MERLIN

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Titolo Originale: Merlin
Paese: U.K.
Anno: 2008
Sceneggiatura: Julian Jones, Jake Michie, Johnny Capps, Julian Murphy
Produzione: Shine Limited, BBC Drama
Durata: stagioni 5 episodi 65 di 45 min
Interpreti: Colin Morgan, Bradley James, Angel Coulby, Katie McGrath, Anthony Head

Il re Uther Pendragon governa con polso fermo su Camelot ma affranto per un tragico evento che ha colpito la sua famiglia, ha bandito ogni forma di magia dal suo regno, pena la morte. Quando Gaius, il medico di corte, accetta di ospitare il giovane Merlino, figlio di una sua parente e si accorge che il ragazzo è dotato di straordinari poteri magici, lo avvisa di non rendere manifesta in nessuna occasione, questa sua dote, se vuole restare vivo. Merlino inizia la sua vita a Camelot come assistente di Gaius ma un giorno ha un battibecco con un giovane spavaldo che ha incontrato per strada e che fa sfoggio della sua destrezza con le armi. Merlino comprende di essere stato incauto: il suo antagonista non è altri che il principe Arturo, l’erede al trono di Camelot...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Due giovani sono pronti anche al sacrificio per salvare l’amico e hanno un animo generoso e leale
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Questo serial, visto in 113 paesi, ha una struttura semplice, una CG limitata ma è espressione limpida di slancio e generosità giovanile

Questa serie TV  della BBC ha un biglietto da visita di tutto rispetto. Si è sviluppata in 5 stagioni con un totale di 65 episodi ed è stata acquistata da 112 paesi; in Italia da Italia1 (st 1-4) e da Joi (st 5). La serie completa è ora disponibile su Netflix.
Non è la prima volta che per il grande o per il piccolo schermo si realizzano dei presequel, che ci raccontano com’erano, da giovani, degli eroi di successo, ricavati da  leggende del passato o dai fumetti Marvel.

Il questo caso Artù, Merlino, Ginevra, Morgana, hanno un po’ tutti vent’anni e si muovo in un mondo ricostruito secondo la più classica iconografia medioevale :castelli (quello molto suggestivo  di Pirrefonds), tornei, foreste impenetrabili, grotte con draghi, spade prodigiose) e gli eventi si ispirano molto liberamente  alla saga di Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda.

Ogni puntata racconta una vicenda che si apre e si chiude ll’interno di se stessa, mentre i rapporti fra i protagonisti subiscono una lenta evouzione lungo tutta la stagione.

C’è sempre una minaccia per il regno di Camelot che il giovane Artù deve sventare: a volte è una strega malefica, altre volte un mostro spaventoso, altre volte un infido avversario che si nasconde dietro vesti rassicuranti. Ci sono momenti rammatici, tutto sembra perduto ma poi Merlino riesce con discrezione, senza che nessuno se ne accorga, a dare un aiuto ad Artù che risulterà risolutivo.

La cosa più interessante di questa serie è proprio scoprire le ragioni del  suo successo. Qualunque critico  potrà sottolineare, a ragione, che la sceneggiatura, sopratutto nei dialoghi, è elementare e  con non poche incongruenze. Le scene realizzate in CG sono ben poca cosa (sopratutto quando appaiono mostri che dovrebbero essere terrificanti) rispetto ai livelli qualitativi che sono stati raggiunti oggi. Ma allora, qual’è il suo segreto?

Sicuramente un punto di forza è il sodalizio fra Merlino e Artù. Due giovani totalmente diversi, il primo un po’ maldestro e impacciato nelle relazioni umane ma con un’attitudine alla magia prodigiosa; il secondo è spaccone e temerario, che segue rigorosamente il codice d’onore dei cavalieri. Entrambi però sono simili quando si tratta di affrontare un’avversario, un’avversità che minaccia Camelot o l’amico: non tentennano e sono pronti a qualsiasi sacrificio. Si tratta di una amicizia (senza secondi significati) tanto forte proprio perché i due giovani risultano complementari: uno ha bisogno dell’altro. Resta insolito il fatto che  Merlino riesca sempre a tener nascoste le sue doti magiche ma fra i due si stabilisce una forma di sodalizio inossidabile, come avevano già visto a Ratatouillie dove il topo Remy, esperto cuoco, vive in incognito e lascia tutto il merito allo sguattero Linguini. ripetto a questo bromance, le figure femminili vanno in secondo piano e le storie d’amore, che pur si sviluppano nel serie, non costituiscono una componente rilevante.

Un punto di forza è lo sviluppo della relazione adulto-giovane,  dove la prima categoria è rappresentata dal medico Gaius e il re Uther. C’è un continu confronto fra di Gaius,  che si appella sempre alla prudenza e all’esercizio del metodo scientifico e  Merlino, è pronto a lancarsi oltre l’ostacolo, senza fare troppi ragionamenti. Allo stesso modo Artù cerca di mitigare, con uno sguardo più umano, il punto di vista inflessibile e a volte crudele del padre. E’ un bel confronto generazionale, dove la gioventù porta il suo contributo di energia e di speranza, mentre chi è maturo, se da una parte mostra di avere una visione più vera e disincantata della realtà a causa dell’esperienza accumulata, è privo dello slancio necessario per voltare pagina.

Alla fine deve essere proprio questo il successo della serie Merlin: un lavoro , rivolto a un pubblico  giovanile  che esalta  la bellezza della gioventù e se la  sceneggiatura può esser considerata molto semplice, perchè va sempre diritto al punto, senza troppe giravolte,,  in realtà va intesa come magistrale armonia fra linguaggio adottato e pubblico target.

Autore: Franco Olearo


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