ALITA - L'ANGELO DELLA BATTAGLIA

 
Titolo Originale: Alita: Battle Angel
Paese: USA, Canada, Argentina
Anno: 2019
Regia: Robert Rodriguez
Sceneggiatura: James Cameron, Laeta Kalogridis
Produzione: Twenty Century Fox, Lightstorm Entertainment
Durata: 120

La giovane Alita si sveglia senza ricordi. Scoprirà il suo passato da combattente, con l’aiuto del Dott. Dyson, pronta a proteggere chi ama quando i padroni di Iron City le daranno la caccia.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Seppur un cyborg guerriero Alita è un’adolescente alla scoperta del mondo, delle sue gioie e dei suoi pericoli ma resta un animo buono, dove gli ideali e le sue intenzioni sono sempre ben chiare.
Pubblico 
Adolescenti
Scene di violenza dovute allo scontro tra cyborg (anche un cane resta coinvolto) ma il tutto è reso fruibile e chiaramente appartenente ad un mondo fantastico.
Giudizio Artistico 
 
Un capolavoro di effetti speciali. Ma la sceneggiatura è un collage di racconti fantastici già visti

Nell’ anno 2563 il pianeta Terra paga ancora le conseguenze dell'ultima grande guerra combattuta più di 300 anni prima.

L’unica a non averne risentito è Zalem, ultima delle città sospese ricca e prospera a discapito della sottostante “città di ferro” usata soprattutto come discarica dei rifiuti. È qui che il Dott. Dyson ritrova la testa di un cyborg, stranamente in ottime condizioni, gli dona un nuovo corpo e se ne prende cura come fosse una figlia.

Mentre cerca di ricordare il suo passato, Alita esplora la città in compagnia di Hugo, patito di Motorball, uno sport adrenalinico molto amato seppur pericoloso ma che rappresenta tra i giovani l'unica porta d'accesso per entrare a Zalem. È così che Alita scopre e fa scoprire le sue capacità nascoste poiché i ricordi affiorano ogni volta che combatte i pericoli incontrati per strada e riacquista la memoria ritornando ad essere una vera guerriera andando incontro al proprio destino.

Alita, adattamento del manga degli anni novanta,  come tutte le protagoniste dei cartoni orientali, ha occhi grandi ed espressivi resi scintillanti, sognanti, pieni di vita dalla tecnologia utilizzata ed è stato girato con la stessa combinazione di riprese dal vivo e CGI  e facial motion capture usata in Avatar.

In attesa del grande di ritorno di Avatar per fine 2020, Cameron produce un nuovo lungometraggio capace di stimolare l’immaginazione, come solo lui sa fare, di ragazzi e adulti affidando la regia al creatore di Sin City, Robert Rodriguez.

Il creatore di Terminator non poteva che innamorarsi del progetto, scritturato già 20 anni fa.

Il manga da cui è tratto il film, ha catturato l’attenzione di milioni di adolescenti in tutto il mondo forse perché è facile immedesimarsi nella protagonista, paragonabile ad una bambina che si ritrova improvvisamente in un corpo da ragazza, alla ricerca di sé stessa, una metafora sempre attuale.

Alita ci tiene sempre al suo fianco mentre pian piano scopre la città intorno a sé facendoci immergere in un viaggio alla scoperta delle cose belle che può offrire il mondo. Se il suo creatore, Yukito Kishiro, l’aveva immaginata in un contesto post apocalittico e oscuro, il film rende il personaggio coraggioso, elegante facendoci scordare che  si tratta di un cyborg.

I movimenti sinuosi, le animazioni perfette regalano allo spettatore scene d’azione ben riuscite e coreografate oltre a degli effetti speciali clamorosi.

Per chi sa cogliere qualcosa in più oltre la sinossi, Alita – L’angelo della Battaglia racconta ben altro. Perché ci ritroviamo adolescenti nel riscoprire la gioia dei sapori provati per la prima volta come accade a lei in compagnia di Hugo, dei giri in moto insieme e l’incertezza dello scoprirsi innamorati. Quando si mette alla prova sui roller, quando viene sfidata e derisa, quando ha paura e si sente persa ma soprattutto quando comprende di essere abile nel Panzer Kuntz, un’arte marziale dimenticata e invincibile.

Come tutte le eroine, Alita sconfigge il male anche se questo significa far preoccupare i suoi cari.

Zalem non viene mai svelata né ai personaggi né allo spettatore lasciandoci curiosi di vedere nel prossimo film cosa nasconde e creando ancora più empatia con la protagonista, tifando per lei dall’inizio alla fine.

Autore: Sabrina Guarino


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