LA TENEREZZA

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Titolo Originale: La tenerezza
Paese: ITALIA
Anno: 2017
Regia: Gianni Amelio
Sceneggiatura: Gianni Amelio, Alberto Taraglio
Produzione: Pepito Produzioni, Rai Cinema con il contributo del MiBACT in collaborazione con Unipol e Film Commission Regione Campania
Durata: 103
Interpreti: Elio Germano, Giovanna Mezzogiorno, Micaela Ramazzotti, Greta Scacchi, Renato Carpentieri, Arturo Muselli, Giuseppe Zeno, Maria Nazionale

La storia di un anziano avvocato di Napoli, padre di due figli non amati in conflitto tra loro, si intreccia con quella di una giovane coppia apparentemente felice

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L’importanza della tenerezza nei rapporti umani è un valore che nel film emerge solo faticosamente e soprattutto al termine di tutta la storia. Ciò che maggiormente si evince dal racconto sono invece le conseguenze tragiche e dolorose di relazioni umane e legami familiari calpestati e vissuti con pesantezza e con scarsa sincerità.
Pubblico 
Adolescenti
Presenza di una storia tragica e difficile da comprendere
Giudizio Artistico 
 
Ottima l’interpretazione del cast artistico e buona la regia per una storia però semplice nella sua essenza e troppo contorta ed elaborata nel suo sviluppo

“La tenerezza è dei forti”: lo ha detto papa Francesco e lo ha ricordato anche il regista Gianni Amelio nel realizzare questa sua ultima opera. Ispirato ad un romanzo di Lorenzo Marone, La tentazione di essere felici, pubblicato nel 2015, La tenerezza è un film che spiazza. Spiazza per la scelta di un cast brillante e nutrito, Elio Germano, Micaela Ramazzotti, Susanna Mezzogiorno, Greta Scacchi, su cui però spicca e domina incontrastato un unico nome su tutti, quello di Renato Carpentieri, e per la storia: una commedia che improvvisamente prende i tratti di un profondo dramma soprattutto umano.

L’idea di Amelio era quella di dare risalto ad un sentimento che troppo spesso viene scambiato per una debolezza che sopraggiunge in età avanzata. Lorenzo (Renato Carpentieri) è infatti l’anziano protagonista di una storia molto semplice nella sua essenza. È un noto avvocato napoletano in pensione di navigata esperienza che nella sua passata carriera non si è fatto scrupoli a difendere personaggi di dubbia onestà. Vedovo con due figli adulti, vive solo in un bell’appartamento del Vomero. Lorenzo è un uomo burbero, diffidente e schivo che si sforza di tenere lontani da sé tutti, anche e soprattutto figli che sostiene di non amare più. Eppure l’improvviso arrivo nel suo palazzo di una giovane coppia settentrionale riesce ad aprire un varco nella solitudine di quest’uomo. È soprattutto la spontanea giovialità e socievolezza di Michela a colpire senza volerlo la sensibilità dell’anziano avvocato. Michela è sposata da alcuni anni con Fabio, un ingegnere navale che per lavoro è costretto a trasferirsi spesso di città in città portando con sé la moglie e i loro due bambini.

Lorenzo fraternizza rapidamente con la giovane famiglia apparentemente allegra e serena, è spesso ospite in casa loro e insegna volentieri a Michela a cucinare. Improvvisamente però qualcosa si rompe drasticamente nella vita di Fabio e il bel nucleo familiare scompare. Lorenzo si trova così di fronte ad una realtà che lo fa riflettere sull’importanza dei legami umani e sui suoi errori del passato, mentre sua figlia Elena tenta ostinatamente e nonostante tutto di ricucire i rapporti con il padre.

Inizialmente sembra un racconto leggero che ha il vago sapore di una fiaba metropolitana. La tenerezza diventa improvvisamente la rappresentazione di un orribile fatto di cronaca per trasformarsi poi in un drammatico viaggio emotivo interiore del solo protagonista. Questi passaggi comportano inevitabilmente l’irruzione nella storia di diversi argomenti, come il matrimonio, la fedeltà, il rapporto con i figli, che non sempre vengono esauriti, anzi da un punto di vista problematico rimangono spesso inevasi e sospesi per dare risalto ad un unico tema su tutti, quello del percorso personale che Lorenzo affronta per superare i suoi errori del passato.

Il terribile fatto di cronaca legato alla famiglia di Fabio e Michela rimane quasi una sorta di pretesto narrativo, ma è di una portata troppo grande per restare un semplice evento sullo sfondo della storia. Di fatto La tenerezza è un film che si sviluppa tutto attorno alle emozioni e alle considerazioni del protagonista Lorenzo che fatica ad accettare i propri sentimenti e fino all’ultimo si batte per contrastare con fredda ostinazione i propri sensi di colpa.

Sono invece i personaggi femminili a dare luce e dolcezza alla storia. Prima Michela e poi Elena, in modo differente, riescono a far riflettere Lorenzo sul valore dei legami familiari e sull’importanza della sincerità soprattutto nei sentimenti con se stessi e verso gli altri. Grazie a loro il protagonista riesce ad affrontare gli errori del passato che hanno via via sempre di più indurito il suo cuore e si sforza di recuperarli.  

Alla straordinaria interpretazione di Renato Carpentieri fa da contraltare una certa delusione nell’accorgersi che nel film sia stato concesso così poco spazio alla storia rappresentata dalla coppia Germano Ramazzotti. Inoltre, per quanti la conoscono in tutta la sua bellezza, dispiace anche che lo spettacolare sfondo della città di Napoli sia così poco visibile.

Autore: Vania Amitrano


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