CHICKEN LITTLE AMICI PER LE PENNE

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Titolo Originale: Chicken Little
Paese: USA
Anno: 2005
Regia: Mark Dindal
Sceneggiatura: Steve Bencich, Ron J.Friedman
Durata: 77'

Chicken little è un polletto adolescente, orfano di madre, ancora impacciato perché   troppo piccolo mentre i suoi compagni di scuola sono già sviluppati e sanno giocare tanto bene a baseball. Come se non bastasse ha la vocazione a cacciarsi sempre nei guai: una volta dà l'allarme a tutta la città credendo che un pezzo di cielo sia caduto sulla terra. Il padre, a disagio nella sua responsabilità di unico educatore del figlio, non sa far altro che scusarsi con gli altri e pregare Chicken Little di starsene tranquillo al suo posto,  di non farsi venire troppe idee. Il polletto soffre ma al contempo  sogna e spera che qualcosa cambierà...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Inno di speranza e ottimismo per tutti gli adolescenti che si sentono troppo imbranati ed esclusi dal gruppo dei loro amici...
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Ottima tecnica di animazione che recupera la tradizione del disegno animato. Sceneggiatura inferiore agli ultimi classici in 3D come Nemo

In perfetto tempismo con il Natale arriva Chicken Little, primo film di animazione in 3D interamente sviluppato dalla Walt Disney dopo la separazione professionale con la Pixar. L'impegno è stato notevole: all'inizio della lavorazione solo il 50% degli animatori era esperto in computer grafica ma in compenso erano padroni di quello "Stile Disney" che  ha rallegrato e commosso tante  generazioni di ragazzi e bambini.

La sfida è stata ambiziosa: l'animazione in 3D è una tecnica ormai dominante ma continua ancora oggi ad avere un che di metallico, di luce al neon. Non può neanche sfiorare la poesia che era stata raggiunta in film come "Bambi" realizzato in 2D e in full animation. Più successo ha avuto di recente Tim Burton che ha riesumato, rinnovandola, la tecnica dello "stop motion" ed ha dimostrato che con questo mezzo si possono raccontare favole deliziose (naturalmente con un pizzico di macabro, secondo il suo stile). La sfida è stata quindi quella di realizzare un film in 3D  che si confacesse allo stile classico della Walt Disney, che i personaggi continuassero a farci ridere allungandosi e saltando come molle come nei vecchi cartoon. (Madagascar della Dreamwork ha mostrato anch'esso di voler puntare sulla  comicità "elastica"  dei suoi buffi personaggi ma il risultato non è stato esaltante).

Dopo una lungo addestramento alle nuove tecniche e una ancor più lunga lavorazione,  eccoci arrivati  a passeggiare per le strade di  Quercie Ghiandiose, una città dove i polli viaggiano su  automobili a forma di uovo, i tori lavorano nel negozio di porcellana, i pipistrelli fanno gli oculisti, i pinguini gestiscono il negozio di smoking, le pecore sono barbieri; si percepisce l'antica radice che risale  ai tempi gloriosi dei "tre porcellini" (1933),  e poi su fino a  Nonna Papera a  Clarabella e a tutti gli altri animali umanizzati della grande famiglia Disney.
Fin qui lo sfondo e la tecnica. Il racconto   coglie bene il momento adolescenziale della crescita, di quel  sentirsi a disagio di tanti ragazzi, forse perché non ancora cresciuti come i loro compagni e un po' esclusi dalle attività sportive. Come se non bastasse, Chicken Little soffre perché sa di non esser apprezzato da suo padre che lo ritiene limitato nelle sue capacità e per di più sempre pronto a mettersi nei guai per la sua troppa fantasia. Inutile dire che tutto andrà per il meglio ma forse questa volta il rapporto padre e figlio è reso f come qualcosa di troppo assomigliante a una  seduta psicoanalitica (l'amica papera di Little Chicken continua a ripetergli che debbono parlarsi, comunicare fra loro); inevitabile il confronto con un altro rapporto padre-figlio, molto meglio costruito, sempre della  Disney-Pixar: Alla ricerca di Nemo (2003).

Succedono tante cose in questo film (oltre a una tesa partita di baseball che farà emergere Little Chicken come eroe, avremo anche l'invasione degli extraterrestri, ma i due episodi baricentrici  del film appaiono non perfettamente collegati) e ai più piccoli piacerà senz'altro. Ora che la tecnica 3D si è rivelata matura per tornare alle favole, non resta che augurarci un prossimo film con una sceneggiatura più robusta.

Autore: Franco Olearo


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