UN AMORE SENZA FINE

Titolo Originale: Endless Love
Paese: USA
Anno: 2014
Regia: Shana Feste
Sceneggiatura: Joshua Safran Shana Feste
Produzione: BLUEGRASS FILMS, FAKE EMPIRE, UNIVERSAL PICTURES
Interpreti: Alex Pettyfer, Gabriella Wilde, Bruce Greenwood, Joely Richardson

David e Jade hanno frequentato la stessa high school e si sono ormai diplomati: lei per seguire le orme del padre, un famoso chirurgo, lui per lavorare nell’officina meccanica della sua famiglia. David è da sempre innamorato di lei ma Jade è molto riservata perché ancora non si è ripresa dopo la morte del fratello maggiore. Alla fine, David riesce a frequentarla ed è subito amore. Hugh, il padre di Jade, è contrario a questa relazione: ha per lei grandi ambizioni. Ingaggia un investigatore privato e in effetti scopre qualcosa di oscuro nel passato del ragazzo…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Una forte passione scoppia fra due giovani, tanto più intensa quanto ostacolata. Il film esalta l’amore-istinto più che l’amore visto come progetto di vita in comune.
Pubblico 
Pre-adolescenti
Qualche incontro amoroso
Giudizio Tecnico 
 
L’iniziativa di trasferire ai nostri giorni un romanzo d’amore ambientato alla fine degli anni ’70 non ha successo, mancando di credibilità. Poco convincenti gli attori tranne la figura del padre interpretato da Bruce Greenwood

Il  romanzo di Scott Spencer “Endless Love” del 1979 che ha venduto nei soli Stati Uniti 2 milioni di copie, era stato già adattato per lo schermo da Franco Zeffirelli del 1981. Giudicato male dalla critica, il film del regista italiano era a dire il vero, molto più aderente allo spirito originale del libro nel descrivere una passione adolescenziale (la protagonista aveva quindici anni) che si trasforma in ossessione, in un desiderio inappagato che porta i due amanti a smarrire il senso della vita e della realtà.

Questa nuova versione del 2014 rivisita sostanzialmente il testo, modificandone il significato di fondo.

David e Jade sono ora due diplomati diciassettenni, la storia è stata portata  ai nostri giorni e si è evitata ogni possibile deriva verso una ossessione travolgente: il conflitto non è più interno ma è solo esterno, fra due ragazzi che si amano e un padre che ha un atteggiamento possessivo nei confronti della figlia. In questo modo il racconto si avvicina molto di più al filone dei film iper-romantici (Ho cercato il tuo nome, The last song, Dear john) ispirati ai romanzi di Nicholas Sparks.

In effetti sono molti gli ingredienti in comune con i lavori di Sparks: una storia d’amore fra young adult, la presenza di una sventura che ha lasciato nei protagonisti una profonda ferita (per Jade la morte del fratello maggiore), una situazione che contrasta il loro amore (la disapprovazione del padre di Jade) ma anche la ferma decisione di aspirare a un unico amore: quello che dura tutta la vita.

“Voglio trovare l’amore vero. Quello per cui combatti, che metti sempre al primo posto. Una volta trovata la ragazza giusta non voglio altro” declama, con un po’ di retorica, David al padre di Jade.

Il racconto originale di Scott Spencer è stato quindi stravolto: una decisione che in sé non sarebbe grave ma occorre domandarsi se la nuova storia che è stata imbastita può ritenersi ancora sostenibile perché ci sono troppi elementi stranianti che mettono a repentaglio  la credibilità del racconto.

I due  protagonisti mostrano di avere più dei diciassette anni richiesti e quindi appare poco credibile ipotizzarli alla loro prima esperienza amorosa; Gabriella Wilde, che interpreta Jade, ha un passato di modella e quel suo modo di apparire sempre composta e ordinata le impedisce di immedesimarsi pienamente nella parte. Nel rapporto fra sceneggiatura e regia c’è un troppo di dichiarato rispetto al visto: Anne, la moglie di Hugh, il padre di Jade, continua a esprimergli  il suo amore (nonostante i contrasti) ma si tratta di un sentimento che non viene motivato. Jade dichiara di esser riconoscente nei confronti del padre per aver tenuto unita la famiglia nel momento critico della morte del fratello ma non percepiamo nessuna traccia di questa precedente intesa. Alla fine,  come spesso succede, è proprio il padre, il cattivo di turno, a risultare meglio tratteggiato nel suo difficile equilibrio fra impulsi di gelosia protettiva nei confronti della figlia e la necessità di dare ai suoi istinti una copertura razionale.

Vi è però qualcos’altro che determina in modo definitivo un allontanamento dello spettatore dalla storia narrata. Il racconto è stato spostato ai giorni nostri e il padre Hugh sembra non avere problemi nel consentire, durante un soggiorno nella  sua villa al mare, la convivenza di suo figlio con la fidanzata e di Jade con David. Fin dai primi incontri, David e Jade non trovano ostacoli nel loro amore anche fisico, mentre i protagonisti del romanzo originale vedevano la loro passione trasformarsi in ossessione anche per le loro difficoltà d incontrarsi. Ma la storia era ambientata alla fine degli anni ’70 mentre in questa versione del 2014 si ha la sgradevole percezione di una incoerenza  narrativa: in un contesto moderno e permissivo come quello descritto nel film è difficile rendere credibili i tentativi di Hugh di ostacolare l’amore fra due ragazzi  ormai maggiorenni . Dovremo aspettarci altri  tentativi senza fine di portare sullo schermo il romanzo di Scott Spencer?

Autore: Franco Olearo


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