LA FELICITA' DEGLI ALTRI

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Titolo Originale: LE BONHEUR DES UNS...
Paese: Francia
Anno: 2020
Regia: Daniel Cohen
Sceneggiatura: Daniel Cohen, Olivier Dazat
Durata: 100
Interpreti: Vincent Cassel, Bérénice Bejo, Florence Foresti

Léa e Marc, Karine e Francis, sono due coppie che si conoscono da molto tempo. Hanno la consuetudine di cenare insieme nel fine settimana e anche questa volta sono riuniti intorno al tavolo di un ristorante. Discutono del più e del meno, cercano di decidere se prendere il dessert; Léa si rifiuta di prendere il suo amato Ile Flottante se anche gli altri non ordinano qualcosa. Il marito Marc la sgrida bonariamente perché incapace, come sempre, di prendere una decisione in autonomia. A questo punto Léa informa gli altri che ha scritto il libro, sollecitato da un famoso scrittore che aveva letto un suo testo. I presenti sorridono simpaticamente: può mai, la commessa di un negozio, diventare una scrittrice?

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
In questa moderna favola moraleggiante, l’invidia rende infelici mentre l’attenzione, la cura verso l’altro è il segreto di una vita serena che può portare alla realizzazione di cose grandi
Pubblico 
Pre-adolescenti
Per la maturità necessaria per cogliere l'ironia e la satira impiegata
Giudizio Artistico 
 
Dialoghi vivaci e spiritosi, caratteri ben definiti ma bloccati all’interno di uno sviluppo a tesi

Ci troviamo di fronte a un film squisitamente francese. Innanzitutto, nel piacere per l’affabulazione, qui particolarmente evidente perché la sceneggiatura si ispira a un testo teatrale; nell’impiego di riferimenti colti (presi dalla letteratura, dall’arte), nella vivacità e nelle battute cariche di ironia, tipiche della commedia francese.

 Ma soprattutto nell’impostazione a tesi: c’è qualcosa riguardo alla realtà dell’uomo, che l’autore vuole dimostrare: una sorta di moderna favola morale, impiegando, diversamente da Jean de La Fontaine, gli uomini invece degli animali,

L’argomento della tesi è chiaro fin dall’inizio e lo sviluppo si mantiene coerente all’assunto fino alla fine: il successo imprevisto di un’amica, di una moglie, destabilizza i rapporti, genera gelosie, fa soffrire chi è corroso dall’invidia.

Le parti divertenti del film stanno tutte nel modo disinvolto con cui Karine e Francis reagiscono al successo dell’amica: se c’è riuscita lei, anche Karine non avrà problemi a scrivere un romanzo (salvo copiare pedissequamente Flaubert) e Francis non ha dubbi di poter raggiungere il successo, prima come cantante hard rock, poi come scultore,   coltivatore di Bonsai e infine come cuoco.

Lo sconvolgimento di Karine è profondo perché di quell’amica semplice e gentile, si è sempre considerata una sorta di confidente e guida e ora non riesce ad accettare lo svuotamento di questo suo ruolo. Per il marito di Léa, Marc, la situazione è diversa: uomo pratico, esperto solo del business dell’alluminio, riesce a stento a leggere la bozza del romanzo di Léa e considera quel racconto un’interferenza nella loro vita privata. Lui, il maschio di casa, sente che la moglie gli sta sfuggendo di mano, orientata verso nuovi sentieri a lui totalmente ignoti.

Gli attori sono tutti bravi, perfettamente nella parte, ma non poche recensioni sono state negative, probabilmente perché hanno visto questi personaggi ingabbiati nello sviluppo di una tesi da dimostrare.

In realtà, a mio avviso, il film è più profondo di quanto non appaia a un  primo sguardo. Perché Léa ha un successo così imprevisto (ogni riferimento a J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter, che quando ha scritto il primo libro era una donna sola, senza soldi, con un figlio a carico, non è puramente casuale)?

Non si tratta di doti fino a quel momento inespresse ma qualcosa di più. Non si tratta del caso, di una natura benevola con alcuni e arida con altri.

Fin dalle prime sequenze, quando vediamo Léa svolgere il suo mestiere di commessa in un negozio di abiti, impegnata a dare suggerimenti alle clienti, cogliamo la sua attenzione alle persone: lei comprende lo stato d’animo, le aspettative della persona che le sta davanti, e le dà  quel consiglio che lei ritiene sia il più giusto, anche se in quel momento può voler dire non comperare nulla.

Léa ha successo perché osserva le persone e le comprende. Non si cura di se stessa e quando riceve i primi introiti come frutto del suo libro, pensa innanzitutto a regalare al marito ciò che ha sempre sognato: una moto rombante. E’ proprio la sua generosità e l’attenzione agli altri che la rende superiore rispetto a coloro che pensano prima di tutto a se stessi. Solo chi gode della felicità altrui, anzi, contribuisce alla gioia e alla gloria dell'altro beneficia di libertà e felicità interiore, allora si è veramente persone grandi, «libere dall'egoismo, dalla viltà e dall'avidità», come amava dire Adam Ferguson.

Autore: Franco Olearo


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