NON È UN PAESE PER GIOVANI

Titolo Originale: Non è un paese per giovani
Paese: ITALIA
Anno: 2017
Regia: Giovanni Veronesi
Sceneggiatura: Giovanni Veronesi, Ilaria Macchia, Andrea Paolo Massara
Produzione: Paco Cinematografica – Neo Art Producciones e Rai Cinema
Durata: 105
Interpreti: Filippo Scicchitano, Giovanni Ansaldo, Sara Serraiocco, Sergio Rubini, Nino Frassica

Sandro ha vent’anni, lavora come cameriere in un ristorante e sogna di diventare scrittore. Dopo alcuni mesi di lavoro diventa amico di Luciano e con lui comincia a progettare di lasciare l’Italia, paese in cui sentono di non avere alcuna prospettiva, e scelgono Cuba come luogo in cui riporre le proprie speranze di realizzare un futuro migliore

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
La storia potrebbe svilupparsi su tre elementi interessanti: l’amicizia, la speranza nel futuro, l’affetto padre-figlio. Tuttavia, pur partendo da questi e affrontando un tema molto attuale e sentito come quello dei giovani italiani costretti ad emigrare, gli eventi e i personaggi dirottano verso toni di euforica incoscienza che svuotano il racconto del suo senso originario e di un vero contenuto che vada al di là del puro fatto narrativo
Pubblico 
Maggiorenni
Alcune scene violente
Giudizio Tecnico 
 
Ambienti, personaggi, dialoghi e musiche sono carichi di fascino, credibili e coinvolgenti; ma la storia in se stessa non regge la rilevanza del tema centrale e si perde alla ricerca di un racconto suggestivo

Dalla televisione al cinema, le disperate immagini di rifugiati che sbarcano sulle nostre coste in cerca di salvezza e di un futuro migliore sono ormai diventate purtroppo tristemente familiari, Non è un paese per giovani di Giovanni Veronesi racconta una storia di migranti al contrario, due giovani che, come molti loro coetanei, dall’Italia si sentono invece respinti e fuggono all’estero in cerca di un’occupazione che permetta loro di realizzarsi. Il film del regista e sceneggiatore toscano nasce da un’esperienza radiofonica durata alcuni anni e narra di coloro che non vedono un futuro per loro nell’Italia di oggi.

Sono più di 100.000 i ragazzi che ogni anno lasciano l’Italia per studiare e lavorare all’estero. Un esodo percepito solo in sordina, come sorda è la frustrazione delle nuove generazioni che vivono l’impossibilità di realizzare le proprie aspettative professionali nel proprio paese. Giovanni Veronesi nel corso della sua trasmissione radiofonica ha raccolto le sconfortanti testimonianze di molti di questi ragazzi e ne ha tratto ispirazione per realizzarne una versione cinematografica. Una storia che parla di amicizia, speranza, amore, difficoltà ed entusiasmi giovanili, affrontando un tema delicato e attuale.

Eppure nel corso del racconto qualcosa si perde, gli elementi si confondono e l’occasione sembra sciuparsi. Non è un paese per giovani è un film che promette una storia coinvolgente e attuale, ma si perde alla ricerca di un racconto che possa diventare poetico e originale andando dietro alla costruzione di relazioni dolci ma fragili e sogni ingenui.

La storia è quella di Sandro (Filippo Scicchitano) un ragazzo dall’animo gentile e riservato che coltiva il sogno di diventare scrittore, ma si accontenta di quello che la vita gli offre. Mentre attende che arrivi l’occasione giusta, la sua fidanzata coglie un’importante opportunità di lavoro negli USA e parte. Nel frattempo il ragazzo ha modo di conoscere meglio Luciano (Giovanni Anzaldo), un cameriere che lavora con lui nello stesso ristorante.

Tra il servizio ai tavoli e la cucina, i due giovani stringono un legame d’amicizia sempre più stretto al punto che Sandro comincia a condividere il sogno di Luciano: aprire un ristorante italiano a Cuba che offra ai clienti dell’isola il raro e prezioso servizio di Wi-Fi. Con l’aiuto del padre di Sandro, Cesare (Sergio Rubini) uomo del sud un po’ rude ma generoso e comprensivo, i due partono per l’Avana dove li aspetta Nora (Sara Serraiocco), una strana ragazza italiana naturalizzata cubana, che li ospita e li supporta nella realizzazione del loro sogno.

Sin dall’inizio colpisce la peculiarità della scelta di Sandro e Luciano. I due infatti non si orientano su una di quelle nazioni che maggiormente potrebbero offrire reali opportunità di crescita professionale, ma scelgono un paese esotico e suggestivo pieno di difficoltà anche più pesanti dell’Italia.

Forse perché spinti dalla più totale mancanza di speranza, Sandro e Luciano optano per un’impresa incerta e rischiosa, ma carica di fascino e si lasciano conquistare dalla prospettiva di un’esperienza insolita e apparentemente promettente. I due protagonisti rappresentano l’altra faccia dei giovani italiani che emigrano non tanto per cercare di raggiungere una posizione professionale in cui mettere a frutto le proprie capacità e competenze, ma piuttosto per un desiderio di evasione e fuga dalle responsabilità di una quotidianità percepita come dura e frustrante.

Dal momento in cui mettono piede sull’isola la storia sembra andare sempre più alla ricerca di questo elemento lirico e attraente. Gli eventi e i personaggi nel loro sviluppo prendono una piega scollegata dalla situazione iniziale e il racconto si trasforma nell’avventura, tutto sommato già vista, di due amici che intraprendono un’impresa folle e pericolosa. Un’avventura che, a detta dello stesso regista, potrebbe essere realizzata da qualunque personaggio di qualunque epoca a prescindere dall’attuale contesto storico-sociale.

Luciano e Nora in particolare sono vittime di un passato personale duro e irrisolto, che nel racconto resta sempre piuttosto oscuro, ma da cui non riescono a liberarsi nemmeno in un paese lontano come Cuba. Il peso delle ferite che si portano dentro li porta ad agire in modo istintivo, a volte persino autodistruttivo e senza un preciso scopo. L’unico che riesce in un certo senso a dare una svolta alla propria vita, crescere e maturare è Sandro, che, grazie forse al suo animo mite, di fronte al fallimento esistenziale dei due compagni d’avventura riprende in mano il corso degli eventi e, con un pizzico di fortuna e un po’ di aiuto da parte del padre, li volge in suo favore.

Autore: Vania Amitrano


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