THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN - Part 2

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Titolo Originale: THE TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN - Part 2
Paese: TWILIGHT SAGA: BREAKING DAWN - Part 2
Anno: 2012
Regia: Bill Condon
Sceneggiatura: Melissa Rosenberg
Produzione: SUMMIT ENTERTAINMENT, IN ASSOCIAZIONE CON SUNSWEPT ENTERTAINMENT
Durata: 115
Interpreti: Kristen Stewart, Robert Pattinson, Taylor Lautner, Billy Burke

Dopo la nascita della figlia Renesmee, che l’ha portata sull’orlo della morte, Bella è finalmente diventata vampira e si gode le gioie della sua nuova condizione di immortale: sensi acuiti, una nuova sicurezza in se stessa e niente più paura di consumare il matrimoni con Edward. Ma quando un’altra vampira vede la bambina, che in poco tempo già dimostra 5/6 anni, la scambia per uno dei temibili “bambini immortali”, vampiri infanti bellissimi ma dalla sete di sangue incontrollabile che già in passato avevano rischiato di portare allo scoperto l’esistenza dei vampiri e per questo erano stati sterminati dai Volturi…che quando vengono a sapere della cosa si mettono in marcia per sterminare i Cullen e gli alleati che hanno cercato di riunite intorno a loro. Si prepara un’epica battaglia che deciderà il destino dell’amore di Edward e Bella.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Una saga che ha fatto un punto di lanciare dilemmi "enormi" (su mortalità ed eternità, ma anche nel triangolo sentimentale) per poi polverizzarli in quattro e quattr'otto
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di violenza nei limiti del genere. Scene lievemente sensuali
Giudizio Artistico 
 
Film con povera fattura e mediocri interpretazioni. Quelli che sono oggettivamente difetti di drammaturgia (abbassare i conflitti e tolgliere carburante ai dilemmi morali dei personaggi) sono precise scelte di scrittura e messa in scena, che fanno parte di un progetto e una visione che sono già nei romanzi della Meyer, sacerdotessa di un amore romantico che è tragico solo nelle premesse e mai negli esiti

Arriva finalmente alla fine la saga di Twilight, un fenomeno che, piaccia o non piaccia, ha rappresentato negli ultimi anni un punto di riferimento per l'immaginario di adolescenti e non solo. Il "gran finale"  dai toni dichiaratamente celebrativi arriva a completare il lunghissimo antefatto di Breaking Dawn -  Part 1, in cui in pratica l'unico evento rilevante era la drammatica nascita della figlia di Edward e Bella, un parto talmente sanguinoso da rendere necessaria la tanto attesa "trasformazione" della protagonista in vampira.

Anche in questa seconda parte, del resto, pur con un maggiore dispiego di mezzi e azione (ma con gli stessi pessimi effetti visivi, talmente insistiti e brutti da far pensare che si tratti di una precisa per quanto incomprensibile scelta stilistica), il plot si racconta in due frasi.

La misteriosa natura della bimba frutto dell'amore di Bella ed Edward, infatti, mezza umana e mezza vampira (cosa significhi, a parte un'interessante variazione sul suo menu, è poco rilevante), è il pretesto che i terribili Volturi intendono usare per togliere di mezzo i Cullen. anche se poi quello che interessa al cattivissimo volturo Aro è piuttosto acquisire le abilità di veggente della vampira Alice, che è in qualche modo decisiva allo svolgimento di tutta la pellicola.

Detto questo, il film si struttura con un primo lunghissimo atto in cui assaporiamo insieme a Bella le gioie della sua nuova condizione, tanto desiderata e a lei negata da Edward per alcuni (ragionevoli) scrupoli morali che gli autori ritengono di poter ora gettare alle ortiche...

Certo, per decenza si premurano di dirci che il dono di Bella in versione succhiasangue è quello di resistere senza troppa fatica alla sete di sangue, ma questo, come del resto molti altri passaggi, è il tipico espediente di una saga che ha fatto un punto di lanciare dilemmi "enormi" (su mortalità ed eternità, ma anche nel triangolo sentimentale) per poi polverizzarli in quattro e quattr'otto.

Bella, infatti, non dedica un pensiero alla sua "anima immortale" (meglio pensare all'eterno innamoramento di cui è protagonista) e imbastisce senza troppa fatica una spiegazione per suo padre (così non deve nemmeno rinunciare a vederlo), mentre il triangolo con il licantropo Jacob è stato opportunamente sciolto proprio grazie alla piccola Renesmee (a cui il giovane licantropo è legato da un misterioso imprinting che, nonostante le tante didascaliche giustificazioni e la prospettiva di una crescita accelerata della bambina, sfiora il concetto della pedofilia).

A rompere le uova nel paniere di tanta meritata (?) felicità arriva la denuncia ai Volturi, che non aspettavano altro che un pretesto per marciare sui nostri eroi. Certo non hanno in mente una "guerra lampo" dato che lasciano opportunamente ai nostri il tempo di raccogliere alleati, una pletora di personaggi solo in alcuni casi capaci di lasciare un minimo di ricordo nello spettatore grazie a un interprete sopra la media, per il resto relegati al pittoresco. Non manca nemmeno la chance di trovare la provvidenziale soluzione diplomatica alla guerra...Diciamocelo, si tratta di avversari più temibili nelle premesse che perché titolari di una ragionata strategia...

Crediamo di non far torto a nessun potenziale spettatore dicendo che la scena finale di battaglia così come il suo esito (con un colpo di scena che sarà tale per i pochi non lettori del romanzo) va esattamente nella direzione del "vincere facile" di tutto il resto della vicenda.

Eppure è abbastanza chiaro che quelli che sono oggettivamente difetti di drammaturgia (perchè abbassano i conflitti e tolgo carburante ai dilemmi morali dei personaggi) sono precise scelte di scrittura e messa in scena, che fanno parte di un progetto e una visione che sono già nei romanzi della Meyer, sacerdotessa di un amore romantico che è tragico solo nelle premesse e mai negli esiti. e quindi evita il vero dramma come la peste.

Ci si muove, del resto, sullo sfondo di un mondo in cui, anche se abbondano le creature pericolose, alla fine la morte stessa rischia di essere presa fin troppo alla leggera, mai affrontata fino in  fondo come solitamente invece fanno le migliori saghe fantasy (da Il signore degli anelli ad Harry Potter, ma anche il recentissimo Hunger Games).

Per questo, se da una parte sembra inutilmente crudele accanirsi nel criticare la povera fattura e le mediocri interpretazioni di questo come degli altri film della saga di Twilight, vale invece la pena interrogarsi sulle ragioni del suo successo.

Un successo che forse ha le sue radice nel fatto che i romanzi prima e i film poi rispondono (anche se in modo riduttivo) a quella domanda di assoluto e "per sempre" che è così forte negli adolescenti, zoccolo dure dei fan della saga.

In ogni caso, visto il prevedibile trionfo al botteghino, nonostante la solenne celebrazione della conclusione di tutto, abbiamo la sensazione che sentiremo ancora parlare di Edward, Bella e della loro (troppo) allegra compagnia...

 

Autore: Luisa Cotta Ramosino


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