MIA E IL LEONE BIANCO

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Titolo Originale: Mia et le lion blanc
Paese: Francia, Sudafrica e Germania
Anno: 2019
Regia: Gilles de Maistre
Sceneggiatura: Prune de Maistre e William Davies
Produzione: FILM AFRIKA WORLDWIDE
Durata: 98
Interpreti: Daniah De Villiers, Mélanie Laurent e Langley Kirkwood

Mia si è da poco trasferita in Sudafrica, dove suo padre porta avanti un allevamento di leoni e sta per aprire un Bed & Breakfast. Ma alla ragazzina mancano la sua scuola e gli amici londinesi e fa fatica ad adattarsi alla sua nuova vita. Non sembra cambiare nulla neppure quando, una mattina di Natale, il padre di Mia si presenta con un cucciolo di leone bianco: è un evento molto raro, ma Mia non ha intenzione di condividere la gioia del resto della famiglia. Il cucciolo, però, pian piano abbatte le difese della ragazzina e tra Charlie – così viene chiamato il leone – e Mia nasce un’amicizia intensa. Il tempo trascorre finalmente felice, ma Charlie cresce e i genitori di Mia sono sempre più preoccupati del rapporto ormai molto stretto che la ragazzina ha con il leone adulto. Presto Mia sarà messa di fronte a delle verità scomode che le erano state taciute, e dovrà decidere fin dove è disposta ad arrivare per salvare un amico …

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una ragazza di 14 anni di fronte al crollo del mito dell’eroe paterno, sa diventare lei stessa l’eroina della sua storia e a prendersi la responsabilità di fare la scelta giusta.
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
Il film beneficia di splendide riprese tra gli animali delle pianure africane e la storia, anche se priva di originalità, appare abbastanza ben costruita.

Dalla Francia (con la partecipazione di Sudafrica e Germania) arriva un nuovo film formato famiglia che si inserisce nella lunga tradizione di storie di amicizia tra bambini e animali adattate al grande schermo. Al posto di cani, cavalli o lupi, però, la protagonista qui fa amicizia con un leone. Di conseguenza, Mia e il leone bianco non si limita a raccontare l’evoluzione del rapporto sempre più stretto tra bambina e predatore, ma offre anche tutta una serie di spunti tematici circa l’allevamento in cattività di animali selvatici e la salvaguardia della loro specie. Da questo punto di vista, il film è sorprendentemente equilibrato nel dosare l’approccio animalista alla storia: lo spettatore viene, sì, invitato a riflettere sulle conseguenze della caccia legalizzata, ma non si ha mai l’impressione che questa sia la sola preoccupazione del regista o degli sceneggiatori.

La storia raccontata, di per sé, è estremamente lineare e – anche se priva di originalità – appare abbastanza ben costruita. La prima parte forse manca un po’ di ritmo, poiché viene dato fin troppo spazio al racconto della “fase ribelle” di Mia e gli eventi cardine della storia si scatenano un po’ a rilento. Tuttavia, nella seconda metà il film si riprende, mettendo la protagonista in viaggio e virando un poco di più sul genere dell’avventura.

Per quanto concerne i personaggi, è un peccato che venga poco approfondito il rapporto tra Mia e il fratello Mick, che ha problemi di ansia e attacchi di panico seguiti a un episodio del passato. Interessante è, invece, il conflitto crescente che si crea con il padre. Mia, infatti, va gradualmente incontro ad un tipo di trauma – seppure naturale e sano – che ogni spettatore ha sperimentato nella sua vita: la scoperta che anche i genitori sono fallibili. Il crollo dell’eroe paterno e la delusione nello scoprire i suoi sbagli spingono, però, Mia a diventare lei stessa l’eroina della sua storia e a prendersi la responsabilità di fare la scelta giusta. Mia e il leone bianco è, dunque, uno di quei film che – anche per le splendide riprese tra gli animali delle pianure africane – piacerà facilmente ai bambini e magari pure a qualche genitore.

Autore: Rachele Mocchetti


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