LONTANO DAL PARADISO

Titolo Originale: Far from heaven
Paese: USA
Anno: 2002
Regia: Todd Haynes
Sceneggiatura: Todd Haynes
Durata: 107'
Interpreti: Julianne Moore (Cathy), Dennis Quaid (Frank)

La middel-class americana si gode il benessere degli anni'50. Ma alcune contraddizioni stanno emergendo....

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La protagonista riesce a superare le convenzioni del suo tempo ed a cogliere i valori presenti nelle persone che gli stanno vicino
Pubblico 
Adolescenti
Per la maturazione necessaria a trattare alcune tematiche come quella omosessuale
Giudizio Artistico 
 
Piacevole ed accurata descrizione della provincia americana anni '50. Ottima l'interpretazione di Julianne Moore

Siamo ad Hartford, Connecticut, nel Natale del '58. Il regista indugia nel descriverci come era la vita della provincia americana in quegli anni: viali alberati con i mille colori dell'autunno nascondono graziose case mono familiari della middle class emergente, frutto del boom della civiltà di consumi. Fra questi Frank ed Cathy: lui è direttore della filiale locale di una fabbrica di televisori, mentre lei, secondo una ben stabilizzata suddivisione dei compiti, si occupa di amministrare la bella casa, coadiuvata da una cameriera e un giardiniere di colore e di sviluppare quelle public relation che possono dar lustro alla carriera di suo marito. I figli piccoli sono ubbidienti e sanno stare al loro posto .
La guerra di Corea e' appena intravista attraverso lo schermo bianco e nero del televisione ed il rapporto con gli afroamericani resta ancora ad uno stadio pre-conflittuale: possono svolgere il proprio lavoro e prosperare purché restino al loro posto.

Per chi non e' americano, e' difficile immaginare come erano quei favolosi anni '50: forse possono venir assimilati al nostro boom economico del decennio successivo; di certo anche noi abbiamo imparato a riconoscerli per come si sono cristallizzati nelle immagini della pubblicità dell' epoca: famiglie felici intorno ad una imponente station wagon; la casalinga sorridente davanti all' ultimo modello di frigorifero: lui e lei che sognano guardando un depliant di vacanze a Miami o a Cuba o a Palm Spring.
L' America cresceva, fiduciosa delle sue capacità così come grande fiducia veniva riposta nella famiglia, non solo perché era il target primario dei nuovi prodotti di consumo, ma perché doveva essere solida come era solida la fiducia nel mito americano.
Il regista Tod Haynes sembra attardarsi nel descriverci questo mondo, quasi volesse sviluppare uno studio sociologico dell' epoca usando la sua propensione alla grande cura nel ricostruire lo stile dell'epoca (il gusto dei colori, il taglio delle immagini, la cura maniacale dei costumi e degli ambienti interni). All'interno di questo perfetto archetipo inserisce due imperfezioni (il marito con tendenze omosessuali e l'interesse che la protagonista ha per il giardiniere negro). Sono due delle tematiche destabilizzanti del sistema anni '50 che costituivano la base dei melodrammi di Douglas Sirk ("Secondo Amore" per le relazioni fra classi disuguali e "Lo specchio della vita" per la tematica omosessuale). Argomenti trattati allora con la sensibilità dell'epoca, cioè solo per allusioni ma proprio da questo scaturiva il dramma , perché erano situazioni non accettate.
Quale e' stata l'operazione di Tod? Ripresentarci quei drammi "alla Sirk" con una sensibilità moderna? Operazione del tipo "L'uomo che non c'era" dei fratelli Cohen?
No. A Todd piace far muovere i suoi personaggi in questo mondo di cartolina non per un gusto un po' retro, ma per una precisa scelta espressiva: il problema di Frank e' vero, l'attrazione che Cathy ha per il suo giardiniere afroamericano e' reale ma entrambi si vanno ad infrangere contro una convenzione che ha saputo costruire intorno alle persone un mondo che é appunto finto come una cartolina. Le foglie infiammate dall' autunno che vediamo all'inizio del film e quelle languidamente cadenti dell'ultima sequenza racchiudono in una dolce prigione sentimenti e debolezze che non trovano albergo in questo paradiso di provincia.

Brava  Julianne Moore nella sua complessa personalità la quale,anche se perfettamente inserita nella logica del sistema, riesce a lanciarsi al di là delle convenzioni grazie alla sua ricerca di sincerità ed a scovare l'umanità che si cela dietro ogni persona.

Autore: Franco Olearo


Share |