BIANCO E NERO

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Titolo Originale: "BIANCO E NERO
Paese: Italia
Anno: 2007
Regia: Cristina Comencini
Sceneggiatura: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Maddalena Ravagli
Produzione: Riccardo Tozzi, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini per cattleya con Rai cinema
Durata: 100'
Interpreti: Fabio Volo, Ambra Angiolini, Aissa Maiga, Eriq Ebouaney, Katia Ricciarelli, Anna Bonaiuto

Elena sposata con Carlo, lavora presso l’Amref a favore di progetti per l’Africa orientale. Il suo collega di lavoro è Bertrand, uomo di colore sposato con Nadine, sempre di colore, e ha due bellissimi figli. La passione, frutto di sguardi e di dialoghi, nasce tra Carlo e Nadine e sboccia quando Carlo, esperto di computer, aggiusta quello di Nadine. La scoperta del tradimento coniugale da parte di Elena scatena una serie di eventi come l’allontanamento di entrambi i coniugi dal tetto coniugale e il conseguente riavvicinamento di Carlo e Nadine

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La Comencini teorizza, coerentemente con quanto già fatto in lavori precedenti, la preminenza dell'amore-passione, al di sopra di qualsiasi legame e di qualsiasi responsabilità
Pubblico 
Sconsigliato
Alcune nudità durante degli incontri sessuali. Sconsigliato per quanto indicato in termini di valori/disvalori
Giudizio Artistico 
 
Sceneggiatura fastellata di luoghi comuni sui rapporti bianchi-neri. Fabio Volo fuori parte e Ambra Angiolini mal diretta

Nato con l’intenzione di mettere a nudo le discriminazioni razziali in una società italiana formalmente di larghe vedute Bianco e nero è il nuovo film di Cristina Comencini (La bestia nel cuore, Il  più bel giorno della mia vita) interpretato da Fabio Volo e Ambra Angiolini. La storia raccontata è semplice: Elena (Ambra) sposata con Carlo (Volo) e con una figlia lavora presso l’Amref a favore di progetti per l’Africa orientale. Il suo collega di lavoro è Bertrand, uomo di colore sposato con Nadine, sempre di colore, e ha due bellissimi figli.

La passione, frutto di sguardi e di dialoghi, nasce tra Carlo e Nadine e sboccia quando Carlo, esperto di computer, aggiusta quello di Nadine. La scoperta del tradimento coniugale da parte di Elena scatena una serie di eventi come l’allontanamento di entrambi i coniugi dal tetto coniugale e il conseguente riavvicinamento di Carlo e Nadine. Il finale è molto chiaro.

Quello che sorprende è come Bianco e Nero voglia mettere a nudo, utilizzando il genere della commedia, i pregiudizi, già conosciuti, che nascono dal polo bianco e dal polo nero, attraverso luoghi comuni banali e attraverso contraddizioni della stessa regista. Andiamo al dunque. Il problema vero di questo film è che la regista, oltre a voler essere un’artista progressista che per scelta fa di Bianco e Nero l’apologia del tradimento, prova a raccontare ciò che porta ad una moglie nera a lasciare la sua famiglia nera per unirsi ad un uomo bianco.

E lo fa non attraverso scene in cui i personaggi si scoprono l’un l’altro, ma utilizzando l’attrazione sessuale, che a lungo andare, per tutto il film, non è la giusta via per dire qualcosa di interessante sulle dinamiche interrazziali. In più i dialoghi che dovrebbero mettere a nudo le sovrastrutture culturali degli italiani sono davvero lontani dal mettere a fuoco il cuore del razzismo. Carlo (Volo) prima del tradimento chiede alla moglie il perché non frequentano amici neri.

Domanda che poi la stessa regista rivolge ai giornalisti a Roma durante la conferenza stampa di presentazione del film: Avete un amico nero? Ma chiedere oggi ad una persona se ha un amico nero significa affermare che esiste una differenza e che bisogna superarla. E inoltre si corre il rischio di mettere in secondo piano l’importanza di avere un amico cinese, russo o anche sudamericano. E cosi potremmo continuare. Altra domanda posta dalla Comencini durante il film e durante la conferenza stampa: Non è vero che ancora nell’immaginario collettivo le donne di colore sono viste come persone più brave nel sesso? E la domanda nasce spontanea: perché se si vuol spostare l’attenzione dello spettatore - cittadino verso altre qualità delle donne di colore, si utilizza un tradimento, una passione che viene raccontata più volte attraverso scene di sesso e primi piani del corpo, con un particolare accento sulla scollatura della bellissima attrice francese? Il film perciò, pur volendo strizzare l’occhiolino all’indimenticabile Indovina chi viene a cena?, diventa emblema della poco profondità che appartiene ad una fetta, abbastanza larga, di autori e  registi italiani, che pur rinnegando i Pieraccioni, i De Sica e Boldi, finiscono per nascondere male, dietro un  lavoro di regia e interpretazione più autoriale, la stessa superficialità.

Autore: Franco Olearo


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