LA CONTESSA BIANCA

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Titolo Originale: The white Contess
Paese: Gran Bretagna/USA 2005
Anno: 2005
Regia: James Ivory
Sceneggiatura: Kazuo Ishiguro
Produzione: Merchant Ivory Productions, Shangai Film Studio
Durata: 135'
Interpreti: Ralph Fiennes, Natasha Richardson, Vanessa Redgrave, Lynn Redgrave, Hiroyuki Sanada

Tod Jackson (Ralph Fiennes) è un diplomatico inglese che durante un attentato a Shangai ha perso la moglie, la figlia piccola e la vista. Cerca di ritrovare l'entusiasmo in una impresa che ritiene importante: creare un Night Club che sia un punto di incontro pacifico per le forze politiche che si scontrano nella città. Sofia è una contessa russa (Natasha Richardson) fuggita dal suo paese assieme a una  numerosa parentela (anch'essa è vedova) e riesce a sostenere tutti grazie al suo lavoro di Call Girl nei locali notturni. Fra i due nasce prima un sodalizio professionale (lui la ingaggia per il suo Club) ma qualcosa fra di loro sta nascendo...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La solitudine di due anime che hanno sofferto si infrange di fronte alla voglia di ritrovare un senso alla propria esistenza
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di guerra e rappresentazione di ambienti ambigui -
Giudizio Artistico 
 
Il film, molto ben confezionato, stenta a trovare il suo focus emotivo

Molti film hanno cercato di riprodurre quella che doveva essere la Shangai di prima della guerra.
Indubbiamente questa porta per l'oriente doveva avere un fascino tutto particolare:  si potevano trovare audaci uomini d'affari desiderosi di costruirsi una fortuna con traffici poco puliti; fuggiaschi che avevano bisogno di nascondersi, avventurieri e rivoluzionari. Era la città del gioco  d'azzardo dove tutto era possibile e tutto poteva accadere. Basta ricordare  I misteri di Shangai (1941, di J. von Sternberg) dove l'azione si svolgeva in una casa da gioco, una sorta di Sodoma e Gomorra  brulicante di uomini di ogni tipo e  razza e Shangai Express (1932, dello stesso regista) dove su di un treno fra Pechino e Shangai si incontravano falsari, spacciatori di oppio, disertori, ribelli e prostitute (Marlene Dietrich).
La vicenda della contessa bianca si colloca nel 1936, proprio a ridosso dell'invasione giapponese che avrebbe decretato il definitivo allontanamento degli occidentali  (per le molte riprese in esterno è stato ricostruito il ridente e lussuoso quartiere occidentale, che andrà completamente distrutto durante la guerra e non verrà più ricostruito): un preannuncio di tragedia che da a tutta la storia  un melanconica ombra di decadenza. I due protagonisti sono dei nobili: lei è una contessa russa costretta a fuggire dalla sua patria dopo la rivoluzione; lui un diplomatico inglese posto ai margini della vita dalla sua cecità dopo che un attentato a distrutto tutta la sua famiglia.  

C'erano insomma  tutti i presupposti per costruire un bel drammone esotico e ciò non avrebbe certo potuto spaventare  la coppia James Ivory- Kazuo Ishiguro nè il produttore Merchant che avevano già dato ottima prova di sè in Quel che resta del giorno (1993) : il crepuscolo di una certa nobiltà agli albori di una guerra che avrebbe spazzato via  il loro mondo. Le premesse quindi erano tutte ottime ma questa volta qualcosa non ha funzionato : ritroviamo la stessa eleganza delle forme, lo stesso perfezionismo stilistico e anche la stesso controllo trattenuto dei sentimenti, ma se nel film del '93 ciò era imputabile  all'impegno  di maggiordomo troppo assorbito dalle sue funzioni, qui manca una vera motivazione che giustifichi quasi due ore di frasi sommesse, di sguardi fugaci, solo parzialmente motivati dall'alto lignaggio dei protagonisti. Restano non chiarite alcune motivazioni di fondo, in particolare quelle  di Jackson nel suo voler creare un Night Club che diventasse un microcosmo in miracoloso equilibrio fra forze contrapposte mentre Shangai finiva per crollare, piccola pedina all'interno di una una strategia imperiale ben più imponente.

Solo negli ultimi venti minuti il film riprende ritmo e si riscatta (l'arrivo dei giapponesi, il bombardamento, il caos nel porto dove tutti cercano di accaparrarsi una giunga per fuggire verso Hong Kong). Gli attori sono bravi (Albert Fiennes ,ormai dopo Il paziente inglese, si è specializzato in ruoli melanconici), e ben tre Redgave:  oltre a   Natasha Richardson, la grande Vanessa e l'altra sua figlia Lynn Redgrave, ma i loro personaggi sono poco più che abbozzati.

Autore: Franco Olearo


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