MULAN (2020)

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Titolo Originale: Mulan (2020)
Paese: USA, Cina
Anno: 2020
Regia: Niki Caro
Sceneggiatura: Elizabeth Martin, Lauren Hynek, Rick Jaffa e Amanda Silver
Produzione: Chris Bender, Tendo Nagenda, Jason Reed, Jake Weiner
Durata: 115' su DISNEY+
Interpreti: Liu Yifei, Donnie Yen, Gong Li, Jason Scott Lee, Yoson An

Mulan è la prima delle due figlie nella famiglia Hua; il padre, un tempo glorioso combattente è ora a riposo perché ferito a una gamba, l’ha addestrata nell’arte militare, scoprendo in lei una prodigiosa destrezza. Quando le truppe Rouran invadono la Cina dal Nord, guidate dal feroce Bori Khan, l’imperatore emette un decreto che impone a ciascuna famiglia di inviare un uomo a prestare servizio nell'esercito imperiale. Mulan non vuole che il padre si sottoponga a un doloroso e rischioso sacrificio e dopo aver trafugato, nottetempo, la sua armatura e la sua spada, si presenta al campo di addestramento travestita da uomo. Dopo un periodo di addestramento durante il quale lei riesce a non farsi scoprire, il suo reggimento viene mandato a contrastare l’avanzata di Bori Khan ma l’impresa non è facile perché a fianco dell’invasore combatte anche la strega Xianniang, che ha il potere di alterare le sorti della battaglia…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La protagonista, come gli altri personaggi, vive unicamente dell’impegno di fare onore alla propria famiglia, al popolo a cui appartiene e chi sbaglia sa anche pentirsi e cambiare rotta
Pubblico 
Pre-adolescenti
L’impostazione seria del racconto potrebbe annoiare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
La qualità della computer grafica e delle scene di battaglia è degna della produzione Disney; brava la protagonista Liu Yifei, qualche momento di stanchezza nella parte centrale del racconto

L’addestramento al campo militare è ormai terminato e tutte le reclute sono radunate nel piazzale principale per proclamare ad alta voce il giuramento di fedeltà. Debbono urlare, portando alta la spada: “Lealtà!, Coraggio!, Sincerità!”.

E’ alla parola sincerità che Mulan si trattiene nell’alzare la spada, perché sa di aver mentito sulla sua reale identità. Questo nuovo Mulan, dopo l’omonimo cartone animato del 1998, non è, come potrebbe sembrare a un primo sguardo, l’ennesimo film di formazione di una ragazza che cerca a sua identità combattendo contro i tanti pregiudizi maschili (basti ricordare Ribelle - the Brave, Pocahontas, Hunger Games) o addirittura rientri nel filone del woman power (Maleficent, Frozen).

Certamente Mulan cerca la sua identità ma non contro qualcuno, bensì rigorosamente all’interno di  quei valori che condivide con la famiglia e il suo popolo, che considera irrinunciabili.

A suggellare questa impostazione, verso la fine, l’imperatore regala a Mulan una nuova spada su cui è stata incisa, oltre al trinomio Lealtà, Coraggio, Sincerità, anche la frase: “Devozione alla Famiglia”.

Più volte l’importanza dell’onore viene ribadita: ogni figlio/a è tenuto a tener alto quello della famiglia, ogni suddito quello dell’impero e il proprio personale. Il disonore è la peggiore delle condizioni perché allontana dal gruppo a cui si appartiene: è la sofferenza di Mulan che per essere parte del gruppo dei suoi compagni guerrieri deve celare la sua femminilità ma lo è anche della strega Xianniang, che per venir accettata così com’è, si è alleata con il crudele Bori Khan. Anche i riferimenti immateriali sono ora più rigorosamente aderenti alla cultura cinese: non ci sono più gli antenati a proteggere Mulan, come accadeva nella versione animata, ma c’è la fenice che è effettivamente una delle quattro creature magiche che presiedono i destini della Cina. Viene citato anche il Qi, una forma di forza vitale, una sorta di energia comunicante con tutto l’universo, di cui Mulan è particolrmente dotata, come mostra durante i suoi combattimenti in stile wuxia (il cappa e spada orientale).

Questo maggiore realismo, questa più decisa aderenza alla cultura cinese, rendono il film diverso dal cartone del 1998 e percorre una strada diversa: pochi momenti scherzosi ma teso a mostrare la nobiltà d’animo di tutti i protagonisti (in fondo il cattivo cattivo è uno solo) impegnati ad agire secondo  ciò che è giusto e onorevole. Piacerà anche in Occidente questa storia dove non c’è egocentrica ricerca di se stessi ma amor di patria e amore alla propria famiglia? La qualità delle riprese, della computer grafica è al livello che ci si aspetta dalla produzione Disney e una piacevole sorpresa è la bravura (nel recitare come nel saltare e combattere) della protagonista Liu Yifei. Forse la storia è troppo diluita, forse è fin troppo lineare nello sviluppo, alcuni personaggi sono appena tipizzati  ma ciò può costituire  un vantaggio per facilittare una sua lettura anche da parte dei più piccoli.

Autore: Franco Olearo


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