CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR

 
Titolo Originale: Captain America: Civil War
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Anthony Russo, Joe Russo
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Produzione: MARVEL ENTERTAINMENT, MARVEL STUDIOS
Durata: 147
Interpreti: Chris Evans, Robert Downey Jr, Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Paul Bettany, Jeremy Renner, Chadwick Boseman, Paul Rudd, Tom Holland, Martin Freeman, Daniel Brühl, William Hurt

Dopo che una loro missione si risolve nella perdita di vite di molti civili (tra cui alcuni abitanti di Wakanda), gli Avengers vengono messi di fronte alla necessità di un controllo da parte delle Nazioni Unite. I supereroi si dividono e la situazione si complica quando dal passato torna Bucky Barnes, l'antico amico di Steve Rogers che si è trasformato nel letale Soldato d'Inverno, accusato di nuove terribili azioni. Captain America e Tony Stark si troveranno così su fronti opposti mentre nuove e antiche lealtà saranno messe alla prova.

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Gli avenger si fronteggiano su fronti eticamente opposti: la legge vista come possibilità di un ordine che freni impulsi morali anche buoni, ma che possono non prevedere le conseguenze delle proprie azioni oppure rivendicare il primato della coscienza personale temendo di demandare a un’autorità superiore il giudizio ultimo sulle azioni commesse. La giustizia sta comunque alla base dell’agire di tutti i protagonisti.
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene di violenza nei limiti del genere
Giudizio Tecnico 
 
La sceneggiatura, che pure deve fare i conti con i molti fili da tirare e i personaggi da integrare nel gruppo, riesce a fare tesoro dei vari elementi che semina nel corso della trama, mantenendo ritmo e compattezza con un paio di notevoli colpi di scena non fini a se stessi e spazio abbastanza per un approfondimento psicologico non banale

L'ultimo capitolo delle avventure degli eroi Marvel mette in scena fin dal titolo l'ennesimo scontro tra bande di superumani (è stato preceduto da Batman vs Superman e sarà presto seguito da X Men Apocalypse) come pure il problema del controllo di chi oltre che salvare il mondo ha anche il potere di distruggerlo.

Pur non perdendo il mix di azione e umorismo che è diventato un marchio di fabbrica della Marvel, questo Captain America (che per il numero di personaggi presenti e i legami di trama avrebbe potuto tranquillamente essere il terzo capitolo degli Avengers), tenta un affondo tematico più serio allacciandosi all’attualità (e al problema delle perdite collaterali) e declinando su ognuno dei protagonisti il problema del senso di responsabilità per le proprie azioni e della colpa.

Anche se lo spunto è fantastico (e l’intrigo alle spalle ovviamente più complesso di quanto appaia all’inizio), la problematica messa in campo non è pretestuosa e la cosa migliore della pellicola è senz’altro la capacità di creare due fronti contrapposti ognuno dotato di proprie ragioni almeno in parte condivisibili.

Da un lato Tony Stark, propenso ad avvallare la richiesta di controllo dei Vendicatori, si richiama alla legge come possibilità di un ordine che freni impulsi morali anche buoni, ma che possono non prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Dall'altro Captain America che rivendica il primato della coscienza personale e teme che demandare a un’autorità superiore il giudizio ultimo sia solo un modo per placare i propri sensi di colpa. Da qualunque parte si stia siamo lontani dal pessimismo tendenzialmente nichilistico del cinecomic della DC dove serpeggia il sospetto che qualunque azione buona contenga inevitabilmente il germe del male successivo.

Anche la presenza di un supereroe adolescente nuovo di zecca (Spiderman, qui immaginato alle prime armi) e di un nuovo arrivo di peso (il principe di Wakanda, alias Black Panther) permettono di ribadire il desiderio di giustizia che sta comunque alla base dell’agire di tutti i protagonisti.

In tutto questo la figura di Bucky Burnes che, sotto il controllo mentale dell’Idra, si è reso responsabile di orrendi crimini (alcuni dei quali toccano i nostri molto da vicino) ripropone l’eterno dilemma tra l’oggettività della colpa commessa e la misura della responsabilità morale ad essa connessa.

In un film che evita comunque (e forse colpevolmente) di toccare la vera tragedia, non manca però il senso del lutto e della perdita con la morte di un personaggio fondamentale come Peggy Carter. È lei, l’antico amore di Steve Rogers, a lasciargli in eredità un motto che gli farà da bussola morale

“Accetta il compromesso quando puoi. Quando non puoi non farlo.”

La sceneggiatura, che pure deve fare i conti con i molti fili da tirare e i personaggi da integrare nel gruppo, riesce a fare tesoro dei vari elementi che semina nel corso della trama, mantenendo ritmo e compattezza con un paio di notevoli colpi di scena non fini a se stessi e spazio abbastanza per un approfondimento psicologico non banale. 

Autore: Laura Cotta Ramosino


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