BRATZ

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Titolo Originale: Bratz
Paese: USA
Anno: 2007
Regia: Sean McNamara
Sceneggiatura: Susan Estelle Jansen
Produzione: Avi Arad & Associates, Crystal Sky Pictures, Mga Entertainment
Durata: 110'
Interpreti: Logan Browing, Janel Parrish, Nathalia Ramos, Skyler Shaye, Chelsea Staub, Jon Voight

Sasha, Jade, Yasmin, Cloe sono quattro matricole del liceo Carry Nation High. Amicissime fra loro, sono fanatiche del look e dell'ultima moda. Fanno presto squadra con le nuove compagne di scuola ma suscitano l'invidia di Meredith Dimly che oltre ad essere la figlia del preside è anche la coordinatrice-dittatrice del comitato studentesco. Anche quando Meredith organizza una festa fantasmagorica e riduce le quattro ragazze a fare le cameriere, saranno ancora loro le regine della serata. Per vincere la  gara di fine anno del miglior talento musicale, Meredith decide quindi di ricorrere ad un ignobile ricatto, perché le quattro hanno deciso di costituire una band di nome Bratz...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film propone adolescenti shopping-dipendenti che vivono solo del loro look
Pubblico 
Adolescenti
Uno invito al consumismo più sfrenato
Giudizio Artistico 
 
Storie "buoniste" costruite a tavolino: l'unico personaggio che sembra un po' vero nella sua debolezza è la cattiva Meredith

Ridono sempre a piena dentiera; per manifestare meraviglia  sgranano gli occhi, saltellano e fanno  strilletti a 70 decibel; quando camminano si tengono a braccetto e mettono rigorosamente un piede davanti all'altro come le modelle. Visto che non stiamo assistendo a un cartone ma i personaggi sono in carne ed ossa, si fa fatica a superare l'ambiguità di fondo della storia, oscillante fra una storia di adolescenti e una favola di bambole incarnate.

Una volta c'erano le Barbie, ora ci sono le Bratz: per rispettare la multietnicità americana, Yasmin è giudeo-spagnola, Jade è asiatica, Sasha è afro-americana, e Cloe è bionda occidentale: quattro bambole dai lunghi capelli, occhi giganteschi che  indossano sempre vestiti vistosi da rocchettare. Dal 2004 sono al primo posto nelle vendite delle bambole, anno in cui è uscito il primo dei cartoni animati in 3D ispirati al loro gruppo.

Cosa raccontare, si saranno domandati i produttori desiderosi di realizzare il primo film ispirato alle quattro eroine. La risposta è stata: High School Musical ! : caliamo le quattro bambole all'interno di una storia di liceali che ricalchi il recente successo della Walt Disney; pubblicizziamo al massimo il nostro prodotto ma teniamoci nei limiti di un film per famiglie.

Ma se i due film della serie andati in onda su Disney Channel ci parlavano di ragazzi veri, dei primi amori, dei rapporti con i genitori, di solidarietà e amicizia fra compagni di scuola, in Bratz l'unica cosa vera è la voglia di truccarsi e vestirsi trendy, mentre le storie edificanti che sono state costruite loro intorno appaiono posticce come uno dei  loro orecchini  all'ultima moda.
Certamente le ragazze, dopo momenti di reciproca indifferenza sanno riscoprire il valore della loro amicizia, i genitori separati di Saha  sembra che addirittura vogliano tornare insieme, né c'è da preoccuparsi per precoci amori adolescenziali perché il film,  coerentemente con il target  "under-teen", si limita a rappresentare solo accenni di simpatia verso i rappresentanti dell'altro sesso,  ma ci sono alcuni momenti chiave dove le ragazze mostrano la loro vera essenza: quando la perfida Meredith organizza una fantasmagorica festa e per invidia evita di invitarle, le ragazze sembrano letteralmente morire per non poter andare a fare shopping e potersi far vedere con un nuovo look da sballo.  La generosità delle ragazze consiste in questo: dato che Cloe è la meno abbiente delle quattro, Saha le regala un assegno ricevuto dal padre in modo da potersi comperare, come le altre, vestiti e ninnoli a volontà. Non essere alla moda vuol dire perdere di dignità.

Occorre domandarsi se per  film di questo genere (per  l'italiano  Winx Club ci si trova di fronte allo stesso dilemma) occorre mantenere un atteggiamento indulgente in considerazione dei valori di amicizia e solidarietà presenti fra le ragazze trascurando gli inviti, neanche troppo sublimati, al consumismo più voluttuario e voluttuoso. In realtà si tratta di operazioni furbe, che costruiscono un'ambientazione accattivante e ricca di buoni sentimenti per convogliare modelli di vita assolutamente fatui.

Eppoi diciamoci la verità: c'è ben poco di "umano" in queste  quattro ragazze che sono solo delle insopportabili snob.

Unica nota consolatoria: a giudicare da questo film un preside di liceo negli Stati Uniti (un  Jon Voight irriconoscibile)guadagna tnti soldi da potersi permettere una villa con piscina e organizzare festicciole per sua figlia una festa di compleanno (comprensiva di elefante ammaestrato) da far impallidire qualsiasi party hollywoodiano.

Autore: Franco Olearo


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