INGRID VA A OVEST

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Titolo Originale: Ingrid Goes West
Paese: USA
Anno: 2017
Regia: Matt Spicer
Sceneggiatura: Matt Spicer, David Branson Smith
Produzione: Star Thrower Entertainment, 141 Entertainment, Mighty Engine
Durata: 97
Interpreti: Aubrey Plaza, Elizabeth Olsen, O'Shea Jackson Jr, Billy Magnussen

Ingrid, una ragazza che vive da sola dopo la morte della madre, segue su Instagram, in modo ossessivo, una giovane influencer che esprime felicità e gioia di vivere e che ha annunciato il suo prossimo matrimonio. Ingrid, gelosa, s’intrufola nel banchetto di nozze e le spruzza negli occhi uno spry irritante. Dopo un periodo passato un un centro psichiatrico, libera e nuovamente con il telefonino, segue ora Taylor, una influencer di Los Angeles. Ingrid usa i soldi avuti in eredità dalla madre per cambiare città e andare ad abitare vicino a Taylor. Con uno stratagemma riesce a presentarsi, a diventare sua amica e a vivere con lei il mondo magico delle serate mondane fra gente che conta. Un giorno arriva anche il fratello di Taylor, Freddie, che ha avuto un passato da tossicodipendente e che vive da parassita alle spalle di sua sorella. Freddie non tarda ad accorgersi che c’è qualcosa di falso nell’amicizia fra Ingrid e sua sorella....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il regista ritrae con crudo realismo un mondo dove la protagonista ma anche gli altri personaggi del film (escluso uno) vivono di illusioni e sotterfugi perché per loro conta solo ciò che appare
Pubblico 
Adolescenti
Non ci sono scene disturbanti ma i sotterfugi, gli imbrogli che vengono compiuti esprimono un ambiente umano degradato
Giudizio Artistico 
 
Ottima interpretazione di Audrey Plaza che costruisce un personaggio disturbante. Ottima anche la regia di Matt Spicer che ci fa immergere in un mondo fatuo, dove si vive solo di ciò che appare, con pochi, drammatici, momenti di verità

Seguiamo sempre con interesse film o serial Tv che approfondiscono il tema del rapporto fra i giovani e i social media. Se Likemeback riproduceva le ansie da like di alcune ragazze che volevano conquistarsi la  fama nella realtà virtuale di Instagram, questo Ingrid va a Ovest ci mostra un’altra ragazza che si posiziona sul fronte opposto: sceglie la influencer che più la affascina per diventare sua amica, per costruire tutto il suo mondo intorno a lei. Certamente Ingrid è un personaggio borderline, anaffettiva e un po’ autistica ma non possiamo tranquillizzarci dicendo che per lei, che ha difficoltà ad avere rapporti umani veri, è inevitabile che la realtà dei social costituisca, in modo ossessivo, un mondo in cui rifugiarsi, forse anche per noi, in scala più ridotta, il mondo di Internet diventa irresistibile e  pieno di attrattive appena ci vien voglia di  fare uno stacco dalla realtà.

Audrey Plaza è molto brava a impersonare il personaggio di Ingrid: drammaticamente sola, passa ore a consultare il suo telefonino, a ridere spensierata alle foto gioiose della sua influencer di riferimento, a riflettere corrucciata quale sia la frase giusta per commentare l’ultima foto. Ma è anche molto furba e quando entra finalmente nel giro di quel mondo che si trova dall’altra parte del suo telefonino, la vediamo prendersi sempre qualche microsecondo prima di rispondere quando è interpellata: lei non è mai sincera e cerca di portare gli altri nella direzione che vuole lei. In effetti la satira del regista Matt Spicer si estende anche a chi di mestiere fa l’influencer: la vita di Taylor, sempre così scintillante  se vista attraverso le foto  sempre ben filtrate di Instagram, è in realtà una vita disordinata, fatta di tentativi di avviare iniziative commerciali (sempre falliti) appofittando delle conoscenze che ha conquistato tra le persone VIP  o cercare di vendere i quadri-patacche che compone suo marito, perché anche lui vive alle spalle della moglie.

Complessivamente si tratta di un film molto ben fatto ma sgradevole nella sua satira crudele di tante persone che impostano la loro vita su sogni non più di celluloide come si diceva una volta, ma sui colori freddi dello schermo di un telefonino. E’ gradevole in particolare Ingrid, che sperpera l’eredità di sua madre per perseguire le sue aspirazioni deliranti o che inganna la buona fede delle poche persone buone che incontra. Ovviamente non riveliamo il finale ma “la rete” avrà modo di riconfermare, con tracotanza, il suo potere incantatore su tante persone troppo fragili o troppo superficiali.

Il film è disponibile su PrimeVideo

Autore: Franco Olearo


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