AGATA E LA TEMPESTA

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Titolo Originale: AGATA E LA TEMPESTA
Paese: Italia
Anno: 2004
Regia: Silvio Soldini
Sceneggiatura: Silvio Soldini, Doriana Leondieff, Francesco Piccolo
Durata: 118'
Interpreti: Licia Maglietta (Agata); Giuseppe Battiston (Romeo), Emilio Solfizi (Gustavo),Marina Massironi (Ines Silvestri)

Agata è una libraia di mezza età che parla e sogna come i libri che legge e sognando si innamora di un ragazzo sposato più giovane di lui. Suo fratello Gustavo, sicuro ed affermato architetto, si scopre figlio abbandonato di una contadina del Comacchio.  Ines, sua moglie, che conduce una trasmissione di cuori infranti, avrebbe tanto bisogno di  qualcuno che rimettesse a posto il suo. Romeo gira per i paesi con un macchinone carico del suo campionario di vestiti e non può fare a meno di tradire continuamente sua moglie che è rimasta paralizzata in un incidente forse per colpa sua...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Storie sentimentali disordinate: la coerenza non è un valore, né in amore né sul lavoro
Pubblico 
Maggiorenni
Per alcune scene di sesso esplicito
Soldini sa raccontare con tocco leggero. Ben tratteggiati i personaggi. Ma la storia non trova il suo baricentro.

Soldini realizza questo film sulla stessa linea narrativa di Pane e Tulipani di cui ha molte cose in comune, senza però raggiungere il livello qualitativo del precedente.

Soldini ha costruito un suo  mondo ed un suo stile narrativo che è reale con sfumature di surreale (Agata, ad ogni colpo di passione amorosa fa saltare tutte le lampadine),  è intellettuale (citazioni da libri) ma popolare (reality show su canali regionali, gli incontri in una balera). La scenografia, i costumi si basano su colori accesi, uno stile  Naiff che richiama il leggero drogaggio di surreale di cui è impregnato questo suo mondo.

Se in Pane e Tulipani  l'innesco  narrativo era generato  da una Rosalba (di nuovo Licia Maglietta) abbandonata dal pullman durante una gita aziendale e costretta a  rifarsi, senza molto rammarico, una  nuova vita a Venezia, ora il movente è costituito dalla scoperta da parte di Gustavo dei suoi veri genitori. Entrambe le situazioni non fanno virare la storia in dramma: solo un graduale adattamento, un atteggiamento accomodante dei protagonisti, anzi la piacevole scoperta del nuovo. 
Questa bonomia esistenziale corrisponde però anche ad una leggerezza nelle proprie responsabilità: Agata si mette con un uomo sposato; Gustavo, a pochi giorni dalla consegna di un importante lavoro del suo studio, pianta tutti per risolvere i suoi casi personali e con l'occasione si concede una distrazione extraconiugale. Romeo fa altrettanto...Soldini ha un tocco leggero e divertente nel narrare e dirige molto bene sia i protagonisti che i caratteristi. Questa volta però non ci ha regalato una storia vera,  non si vede un inizio ed una fine, una evoluzione dei personaggi, anche se cerca di drammatizzarla con un lutto sul finale che mal si inserisce nel contesto. Soldini si è perso, fra Genova e Comacchio, in un  labirinto di fatti e personaggi che non sembrano portare da nessuna parte.

Autore: Franco Olearo


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