagna, a far traballare la loro unione. Nonostante gli sforzi però l’indagine si chiude, almeno in apparenza, con la morte di Amanda. Questo è un duro colpo per Patrick, ma soprattutto per Angie che soffre tremendamente per quella ingiustizia, per un mondo incapace di proteggere i figli, per l’innocenza violata, perché non è stata in grado di salvare quel piccolo angelo biondo.

Eppure questa non sarà la prova più dura per i due giovani detective. La verità infatti deve essere ancora scoperta, una verità sorprendente, inaspettata, sconvolgente. Una verità che porta con sé un dilemma profondo e arduo da sciogliere. Un dilemma che spaccherà, questa volta in modo definitivo, la coppia, facendo comprendere a Patrick quanto sia arduo fare sempre la cosa giusta.

Gone baby goneè un ottimo film, un’opera matura per essere firmata da un esordiente, un film che affronta una storia difficile, ma per dire qualcosa. Un film di genere, detection, che parte da uno spunto di cronaca per parlare di genitorialità, di famiglia, di affidamento. Un film che parte lento, quasi come un documentario, ma cresce col passare dei minuti, lasciando allo spettatore più domande che risposte. Un film da vedere, incomprensibilmente non premiato dal pubblico, un film duro, ma con un tema profondo: è giusto seguire la legge anche quando questa non sembra tutelare il bene del minore?

Autore: Franco Olearo


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