MOONACRE I segreti dell'ultima luna

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Titolo Originale: The secret of Moonacre
Paese: Ungheria, Gran Bretagna, Francia
Anno: 2008
Regia: Gabor Csupov
Sceneggiatura: Lucy Shuttleworth, Graham Alborough
Produzione: Forgan Entertainment, Aramid Enetertainment Fund, Eurofilm Studio, Grand Allure Entertainment, Metropolitan Filmexport
Durata: 103'
Interpreti: Ioan Gruffudd, Dakota Blue Richards, Tim Curry, Natascha McElhone

Londra, 1840. La tredicenne Maria Merryweather vive da sola accudita dalla premurosa tata miss Helitrope, perché il padre è spesso assente per i suoi impegni. Grande è il suo dispiacere quando viene informata della morte del padre e delle dicerie sulla sua tendenza a sperperare il denaro. In effetti il padre ha lasciato a Maria  solo un libro, la storia della vallata di Moonacre. Maria inizia a leggere il libro  quando si trasferisce proprio a Moonacre presso il  severo  zio  Benjamin. La vallata e il castello dello zio sono in decadenza perché su di essi  grava una pesante maledizione: se non cesserà l'odio fra le famiglie che se ne contendono il dominio, la vallata perirà alla 5000ma Luna. Solo la misteriosa principessa della luna, con la sua purezza, potrà annullare la maledizione.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'orgoglio è la vera maledizione che affligge gli abitanti della valle e solo l'innocente Maria, con il suo sacrificio, riuscirà dare il buon esempio agli altri
Pubblico 
Tutti
Giudizio Artistico 
 
La storia si sviluppa con lentezza e in modo prevedibile

La novella da cui è tratto il film è stata scritta nel 1946  dalla scrittrice per ragazzi gallese Elizabeth Goudge . Il signore degli anelli di J. R. R. Tolkien è stato pubblicato a puntate fra il 1945 e il 1955 e i sette libri che costituiscono  Le cronache di Narnia di C. S. Lewis furono pubblicati fra il 1950 e il 1956.
Sembra quasi che la sconvolgente 'esperienza della guerra abbia spinto questi autori anglosassoni a proiettarsi, a beneficio dei loro giovani lettori, verso mondi fantastici non per sfuggire alla realtà ma per  porre rispetto ad  essa quel  giusto distacco che ci consente di riflettere e ritornare ad apprezzare quei valori di solidarietà e convivenza pacifica per i quali val la pena di vivere e a riprendere l'impegno, dopo l'esperienza bellica, di  costruire un mondo migliore.

Anche la storia narrata da questo film,  si appoggia  al mito di  un mondo passato perfetto, poi rovinato dalla malvagità dell'uomo. Anche se i riferimenti biblici sono evidenti, è la natura che viene viene individuata come potenza onnipotente e benevola, in grado di elargire doni agli uomini.
"C'era una giovane donna la cui pelle riluceva del pallore delle stelle e il cui cuore era puro come il chiaro di luna. Tali erano il suo coraggio e la sua bontà che ella era amata dalla Natura. Una notte la Luna la benedì facendole un dono straordinario: le perle di luna. Da quel giorno ella divenne per tutti la principessa della Luna. Le perle hanno un potere unico al mondo: fanno conoscere la veritànascosta nel cuore degli uomini".

Sarà naturalmente la tredicenne Maria,  con il suo candore,  l'unica in grado di proporre la riconciliazione fra le due famiglie rivali e a far scoprire loro che "la vera maledizione della valle è l'orgoglio. La rovina non sono le perle ma l'avidità dei vostri cuori".
Quando tutti i suoi sforzi risulteranno apparentemente vani, sarà lei a offrirsi in sacrificio per salvare la valle, con un chiaro riferimento al messaggio evangelico.

Il regista Gabor Csupo, che avevamo già conosciuto per il film Il ponte di Terabithia, conferma purtroppo il suo modo  lento e poco stimolante di raccontare una storia ; i protagonisti del racconto, in antagonismo fra loro a vario titolo, scopriranno che il nemico da combattere è l'orgoglio che domina i loro cuori e dovranno, grazie al buon esempio di Maria, combattere sopratutto contro loro stessi. Tutto ciò è molto bello ma una volta che lo spettatore ha scoperto il meccanismo interno del racconto,  tutto si svolge in modo alquanto prevedibile, quasi didascalico.

Se il mondo di Tolkien è barbaro e primitivo, se Le Cronache di Narnia si rifanno all'epopea cavalleresca, Moonacre si appoggia a un mondo fatto di boschi fatati, castelli con presenze misteriose e  creature mitologiche. Il budget del film però è stato limitato e si vede, anche se la computer grafica fa sicuramente del suo meglio.
Ad ogni modo, tutte le osservazioni fatte finora sono rivolte sopratutto agli adulti, perché per una ragazza (forse più che a un ragazzo) la storia potrà sicuramente risultare bella ed edificante.

Autore: Franco Olearo


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