HO CERCATO IL TUO NOME (Franco Olearo)

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Titolo Originale: The Lucky One
Paese: USA
Anno: 2012
Regia: Scott Hicks
Sceneggiatura: Will Fetters
Produzione: DINOVI PICTURES, LANGLEY PARK PRODUCTIONS
Durata: 101
Interpreti: Zac Efron, Taylor Schilling, Blythe Danner

Logan , sergente dei Marines alla sua terza missione in Iraq, è miracolosamente sopravvissuto ad una granata che ha ucciso i suoi commilitoni e lo ha risparmiato solo perché si era allontanato per raccogliere la fotografia di una donna. Tornato in patria, decide cercarla per saldare quell'ideale debito di riconoscenza. Dopo lunghe ricerca trova Beth, che gestisce un allevamento di cani. Logan decide di restare e di accettare il lavoro che la ragazza gli propone, senza avere il coraggio di rivelarle il motivo del suo arrivo..

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
I protagonisti sono rispettosi delle esigenze degli altri e sanno aspettare: il destino (o la Provvidenza) arriverà immancabilmente in loro favore
Pubblico 
Adolescenti
Questa volta, diversamente dai precedenti film ricavati dai romanzi di Nicholas Sparks, si indugia su alcune sequenze amorose fra i due protagonisti
Giudizio Artistico 
 
La sceneggiatura ha tratteggiato in modo sufficientemente accurato i personaggi ma la regia è modesta e Zac Efron, nei panni di un asciutto marine, delude

 Zac Efron è diventato grande. Dismessi i panni del capelluto canterino innamorato di High School Musical, ora esibisce capelli a spazzola e muscoli degni del marine che deve impersonare.  Gli è rimasta negli occhi una certa tristezza riflessiva  che in Ho cercato il tuo nome gli torna utile per mettersi nei panni  di un  giovane che ha visto per ben due volte la morte passargli vicino nella guerra in Irak e che ora, tornato in patria, fatica a ritrovare il proprio equilibrio e a ridare  un senso alla sua vita.

Il film è ricavato da un romanzo di Nicholas Sparks che continua a mietere successi sia in libreria che sullo schermo, seguito da un pubblico  affezionato ma forse non giovanissimo. Ho cercato il tuo nome conferma i molti pregi e i tanti difetti della sua impostazione narrativa. Lo schema è ormai facilmente individuabile perché resta sostanzialmente invariato: c’è un lui e una lei che sono “brava gente”: hanno un atteggiamento riflessivo  e  davanti a degli eventi che debbono fronteggiare si domandano sempre qual è il modo più giusto di comportarsi, non pensando a loro ma prima di tutto alle persone di cui si sentono responsabili.  Molto spesso sono reduci da una esperienza che li ha traumatizzati, si sono come rassegnati a un’esistenza grigia ma grazie all’amore che sboccia fra loro due, puntualmente ritrovano lo slancio e ritornano a vivere. Le ultime battute di Ho cercato il tuo nome sono particolarmente significative: “ Ognuno ha un destino; sta a noi assecondarlo o respingerlo”. Detto in altro modo, visto che Sparks  si dichiara cattolico, esiste una Provvidenza per ognuno e sta a noi saperla accogliere e se saremo stati giusti e generosi verso gli altri, verremo premiati.

I difetti stanno nella tendenza a scivolare spesso nel melodrammatico e nella facile prevedibilità con cui   sfortune e buona sorte si susseguono in modo da convergere, quasi inesorabilmente, verso il lieto fine.

Rispetto all’ultimo Dear John, Ho cercato il tuo nome mostra una miglior cura nella definizione dei personaggi; oltre al marine Logan in cerca della sua bussola, c’è una lei, Beth che deve accudire da sola a suo figlio perché divorziata, mentre la sua simpatica mamma vigila discreta e orchestra le cose in modo che il cuore della figlia vada nella direzione in cui deve andare. C’è infine l’ex marito di Beth, sceriffo della contea,   un uomo oppressivo che aspetta solo di coglierla in fallo per toglierle l’affido del figlio.

E’ proprio quest’ultimo personaggio la variante originale del film che manifesta l’impostazione cristiana dell’autore: è caratterialmente fragile (livoroso, irascibile, sospettoso) ma vuol bene a suo figlio e nei pochi momenti in cui il suo animo trova un po’ di pace  riconosce che sarebbe bello poter tornare da sua moglie e da suo figlio. Anche Logan, generosamente, non lo odia perché riconosce nel suo avversario in amore  un fondo buono. Ci sono le premesse per un riscatto anche del “cattivo”, per una gradevole sorpresa nei confronti dello spettatore di fronte a un finale non banale; purtroppo la storia si sviluppa nel “modo Sparks”: c’è un fato/destino/provvidenza che agisce dall’esterno  per rimettere le cose a posto.

Zac Efron è cosciente di stare  interpretando un dramma, sa che non deve né cantare, né ballare, né ridere: sfortunatamente  si è immedesimato nel suo ruolo troppo seriamente (anche perché mal diretto) e a furia di restare per la maggior parte del tempo silenzioso e assorto, non manifesta alcuna evoluzione del personaggio;  ancor meno  riusciamo a cogliere in lui quella grande passione che pur dichiara di avere per quella  ragazza che “il destino” gli ha messo davanti.

Autore: Franco Olearo


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