UNA DONNA PER AMICA

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Titolo Originale: Una donna per amica
Paese: Italia
Anno: 2014
Regia: Giovanni Veronesi
Sceneggiatura: Ugo Chiti e Giovanni Veronesi
Produzione: Procacci per Warner Bros. Entertainment Italia, Fandango con Ogi Film.
Durata: 88
Interpreti: Fabio De Luigi, Letitia Casta, Valentina Lodovini, Adriano Giannini

Una cittadina pugliese. La vita ordinata del mite avvocato Francesco Di Biase (De Luigi) viene continuamente sconvolta dalle esuberanze estemporanee della veterinaria italo-francese Claudia (Casta), che con estrema libertà entra ed esce da casa sua e lo trascina in serate dal sapore fanciullesco e “zingarate” da cui Francesco, incapace di sottrarvisi, emerge sempre malconcio. Per amore? Sì, no, forse… Sulla carta Claudia e Francesco sono “solo” amici e l’uomo nei confronti della ragazza (nonostante una grande sintonia anche fisica fatta di coccole, abbracci e tenerezze) sembra svolgere ruoli di tutore, consigliere amoroso, compagnone e fratello maggiore. Tutto resta in equilibrio finché Claudia annuncia al suo “migliore amico” di aver trovato l’anima gemella, un affascinante collega (Giannini) con cui si vuole sposare. Alla notizia, Francesco sembra subire un piccolo trauma. Vuoi vedere che era amore vero?

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La domanda che mette in moto la storia, su amore e amicizia, sembra ridursi quasi unicamente al dilemma sesso sì/sesso no, senza che gli autori provino a esplorare i motivi per cui amare una persona, o esserle amico, significa innanzitutto e in entrambi i casi volere il suo bene
Pubblico 
Adolescenti
Cenni di turpiloquio, allusioni sessuali, scene sensuali
Giudizio Artistico 
 
Sfilacciato, mancante di un asse narrativo chiaro, incapace di prendere una posizione coerente e di tenere unita la storia, il film traballa disperdendosi a rincorrere troppi personaggi secondari, ben sbozzati ma poi abbandonati a metà dell’opera.

Una cittadina pugliese. La vita ordinata del mite avvocato Francesco Di Biase (De Luigi) viene continuamente sconvolta dalle esuberanze estemporanee della veterinaria italo-francese Claudia (Casta), che con estrema libertà entra ed esce da casa sua e lo trascina in serate dal sapore fanciullesco e “zingarate” da cui Francesco, incapace di sottrarvisi, emerge sempre malconcio. Per amore? Sì, no, forse… Sulla carta Claudia e Francesco sono “solo” amici e l’uomo nei confronti della ragazza (nonostante una grande sintonia anche fisica fatta di coccole, abbracci e tenerezze) sembra svolgere ruoli di tutore, consigliere amoroso, compagnone e fratello maggiore. Tutto resta in equilibrio finché Claudia annuncia al suo “migliore amico” di aver trovato l’anima gemella, un affascinante collega (Giannini) con cui si vuole sposare. Alla notizia, Francesco sembra subire un piccolo trauma. Vuoi vedere che era amore vero?

Sceneggiatore di lungo corso, sodale prima di Francesco Nuti e poi di Leonardo Pieraccioni, ma ormai regista a tempo quasi pieno, Giovanni Veronesi è da considerarsi, nel bene o nel male, uno degli interpreti principali della commedia italiana contemporanea. Autore di film di cassetta ben sostenuti da abili campagne di marketing, ha collezionato una striscia di titoli andati tendenzialmente bene al botteghino ma in cui, vagliato tutto, si fa fatica a trattenere qualcosa di valore.

Con Una donna per amica Veronesi (autore, nella stagione cinematografica 2013/14, anche de L’ultima ruota del carro, opera più singolare e interessante), aggiunge un altro volume alla sua enciclopedia sull’amore, cercando di rispondere, insieme al co-sceneggiatore Ugo Chiti, all’antica domanda sull’esistenza dell’amicizia tra uomo e donna. Negli ottantotto minuti di film – encomiabile la scelta di non tirarla per le lunghe – cerca di dire la sua sulla dibattuta questione (dibattuta anche dal cinema, in alcuni classici come Harry ti presento Sally) anche se, purtroppo, chi non ha amato i vari capitoli della trilogia Manuale d’amore o le altre sue commedie più recenti (Italians, Genitori e figli: agitare bene prima dell’uso…) non troverà qui risposte più convincenti e meno superficiali sui sentimenti e sulle relazioni tra le persone.

Non che non ci sia proprio nulla da salvare in questa commedia (che strappa più di un sorriso, almeno nei siparietti in cui il bravo De Luigi mostra di padroneggiare bene i tempi comici) ma il generoso esercizio critico di captare momenti di verità e di sincerità all’interno di un film, facendosi largo tra volgarità e banalità, già depone male nei confronti del film stesso. Sfilacciato, mancante di un asse narrativo chiaro, incapace di prendere una posizione coerente e di tenere unita la storia, il film traballa disperdendosi a rincorrere troppi personaggi secondari, ben sbozzati ma poi abbandonati a metà dell’opera.

Soprattutto, la domanda che mette in moto la storia, su amore e amicizia, sembra ridursi quasi unicamente al dilemma sesso sì/sesso no, senza che gli autori provino a esplorare i motivi per cui amare una persona, o esserle amico, significa innanzitutto e in entrambi i casi volere il suo bene. Un bene che, alla fine, pure si compie (certo, è una commedia) ma in modo che fa rimpiangere lo spettatore di esserci arrivato attraerso un film così fiacco e dalla struttura narrativa così bizzarra. Un film dal cuore diviso, insomma, tra amore e amicizia, così come quello dei due protagonisti, che mena il can per l’aia per quasi un’ora e mezza e poi finisce in crescendo con un finale spiazzante che non delude ma che arriva troppo tardi.

Una curiosità: il paese in cui è ambientata la vicenda è una sorta di paradiso artificiale in cui confluiscono il meglio di Lecce, Otranto, Gallipoli, Bari e Trani, con più di una cattedrale romanica affacciata sul mare Benedice la Apulia Film Commission in vena di sprechi: troppa grazia…

Autore: Raffaele Chiarulli


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