OGNI GIORNO

Titolo Originale: Every Day
Paese: USA
Anno: 2018
Regia: Michael Sucsy
Sceneggiatura: Jesse Andrews
Produzione: FILMWAVE, LIKELY STORY, METRO-GOLDWYN-MAYER (MGM), SILVER REEL
Durata: 91
Interpreti: Angurie Rice, Justice Smith, Owen Teague, Maria Bello

Rhiannon è una ragazza di 16 anni, brava a scuola, amorevole con i genitori e ha un ragazzo che si chiama Justin. Ogni mattina la sorella maggiore Jolene l’accompagna a scuola e con l’occasione finiscono di mangiare la colazione che il papà ha preparato per loro. Il padre infatti è stato colpito da una forte depressione, resta tutto il giorno in casa e si impegna in piccoli lavori domestici. A scuola Rhiannon incontra il suo Justin, in genere poco comunicativo e sempre impegnato con i suoi allenamenti ma questa volta lo trova particolarmente affettuoso e premuroso. Decidono quindi di saltare la scuola e passare una giornata sulla costa. Nei giorni successivi Rhiannon incontra altre persone, tutte gentili con lei. Alla fine una di queste le rivela cosa sta succedendo: il Jimmy di quel fantastico pomeriggio e tutti gli altri che ha incontrato nei giorni successivi, non sono proprio loro ma un’unica persona che si fa chiamare “A”. Da quando lui ha memoria, “A” si incarna ogni giorno, per 24 ore, in una nuova persona della stessa età ma ora ha scoperto, pur continuando a passare da un corpo all’altro, che si è innamorato di Rhiannon….

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film sviluppa molti buoni sentimenti, incluso il sacrificio per amore, ma rapporti intimi fra adolescenti vengono considerati nella norma
Pubblico 
Pre-adolescenti
Non ci sono scene esplicite
Giudizio Artistico 
 
La giovane attrice Angurie Rice regge bene il ruolo di protagonista assoluta ma lo sviluppo manifesta pochi guizzi di originalità, è ripetitivo e manca d'ironia.

Ecco un altro caso di what if comedy, in questo caso applicata al mondo degli adolescenti. Un modo per creare uno shock vitale che ci faccia vedere la realtà con occhi diversi e ci aiuti a comprendere ciò che è importante e ciò che non lo è.

L’ultimo film adolescenziale interessante con una impostazione “what if” è stato Prima di domani: il tempo si è fermato per la giovane Samantha che si risveglia sempre nello stesso giorno  ed è questa l’occasione per correggere certe disattenzioni, insensibilità nei confronti delle sue amiche e dei suoi amici, un modo per comprendere sempre meglio le esigenze dell’altro. In questo Ogni giorno l’assunto è molto più audace: Rhiannon si ritrova ogni giorno a parlare con la stessa persona che però ha assunto il corpo ora di un uomo, ora di una donna, prima di un bianco, poi di un afroamericano, poi di un asiatico e nonostante questa esperienza così insolita, conversazione dopo conversazione, finisce per innamorarsi anche lei di “A”.

Rhiannon è interpretata dalla diciasettenne Angurie Rice che abbiamo già conosciuto in Spider-Man: Homecoming e costruisce un personaggio sereno, sempre sorridente con tutti, impeccabile nei suoi abiti casual, sensibile alla dedicata situazione in cui versa la famiglia, socievole e simpatica con i compagni di scuola; sembra il ritratto perfetto della brava ragazza che desidera solo innamorarsi del ragazzo giusto. Anche l’evento straordinario nel quale si trova coinvolta non riesce a turbare il suo atteggiamento positivo nei confronti degli altri e della vita.

Che lezione ci può dare un what if concepito in questo modo? Il primo messaggio che chiaramente vuole trasmettere il film è il valore di una persona sta in ciò che è realmente dentro, quando si è riusciti a conoscerla in profondità, più che nell’aspetto esteriore. Si tratta di un messaggio nobile ma che presta il fianco a molte critiche. Non si sta parlando di amicizia ma di amore. Gli stessi autori hanno capito che il gioco che avevano imbastito prestava il financo ad altre interpretazioni, prima fra tutte all’ideologia gender e se è vero che Rhiannon finisce per baciare tutti i ragazzi nei quali “A” si incarna, si astiene nelle giornate nelle quali lui si presenta come donna.

Altro limite fondamentale è il tema dell’aspetto fisico: un amore uomo donna fa riferimento a una unità indissolubile di corpo e anima e il fatto che Rhiannon decida di unirsi fisicamente ad “A” proprio la volta che lui ha assunto il corpo di un ragazzo grassottello e poco attraente non dà nessun messaggio positivo, anzi è ingannevole. Non si tratta di sottolineare, giustamente, che l’amore non guarda alle razze, né di recuperare la favola della bella e la bestia, ma uno sviluppo di questo genere finisce per negare la verità fondamentale che l’amore che unisce un uomo e una donna non è una romantica astrazione ma un progetto di vita che si concretizza giorno per giorno, nel quale è inclusa anche l’attrazione dei corpi. Per fortuna, nel finale, viene corretta questa posizione estrema e il buon senso torna a trionfare.

Alla fine si tratta di un film grazioso, un po’ zuccheroso, che si mantiene lontano da qualsiasi eccesso a cui ci hanno abitato i film e i serial sugli adolescenti e si conclude con una morale positiva.  Resta l’inconveniente di un racconto che manca di ironia o del coraggio di imbastire situazioni anche comiche, come sarebbe stato possibile con le premesse fatte, mentre lo sviluppo appare prosaico e quasi didascalico.

Resta in piedi un’ultima curiosità che riguarda alcune consuetudini presso le famiglie americane. Rhiannon, ha sedici anni,  non è certo una ragazza ribelle e con il consenso (o indifferenza?) dei suoi genitori riesce a gestire la propria vita con estrema libertà: può partire e assentarsi per  un intero weekend con il proprio ragazzo, la sera può fare tardi quanto vuole. Anche se il film è discreto e non ci sono scene esplicite, si comprende che Rhiannon ha la consuetudine di avere rapporti intimi con il  ragazzo a cui vuol bene. Il tutto è presentato come un costume normalmente accettato.

Autore: Franco Olearo


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