SOLDADO

Titolo Originale: Soldado
Paese: USA, ITALIA
Anno: 2018
Regia: Stefano Sollima
Sceneggiatura: Taylor Sheridan
Produzione: BASIL IWANYK, EDWARD L.MCDONNELL, MOLLY SMITH, THAD LUCKINBILL, TRENT LUCKINBILL PER BLACK LABEL MEDIA, LEONE FILM GROUP, RAI CINEMA, LIONSGATE ENTERTAINMENT, THUNDER ROAD PICTURES
Durata: 124
Interpreti: Josh Brolin, Benicio Del Toro, Isabela Moner,

L’agente Matt Graver, specializzato nell’usare metodi sporchi per risolvere problemi sporchi, scopre che la frontiera messicana è diventata la porta attraverso la quale, con l’aiuto dei cartelli della droga, terroristi islamici penetrano negli Stati Uniti per compiere attentati. Il governo americano gli affida una missione estremamente riservata: rapire in incognito Isabel Reyes, la figlia diciassettenne di uno dei boss messicani della droga, per scatenare una guerra fra cartelli con lo scopo di indebolirli. Per un compito così delicato Matt si rivolge a Alejandro che avrà, come contropartita, il via libera a vendicarsi della morte dei suoi familiari per opera della malavita. L’operazione inizia con il supporto dei servizi segreti americani ma non tutto si svolge secondo i piani…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Ci sono molte uccisioni a sangue freddo ma si intravede anche chi è disposto a rischiare la vita per una giusta causa
Pubblico 
Adolescenti
Violenza nei limiti del genere, senza dettagli cruenti
Giudizio Artistico 
 
Stefano Sollima ha modo di mostrare la sua bravura nello sviluppare una trama piena di colpi di scena senza trascurare lo sviluppo delle personalità dei protagonisti. Alcune incoerenze e complessità non necessarie nella sceneggiatura

Non può che farci piacere la scelta di Stefano Sollima alla sedia di regista per un film hollywoodiano al 100% come questo.  Il nostro si era fatto conoscere oltre oceano soprattutto per le fiction Suburra  e Gomorra. E' comprensibile che abbia detto si a questa storia incentrata sulla lotta ai cartelli della droga, che ricalca la geografia e i contesti violenti del precedente Sicario. Il deserto che si interpone fra il Messico e gli Stati Uniti è anche il contesto ideale per riesumare le ambientazioni selvagge dei Western di una volta dove allora come ora, non ci sono leggi da seguire ma ognuno in coscienza decide cosa è giusto e cosa non lo è, per sconfiggere potenze del male particolarmente agguerrite.

I temi trattati, tutti attuali, contribuiscono a sollecitare l’interesse per la storia narrata: le sequenze dove vediamo immigrati clandestini che si mettono nelle mani di approfittatori che promettono loro il paradiso oltre confine, tolgono loro tutti i risparmi e li trattano, come loro stessi dicono, come stupide pecore, non può che richiamare alla mente, per noi europei, i barconi gonfi di clandestini che solcano ogni giorno il Mediterraneo. Anche il fanatismo di chi si fa saltare in aria uccidendo persone inermi viene ricordato in una terribile sequenza iniziale e serve a sottolineare che la storia raccontata non è di pura fantasia ma si basa su presupposti molto realistici.

La sceneggiatura ha alcune incongruenze (alcuni morti non sono poi così morti) e salta troppo da una parte all’altra del globo ma per fortuna interviene la professionalità di Sollima a dare consistenza al tutto.

Le scene di combattimento sono molte ma essenziali, senza compiacimenti e rispecchiano i presupposti iniziali: la lotta alla malavita della droga e al terrorismo islamico deve porre in campo tutta l’efficienza tecnologica americana (in questo sì, c’è compiacimento) e occorre agire con fredda determinazione. Su questo sfondo crudo e senz’anima interviene l’abilità del regista che fa risaltare, come in un bassorilievo, dei personaggi che hanno una coscienza, che non accettano di fare ciò che viene loro comandato.  Ecco Alejandro che si rifiuta di sopprimere la prigioniera, Matt che si preoccupa per il suo amico ma è soprattutto nella definizione dei protagonisti adolescenti che si concentra l’attenzione del regista. Isabel, a cui Sollima regala alcuni intensi primi piani, ci viene presentata con un carattere orgoglioso e ribelle, in una delle sequenze iniziali nel collegio dove studia ma sa anche trasformare il suo giudizio a mostrarsi generosa quando si accorge che colui che l’ha rapita è lo stesso che ora vuole salvarla. Più complessa è la figura del giovane  Miguel, che cede alla tentazione di facili guadagni mettendosi al servizio delle bande che guidano i clandestini oltre il confine messicano. Anche lui .si trova di fronte a un serio caso di coscienza ma è probabile che ne vedremo i pieni sviluppi nel terzo film della serie.

Nel complesso un action movie teso, ben realizzato, che non trascura di far trapelare incertezze molto umane dalle rigide regole di comportamento che debbono rispettare chi viola la legge ma anche chi la deve difendere.

Autore: Franco Olearo


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