DISTURBIA

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Titolo Originale: Disturbia
Paese: USA
Anno: 2007
Regia: D.J. Caruso
Sceneggiatura: Carl Ellswerth, Christopher Landon
Produzione: Coldspring Pictures, Dreamworks SKG / Montecito Pictures Company / Paramount Pictures
Durata: 104'
Interpreti: Shia LaBeouf, David Morse, Carie-Ann Moss

Un anno dopo aver perso il padre in un incidente automobilistico, il diciasettenne Kale non si è ancora del tutto ripreso e quando un insegnante di spagnolo cita in modo un po’ troppo disinvolto il defunto genitore il ragazzo gli molla un cazzotto e per questo si ritrova agli arresti domiciliari per tre mesi. Per evitare che lasci il perimetro del giardinetto di casa Kale ha un marchingegno fissato alla caviglia e collegato con la polizia. Così bloccato si ritrova, binocolo alla mano, ad osservare il vicinato. Che comprende, per sua fortuna, una graziosa coetanea, ma pure un potenziale serial killer con un inquietante garage.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film ha il merito di sapere descrivere il rapporto tra genitori e figli, ma anche l’amicizia e l’attrazione tra adolescenti senza troppi psicologismi, affettuoso e complice e per una volta non patologico.
Pubblico 
Adolescenti
Alcune scene di tensione e violenza.
Giudizio Artistico 
 
Il film gioca con abilità su alcuni cliché cari al cinema adolescenziale americano. Shia LaBeouf, con quella sua aria da nerd intraprendente è la vera forza trainante della pellicola

Dopo i robot mutanti di Transformers (ma questo film è stato girato prima) la stella nascente di Hollywood Shia LaBeouf si confronta con un vicino di casa pericoloso e inquietante, ma anche con un modello praticamente irraggiungibile, il James Stewart fotografo ingessato de La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock, pure lui ai tempi coadiuvato nelle indagini da una bella bionda (allora la fidanzata intraprendente Grace Kelly, qui una vicina di casa carina e collaborativa).

Qui a bloccare il protagonista tra le mura domestiche non è un incidente, ma una cavigliera elettronica che limita i suoi spostamenti tra la siepe di casa e il nano da giardino, gentile alternativa concessa (ovviamente a pagamento) all’arresto vero e proprio. Dopo che la madre esasperata ha tagliato (letteralmente) i fili di televisione e videogiochi, il nostro protagonista si trova ad ingannare la noia cominciando per la prima volta ad osservare la vita (apparentemente) tranquilla del quartiere residenziale in cui vive.

Disturbia gioca con abilità su alcuni cliché cari al cinema adolescenziale americano, primo tra tutti la scoperta del rapporto con l’altro sesso, che nonostante il progredire della tecnologia (abilmente maneggiata dagli adolescenti) e il moltiplicarsi dei possibili media (il film si chiude con una citazione dell’ormai onnipresente Youtube), sembra ancora segnata, almeno per il protagonista, da una curiosità un po’ imbranata; Kale è, infatti, un guardone così poetico, innocuo e romantico (almeno così sembra giudicarlo Ashley) che non si fatica a perdonargli qualche sbirciata di troppo alla vicina di casa in costume da bagno e un’innocua vendetta nei confronti della banda di bambini della casa a fianco.

Se lo spunto da cui parte l’indagine sul vicino potenziale serial killer è forse in senso assoluto un po’ debole, si capisce, però, come possa attirare l’attenzione un adolescente imprigionato tra le pareti di casa, soprattutto quando diventa il mezzo per attirare l’attenzione della bella vicina di casa. E l’ottimo David Morse, ormai abbonato alle parti del cattivo “rispettabile”, fa con mestiere la sua parte di killer abile e spietato prima di giungere a giusto decesso (in un climax forse un po’ lunghetto ma coinvolgente).

Se è vero che il più recente cinema americano (almeno quello di successo, e questo “piccolo” film ha incassato uno sproposito al suo primo weekend di programmazione) ha come target principale i giovani adolescenti maschi, Shia LaBeouf, con quella sua aria da nerd intraprendente e destinato al successo, è la vera forza trainante della pellicola e si candida a diventare una giovane star del futuro(è stato il protagonista anche del bello e duro Guida per riconoscere i tuoi santi, presentato a Venezia nel 2006), e non solo di film giovanili e mainstream come questo. Che pure, rispetto a tanto cinema nostrano, ha il merito di sapere descrivere il rapporto tra genitori e figli, ma anche l’amicizia e l’attrazione tra adolescenti in un modo tutto sommato verosimile, senza troppi psicologismi, affettuoso e complice e per una volta non patologico.

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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