CAPTAIN PHILLIPS - ATTACCO IN MARE APERTO

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Titolo Originale: Captain Phillps
Paese: USA
Anno: 2013
Regia: Paul Greengrass
Sceneggiatura: Billy Ray
Produzione: MICHAEL DE LUCA PRODUCTIONS, SCOTT RUDIN PRODUCTIONS, TRANSLUX, TRIGGER STREET PRODUCTIONS
Interpreti: Tom Hanks, Catherine Keener, Barkhad Abdi

La storia vera di come Richard Phillips, capitano di una nave cargo Americana, affronta l’assalto di pirati somali e del suo salvataggio da parte delle forze speciali dei Seal.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I pirati Somali non vengono demonizzati (agiscono spinti dalla povertà) e le iniziative prese dal capitano mostrano che gli esseri umani sono il carico più prezioso di una nave
Pubblico 
Adolescenti
Turpiloquio, qualche scena di violenza e numerosi momenti di tensione
Giudizio Artistico 
 
Film di è in grado di tenere ben desta l’attenzione dello spettatore ma l'attenzione di Paul Greengrass e Billy Ray è interamente concentrata sullo sviluppo orizzontale (narrativo) della storia, senza lasciare spazio ad indagini umane e/o sociali

Se dopo aver visto Captain Phillips, provate l’indescrivibile, ma irrefrenabile sensazione di abbandonare il vostro paese d’origine e chiedere la nazionalità statunitense, consolatevi; non siete i soli.

Il nuovo film di Paul Greengrass inneggia, pur senza esagerare, al valore e alla forza delle truppe e degli uomini americani, che sanno come e quando agire nonostante situazioni difficili, se non impossibili. In contrapposizione al loro sangue freddo e coraggio, troviamo tre disorganizzati pirati somali, costretti dai loro capi a sabotare ricche navi occidentali. Sin dalle prime immagini, Greengrass esplicita come Muse (il capo) e i suoi pirati non sono i cattivi della Marvel, ma uomini che vivono in estrema povertà e che non pensano di avere altra scelta. “Forse in America”, dice Muse a Phillips quando viene interrogato sul perchè non possa impiegare la sua vita in maniera diversa.

Pur non demonizzando i tre antagonisti e anzi avendo creato per loro una backstory iniziale, l'attenzione di Paul Greengrass e Billy Ray è interamente concentrata sullo sviluppo orizzontale (narrativo) della storia, senza lasciare spazio ad indagini umane e/o sociali. Mentre Gravity riesce nell’ambizioso tentativo di raccontare una vita intera attraverso l’analisi di un singolo momento, Captain Phillips non si sofferma sul passato del suo protagonista nè si preoccupa di farlo evolvere e maturare. Al pubblico è dato conoscere Richard Phillips, il capitano della MV Maersk Alabama, non l’uomo, il marito o il padre.

Questa pecca narrativa non diminuisce l’intrattenimento che Paul Greengrass e Tom Hanks hanno architettato. Il progressivo avvicinamento della nave pirata e i disperati tentativi di Phillips di fermarli sono ben orchestrati su una sapiente alternanza di fallimenti e successi. Il momento in cui Muse e gli altri riescono finalmente a salire sulla nave è visivamente coinvolgente e denso di tensione. Pur non conoscendo bene i membri dell’equipaggio, il pubblico è partecipe del loro terrore.

Purtroppo anti-cinematografico e forse anticonvenzionale risulta il finale. I film americani tendono ad avere protagonisti che salvano se stessi grazie alle loro capacità umane, intellettuali o fisiche. In questo caso, ci troviamo di fronte ad un capitano essenzialmente passivo nella seconda parte del racconto. Phillips aspetta di essere salvato dalle forze speciali e così succede. Trattandosi di una storia vera, è lecito ipotizzare che regista e sceneggiatore non abbiano avuto molta scelta.

Tom Hanks merita una menzione speciale, in quanto riesce a regalare al suo capitano manierismi e gestualità che non solo lo rendono reale, ma fanno dimenticare quelle pecche di sceneggiatura che in mano ad un attore meno esperto avrebbe reso il personaggio mono-dimensionale. 

Ci troviamo di fronte ad un film d’azione e suspence che non vuole insegnare nè esplorare nulla, se non un’appassionante vicenda storica. Paul Greengrass e Billy Ray avrebbero potuto fare di più, ma per questa volta ci accontentiamo dello spettacolo avvincente e dell’adrenalina patriottica finale.

Autore: Miriam Bellomo


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