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Titolo Originale: No se Aceptan Devoluciones
Paese: MESSICO
Anno: 2013
Regia: Eugenio Derbez
Sceneggiatura: Guillermo Ríos, Leticia López Margalli, Eugenio Derbez
Produzione: ALEBRIJE CINE Y VIDEO, FULANO, MENGANO Y ASOCIADOS
Durata: 115
Interpreti: Eugenio Derbez,Loreto Peralta, Jessica Lindsey

Valentin vive ad Acapulco e di mestiere fa il playboy intrattenendo turiste desiderose di conservare bei ricordi delle vacanze trascorse in Messico. Un giorno bussa alla sua porta Julie, una ragazza che aveva conosciuto due anni prima e che gli presenta il “ricordo” della loro estate trascorsa insieme: una bimba di nome Maggie. Julie, con un pretesto, non si fa più vedere e a Valentin non resta che assumersi il ruolo di padre. Si trasferisce a Los Angeles, si inserisce nel mondo del cinema come stuntman e Maggie, che ormai ha 7 anni, vive con lui una vita serena, ma all’improvviso arriva Julie, che reclama per sè la bambina...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un uomo scopre improvvisamente di esser diventato padre e per amore della bambina decide di mettere la testa a posto
Pubblico 
Adolescenti
Battaglie familiari sconsigliabili ai più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Il film costringe lo spettatore a seguire vistosi salti di stile fino a portarlo verso un finale da soap opera. Ben tratteggiati tutti i personaggi

Eugenio Derbez è un attore-regista messicano molto noto in patria che con questo film del 2013 ha ottenuto il maggior incasso U.S.A. finora registrato per un film in lingua spagnola.

In effetti, nella prima parte si ha modo di apprezzare la comicità di Eugenio nella parte di un giovane che non vuole crescere, seduttore di turiste ad Acapulco,  il quale di colpo si trova, tutto da solo,  a dover allevare una bambina. L’amore che progressivamente nasce in lui verso Maggie lo spinge a mettere la testa a posto e, trasferitosi a Los Angeles, trova un  lavoro come stuntman. Valentin ha anche la correttezza di non rivelare a Maggie che la mamma l’ha abbandonata. Riesce anzi a d alimentare la speranza di un incontro futuro  facendo in modo che possa ricevere ogni mese una lettera della mamma, troppo impegnata in giro per il mondo a salvare l'umanità o a proteggere qualche razza in via di estinzione. 

Il racconto cambia tono quando  Julie si rifà viva per reclamare la bambina per sè: la leggerezza iniziale si dissolve e il tema dominante diventa la battaglia legale fra i due genitori.

Il gran finale che non riveliamo trasforma ulteriormente il racconto ed ora ci troviamo in piena soap opera: i colpi di scena finali, che si susseguono a ritmo serrato, costringono a tener pronti i fazzoletti.

Potrebbe esser facile denigrare il film per l’eccesso di furbizia con la quale prepara, inaspettati, lacrimosi cambiamenti di prospettiva ma bisogna riconoscere che il film mostra anche vivaci squarci di umanità.

Il rapporto fra Valentin e  la coppia di Acapulco che lo aiuta ad allevare Maggie nei primissimi momenti; il simpatico camionista che aiuta Valentin ad attraversare il confine con gli Stati Uniti e il collega messicano che lo introduce nel mondo degli stuntmen; il rapporto fra Valentin e Maggie, una forma di complicità che li porta a vivere in un mondo di fantasia costruito solo per loro; il rapporto fra Valentin e suo padre, tema ricorrente nel film, che gli aveva insegnato ad affrontare la vita senza paura.

Non si può non notare, nello sviluppo della storia, un malcelato orgoglio nazionale,  la rivendicazione di un primato umano del Messico verso gli Stati Uniti. Se Valentin si mostra generoso a favore della bambina in ogni circostanza, veniamo a sapere che Julie, oltre ad aver abbandonato la figlia, aveva avuto in quell’estate fatidica altre relazioni amorose ed infine si ripresenta dopo sette  anni di assenza con una fidanzata lesbica.

Forse è la stessa motivazione che ha spinto l’autore a optare per un lacrimoso finale da soap-opera, indubbiamente poco sopportabile, ma quasi una orgogliosa rivendicazione dell’originalità dei sentimenti nazionali.

Autore: Franco Olearo


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