ACRID - STORIE DI DONNE

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Titolo Originale: Acrid
Paese: IRAN
Anno: 2012
Regia: Kiarash Asadizadeh
Sceneggiatura: Kiarash Asadizadeh
Produzione: KIARASH ASADIZADEH PER WIDE
Durata: 94
Interpreti: Roya Javidnia, Ehsan Amani, Pantea Panahiha, Saber Abar

Soheila è un’infermiera che non trova nel lavoro quell’ equilibrio che è necessario per dare serenità ai suoi pazienti: la sua vita privata infatti si è spenta da quando deve vivere in casa con un marito, di professione ginecologo, che continua a tradirla. Azar ha bisogno di lavorare e riesce ad essere assunta come segretaria dallo stesso ginecologo marito di Soheila; i soldi le servono per recuperare una certa indipendenza visto che sta per divorziare dal marito, che ha trovato come amante una donna già divorziata. Masha è una giovane studentessa universitaria innamorata di un suo compagno, ma grande è la sua delusione quando scopre che lui la tradisce con una compagna del suo stesso college…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La vita delle protagoniste è vista come un conflitto continuo fra sessi e la separazione finisce per essere l’unica condizione vivibile
Pubblico 
Adolescenti
Per le situazioni di conflitto familiare
Giudizio Artistico 
 
Film estremamente curato nella messa in scena, lento nello sviluppo, che si avvale di attrici di grande professionalità

Se molti di noi spettatori cerchiamo, andando a vedere film come questo Acrid, di riuscire a far capolino nella realtà iraniana, temo che dopo un’analisi più attenta dovrebbe concludere che si tratta di un intento alquanto difficile. E’ probabile che vengano esportati in Europa solo quei film che agli europei fa piacere vedere. In effetti, è veramente alto il numero di produzioni  ambientate in Iran  che trattano lo stesso argomento: donne coinvolte in crisi familiari, in lotta per la loro indipendenza. Basterebbe citare Una separazione -2011, Persepolis-2011,  Donne senza uomini-2009.

Le donne ritratte in questo Acrid risultano assolutamente emancipate: hanno il loro lavoro, guidano la macchina, nei campus universitari si intrattengono con i ragazzi all’interno del college fino a tarda sera.

Solo l’uso continuo di un velo sulla testa, anche nell’intimità della loro casa, tradisce la presenza di forti tradizioni. Le quattro protagoniste, i cui destini si incrociano per via di parentele o amicizie comuni, hanno un rapporto con gli uomini che reca loro solo sofferenza. Se sono sposate, il loro marito si distingue per le continue infedeltà o per ubriachezza. Tutte hanno divorziato o stanno per divorziare. La più giovane, ancora universitaria, soffre ugualmente per una bruciante disillusione d’amore.

Questo film, come i precedenti, in particolare Una separazione, Orso d'oro al Festival di Berlino e Oscar 2012 come miglior film straniero, si contraddistingue per una messa in scena particolarmente accurata e una recitazione di altissimo livello. Ciò che resta ambiguo è il significato complessivo del lavoro. Il citato Una separazione poneva in evidenza interessanti conflitti fra giustizia e verità, fra amore disinteressato e autoconservazione mentre Donne senza uomini metteva chiaramente il dito nella piaga sul modo con cui il destino delle donne in questo paese è sempre nelle mani di un uomo, parente o marito che sia. In questo Acrid non si può dire che emergano tematiche sociali ma situazioni molto private di litigi, divorzi, delusioni d’amore  molto simili a quanto può accadere in Occidente. Purtroppo l’esordiente regista ha finito per scivolare in uno strano manicheismo: i maschi sono sempre violenti, mentitori, ubriaconi; alle donne spetta tutto il peso della responsabilità familiare: non c’è dialogo fra i sessi.

E’ proprio questa visione così limitante  che impedisce al film di avere una valenza più universale.

Il film è in lingua originale con sottotitoli.

Autore: Franco Olearo


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