TRANSFORMERS 3

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Titolo Originale: Transformers: Dark of the Moon
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Michael Bay
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Produzione: DREAMWORKS SKG, HASBRO, PARAMOUNT PICTURES
Durata: 157
Interpreti: Shia LaBeouf, Josh Duhamel, Rosie Huntington-Whiteley, John Malkovich, John Turturro, Patrick Dempsey

Sam Witwicky è diventato adulto, si è diplomato e sta cercando il suo primo impiego. Utilizza un'auto alquanto sgangherata che altri non è se non il suo amico robot Optimus Prime. Stanno per arrivare in città i suoi genitori yuppie che vogliono conoscere Carly, la sua nuova ragazza e tutto sembra avviato sui binari di una vita normale. Non è così: i Deception sono arrivati sulla terra per prenderne possesso e solo gli Autobot potranno aiutare gli umani nell'impari battaglia.....

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
La battaglia per la libertà contro la tirannide è chiara, ma appare molto di maniera
Pubblico 
Pre-adolescenti
Un eccesso di cinematismo può disturbare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Fatto il dovuto elogio alle scene di azione e alle costruzioni in CG, il film gioca tutte le sue carte nell'alzare il volume e moltiplicare le scene di disastri ma ha perso l'autoironia che caratterizzava il primo episodio. Infelice l'idea di sostituire Megan Fox.

Il regista Michael Bay ha indubbiamente molti pregi ma alcuni dei suoi difetti sono veramente insopprimibili.
Ormai riconosciuto maestro di action movie, dopo Armageddon, The Island, Transformers e Transformers-La vendetta del caduto, sa creare sequenze adrenaliniche e fracassone ma ha il difetto di appassionarsi troppo alle situazioni che lui stesso crea e i suoi film non riescono mai a scendere al di sotto delle due ore. La sua specialità è la caduta dai grattacieli: dopo la sequenza mozzafiato di The Island, dove i due protagonisti sono spinti fuori da un grattacielo e si salvano aggrappandosi a un'insegna pubblicitaria che precipita rovinosamente, qui  i nostri si trovano addirittura su di un grattacielo che si è pericolosamente inclinato (eccezionale la ricostruzione in CG dei palazzi sul Chicago River) e non resta loro che farsi scivolare sulla superficie dei vetri del palazzo come se si trovassero su di un pendio innevato.

Per il resto non c'è molto da dire: Sam Witwicki (sempre Shia LaBeouf) era un liceale nel primo Transformers, frequentava il collegio nel secondo sequel e in quest'ultimo, ora diplomato, cerca lavoro. Ciò che non ha assolutamente funzionato è la sostituzione di Megan Fox (pare che abbia definito Michael Bay una specie di Hitler) con Rosie Hantington-Witeley. E' vero che la protagonista femminile non deve fare altro che scappare appena sta per franare un grattacielo e chiedere di venire impalmata alla fine dell'episodio (ovviamente con la ruota dentata di un robot al posto del classico anello) ma Rosie è priva della cinegenia e della disinvoltura della Megan. Le vicende private dei due protagonisti sono messe a fuoco solo nei primi minuti del film: per il resto bisogna occuparsi di salvare il mondo e ampio spazio viene lasciato alle battaglie fra i robot. Queste ultime sono talmente insistenti, ripetute, caratterizzate da eccesso di cinematismo che i più piccoli ne potrebbero restare turbati.
Il film inizia con il ricostruire le sequenze del primo sbarco sulla luna: è curioso come gli ultimi blockbuster americani ricorrano sempre più spesso al passato (è successo anche in X-men: L'inizio, ambientato ai tempi della crisi di Cuba) quasi a sottolineare che da troppo tempo nella storia patria non succede più niente di drammaturgicamente interessante.
Bisogna ancora una volta prendere atto dell'alta professionalità del regista e del produttore esecutivo Steven Spielberg ma la storia sembra essersi seduta sui tranquilli binari del già costruito: Witwicki  è sempre il solito imbranato coinvolto in storie più grandi di lui, la protagonista femminile deve solamente risultare fascinosa e i non pochi nomi di prestigio presenti come John  Malkovich, John  Turturro , Patrick Dempsey, Frances McDormand sembrano impegnati a costruire caratterizzazioni di puro alleggerimento fra una battaglia e l'altra

Autore: Franco Olearo


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