IL REGNO DI WUBA

Titolo Originale: Zhuo yao ji
Paese: Cina/Hong Kong
Anno: 2015
Regia: Raman Hui
Sceneggiatura: Alan Yuen
Produzione: CHAMPION STAR PICTURES LTD.
Durata: 116
Interpreti: Bai Baihe, Jing Boran, Jiang Wu, Elaine Jin

Il giovane Tianyin è stato cresciuto dalla nonna nel ricordo del padre, famoso cacciatore di mostri scomparso tanti anni prima, ma è in realtà piuttosto vigliacco. Un giorno però, la regina dei mostri, che è incinta, in fuga dagli usurpatori che hanno ucciso suo marito, gli affida il suo piccolo, destinato a diventare il nuovo re della sua specie. Tianyin dovrà proteggerlo sia dai cacciatori di mostri che cercano di catturarlo, sia dai nemici. In questa avventura si trova accanto la giovane cacciatrice Xiaonan, che ha molto da dimostrare…. 

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Sono presenti alcuni interessanti spunti come: il richiamo alla possibilità di una solidarietà “interraziale” che vada oltre le apparenze, la necessità di proteggere i più deboli anche quando appaiono diversi da quello che ci aspettiamo, l’apertura all’altro e il rispetto della sua “diversità
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di violenza fumettistica, qualche scena di tensione.
Giudizio Tecnico 
 
A oggi uno dei maggiori incassi del mercato cinese, questo film che esibisce un mix molto particolare di action, fantasy e commedia

A oggi uno dei maggiori incassi del mercato cinese, questo film che esibisce un mix molto particolare di action, fantasy e commedia, è uno dei primi veri tentativi del cinema cinese di creare prodotti appetibili anche per il mercato internazionale (è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma del 2015), pur rimanendo fedeli alla propria cultura.

Il risultato è una storia che mescola i tradizionali elementi della saga fantasy (c’è un piccolo principe dei mostri da proteggere, una profezia da adempiere, un giovane eroe riluttante, una giovane guerriera che deve dare prova della sua abilità, che ricordano da un lato un classico come Willow, dall’altro i grandi archetipi alla Tolkien) con altri di comicità a volte lieve altre un po’ più greve, che fanno venire in mente certi personaggi delle tragedie shakespeariane e potrebbero qualche volta lasciare spiazzato lo spettatore occidentale.

Da un lato la coppia di mostri “sotto copertura”, tanto voraci (si farebbero volentieri un bocconcino del protagonista) quanto leali verso il loro piccolo sovrano, dall’altro una curiosa linea comica che rende per un tratto il nostro eroe il vero e proprio “portatore” del baby mostro con una serie di improbabili gag sulla gravidanza e le sue conseguenze.

Queste ultime enfatizzano l’inversione di ruoli tra il pavido ma sensibile Tianyin e la coraggiosa Xiaonan, che nasconde la sua parte femminile per non perdere la propria reputazione di guerriera. Sarà solo la convivenza tra i due, il reciproco innamoramento, e l’esperienza “genitoriale” pur riluttante nei confronti del piccolo Wuba a far recuperare ai due quello che di se stessi non avevano mai trovato o avevano voluto dimenticare.

Così, quando i due capiranno che Wuba rischia di finire nel piatto di qualche riccone, faranno di tutto per salvarlo e si conquisteranno altri improbabili alleati. Tra un combattimento volante in perfetto stile wuxia (quello de La tigre e il dragone, per intenderci) e qualche espediente molto più terra terra, i nostri porteranno a termine la missione.

Non mancano, nello scenario fantasy, elementi di riflessione quasi “politica” che alludono alla contemporaneità: il regno umano e quello dei mostri divisi per provata incapacità di convivenza che costringono i secondi a una vita di clandestinità anche quando si tratta di esseri innocui e amichevoli, il richiamo alla possibilità di una solidarietà “interraziale” che vada oltre le apparenze, la necessità di proteggere i più deboli anche quando appaiono diversi da quello che ci aspettiamo, l’apertura all’altro e il rispetto della sua “diversità” (anche quando questa si traduce in due teste e un appetito micidiale), sono tutti spunti interessanti che il film mette in scena con efficacia intermittente.

Il finale aperto allude alla possibilità di nuove mirabolanti avventure, ma anche come pellicola autonoma Il regno di Wuba resta un affascinante viaggio all’interno di una cultura narrativa insieme familiare e sorprendente che vale certo la pena di esplorare. 

Autore: Laura Cotta Ramosino


Share |