casanova

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Titolo Originale: casanova
Paese: USA
Anno: 2005
Regia: Lasse Hallström
Sceneggiatura: Michael Cristofer, Jeffrey Hatcher, Kimberly Simi, Tom Stoppare
Produzione: Betsy Beers, Mark Gordon
Durata: 108'
Interpreti: Heath Ledger, Sienna Miller, Jeremy Irons, Lena Olin, Oliver Platt

Venezia, 1700. Il celebre libertino Giacomo Casanova si innamora dell’unica donna che non si lascerebbe mai sedurre, Francesca Bruni, una femminista ante litteram che scrive libri di filosofia sotto lo pseudonimo maschile di Bernardo Guardi. Per conquistarla, Casanova ordisce una fitta trama di inganni e scambi di persona, facendosi passare per il fidanzato ufficiale di Francesca. Intanto, però, l’Inquisizione romana gli dà la caccia per punire con la morte i suoi continui oltraggi alla morale cattolica…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Visione caricaturale e distorta della Chiesa dell'epoca con cardinali che si fanno accompagnare dalle loro amanti (delle suore)
Pubblico 
Maggiorenni
Scene a contenuto sessuale, linguaggio volgare. Sull'opportunità di vedere il film, si legga il testo della la critica
Giudizio Artistico 
 
La sceneggiatura non mostra né finezza né ironia, ma solo una grossolana e superficiale comicità, che non lesina sulle volgarità. Una Venezia quasi kitsch

Anche se rivestito di crinoline e merletti settecenteschi, lo schema è quello della tipica commedia romantica hollywoodiana, in cui un “lui” e una “lei” opposti e complementari si incontrano, si scontrano e infine si innamorano: in questo caso, il re dei libertini finisce per innamorarsi dell’unica donna che non può sedurre, una femminista ante litteram che predica con qualche secolo di anticipo la pari dignità di uomo e donna. 

Non potevano essere più distanti, non potranno che finire insieme. La divisione adulta della Disney, insomma, utilizza Giacomo Casanova come pretesto per imbastire una love story di pura finzione, dove tutto è frutto dell’artificio dello sceneggiatore, dalla backstory del piccolo Giacomo abbandonato dalla madre alla caratterizzazione della donna che lo farà capitolare, un personaggio perfettamente modulato sui difetti e bisogni del protagonista.

Ma l’ipertrofia del contorno, una Venezia settecentesca, coloratissima e quasi kitsch, fa letteralmente “sparire” la già debole linea sentimentale, rendendola solo una delle tantissime componenti del racconto, una spumeggiante carnevalata di personaggi e travestimenti che rubano la scena all’amore per cederla completamente alla farsa.

Che a Lasse Hallström piacciano le storie e i personaggi sopra le righe lo si era già intuito dai tempi di Chocolat, dove una Juliette Binoche travestita da Cappuccetto Rosso riportava il piacere di vivere in un triste paesino di bigotti; ma questa volta il regista svedese spinge ulteriormente sul pedale del farsesco, sfiorando in più occasioni il demenziale.  

  1. Anche la vena anticlericale non si è spenta, e qui trova sfogo in una rappresentazione
  2.  
  3. caricaturale e assai distorta della Chiesa e dell’Inquisizione: Jeremy Irons gigioneggia nei panni del grottesco cardinale a capo di un improbabile “distaccamento” veneziano dell’Inquisizione romana, con compiti da Buon Costume del tutto estranei alla realtà storica dell’Inquisizione (che perseguiva l’eresia, tanto per la cronaca). Intorno, suore impazienti di peccare e cardinali che si fanno accompagnare ufficialmente dalle amanti (le suore di cui sopra).  

Lo spunto da cui prende avvio la storia è la “conversione” di Giacomo Casanova da libertino impenitente a eroe romantico: la scintilla nasce dopo l’incontro con la bella e intelligente Francesca Bruni, scrittrice sotto pseudonimo di libelli rivoluzionari che esortano la donna a emanciparsi dalla dominazione maschile. Folgorato da questa donna che sa tenergli testa, il bel Casanova dovrà ingegnarsi parecchio per conquistarne il cuore. La famiglia della bella Francesca, infatti, l’ha già promessa  al genovese Pietro Papprizio, un ricco commerciante di lardo che la ragazza non ha mai visto: e lo stesso Casanova si è appena fidanzato per convenienza con la rampolla di una famiglia nobile, che non vede l’ora di essere impalmata.

Casanova uscirà dall’impaccio spacciandosi per il fidanzato di Francesca, nella realtà un uomo insicuro e con parecchi chili di troppo, che si lascia facilmente ingannare dai suoi raggiri. Risultato: mentre il povero Papprizio si fa convincere a sottoporsi a una “estrema” cura di bellezza che lo tiene prigioniero nella dimora di Casanova, il  nostro eroe è libero di girare per Venezia e tessere le sue trame….

In questo “omaggio” yankee alla Commedia dell’arte e alla città che l’ha vista nascere, non c’è né finezza né ironia, ma solo una grossolana e superficiale comicità, che non lesina sulle volgarità e punta più su elementi visivi e di iper-caratterizzazione (evidenti in personaggi come il cardinale e Papprizio) che non sull’arguzia delle situazioni o sullo sviluppo delle potenzialità dei personaggi.

Più che un film, insomma, un chiassoso Luna Park, che trascina lo spettatore per le calli veneziane come sulle montagne russe, sballottandolo parecchio, ma senza mai coinvolgerlo emotivamente in un gioco di attesa e tensione. Nella girandola degli eventi, infatti, le svolte della trama arrivano in modo accidentale e gratuito (come l’improvviso innamoramento che scatta tra la madre di Francesca e Papprizio), togliendo allo spettatore il gusto di un graduale percorso di conoscenza e scoperta, da compiere insieme ai personaggi.  

Heath Ledger e Sienna Miller, i due protagonisti, si sforzano di essere credibili con una recitazione misurata, che li distingue dai macchiettistici comprimari, ma la costruzione “a tavolino” della storia d’amore si smaschera da subito. E comunque, a rimanere nella memoria dello spettatore non sarà tanto il bacio sulla mongolfiera in volo su piazza San Marco, quanto l’immagine dell’obeso Papprizio che tenta improbabili cure di bellezza facendosi spalmare di fango, appeso al muro come un salame… Giusto per dare un’idea di quello che troverete nel film.

Autore: Franco Olearo


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