Satira

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PPZ PRIDE + PREJUDICE + ZOMBIES

Inviato da Franco Olearo il Dom, 02/07/2016 - 19:02
Titolo Originale: Pride and Prejudice and Zombies
Paese: USA
Anno: 2016
Regia: Burr Steers
Sceneggiatura: Burr Steers dal romanzo di Seth Grahame-Smith
Produzione: DARKO ENTERTAINMENT, HANDSOMECHARLIE FILMS, CROSS CREEK PICTURES
Durata: 107
Interpreti: con Lily James, Sam Riley, Jack Houston, Douglas Booth, Bella Heathcote, Charles Dance, Lena Headey, Matt Smith

Nell'Inghilterra infestata da orde di non morti, le cinque sorelle Bennet sono alla ricerca di un marito ma sono state addestrate dal padre alla guerra. Poi nel loro piccolo villaggio giunge il ricco signor Bingley accompagnato dal tenebroso colonnello Darcy, che oltre ad avere una rendita di diecimila sterline, è anche un formidabile cacciatore di zombie. Non ci vuole molto perché tra lui ed Elizabeth Bennet scocchino scintille...

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film mostra una strana, poco ortodossa, versione del sacrificio eucaristico. In ogni modo, il contesto è talmente sopra le righe che è difficile prendere sul serio anche questa involontaria parodia
Pubblico 
Adolescenti
scene horror e di combattimento anche violente
Giudizio Artistico 
 
Il film è un frullato alquanto discutibile di elementi poco compatibili e non tenta nemmeno qualche affondo di critica sociale, che è vocazione naturale dello zombie movie. I personaggi mancano di profondità.
Testo Breve:

Uno zombie-movie fa la parodia al classico Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen ma mette la definitiva pietra tombale su un esperimento di fusion cinematografica da non ripetere

In questo atipico divertissement ispirato ad Orgoglio e pregiudizio, tra le verità universalmente conosciute da una ragazza da marito dell'Inghilterra del XVIII secolo, oltre che quella famosa riguardante gli scapoli benestanti, ce ne sono un bel po' che riguardano individui molto meno raccomandabili.

Replicando il mix che qualche anno fa aveva accostato Abramo Lincoln ai Vampiri (La leggenda del cacciatore di vampiri, tratto da un bestseller dello stesso autore Seth Graham-Smith), mettendo il presidente abolizionista a decapitare succhiasangue con l'accetta, qui ritroviamo Elizabeth Bennet non solo a combattere la rigida etichetta dell'epoca, ma anche a difendersi a colpi di arti marziali cinesi dagli zombie affamati che hanno invaso l'Inghilterra. Il presupposto è talmente assurdo da suonare originale e almeno nella prima parte non si può fare a meno di apprezzare l'impegno con cui gli autori hanno cercato di incastrare i punti principali di un plot romantico che milioni di donne sanno a memoria (e non solo per aver letto il romanzo, ma anche per la visione di diversi adattamenti di successo, cui non si manca di fare l'occhiolino, come nell'immancabile bagno in camicia di Mr. Darcy) con lotte all'ultimo sangue a colpi di spada, cazzotti e pistole, mentre ci si domanda quale dei personaggi noti finirà per trasformarsi in un non morto.

Il gioco funziona fino ad un certo punto, anche perché se il vampirismo era una metafora un po' esotica ma calzante della schiavitù contro cui Lincoln si era effettivamente battuto, qui gli zombie finiscono per essere un diversivo un po' ripetitivo e senza un significato né una mitologia. Se non si considerano tali gli accenni un po' confusi alla distinzione tra aristocrazia e popolino (che pare riprodursi anche tra i non morti), il film non tenta nemmeno qualche affondo di critica sociale, che è vocazione naturale dello zombie movie.

Se secondo alcuni Orgoglio e pregiudizio era un romanzo in cui sostanzialmente un uomo cambiava i suoi modi e una giovane donna le sue opinioni, qui Elizabeth e Darcy tra una schermaglia e l'altra  hanno tempo di salvare l'Inghilterra da un confuso piano apocalittico in cui, guarda caso, ci mette lo zampino pure il solito cinico Wickham, che stavolta non si limita a sedurre giovani fanciulle per mettere le mani sulla loro dote.

Il tutto riesce a coinvolgerci fino a un certo punto e se può anche essere divertente sentire pronunciare la famosa dichiarazione di Darcy mentre lui e la sua amata mettono alla prova le rispettive abilità guerriere a colpi di attizzatoio e tagliacarte, la mancanza di profondità dei personaggi (il cast, se si escludono i due protagonisti e un paio di personaggi azzeccatissimi, è più giovane e carino che memorabile) e la fretta con cui la trama procede soprattutto nella seconda parte finiscono per trasformare il tutto in un frullato alquanto discutibile di elementi poco compatibili.

In una trama che mescola di tutto, dalla letteratura ottocentesca al grand guignol c’è spazio anche per riferimenti all’Apocalisse e ai quattro cavalieri che la annunciano, nonché a un confuso plot che coinvolge un gruppo di zombie che per cercare di resistere alla fame di carne umana si impegna in quella che potrebbe apparire una strana poco ortodossa versione del sacrificio eucaristico. In ogni modo, il contesto è talmente sopra le righe che è difficile prendere sul serio anche questa involontaria parodia.

La spudoratezza, per non dire l'hybris di un finale aperto (non si capisce se per incapacità di tirare tutte le fila del racconto in tempo utile o per la speranza di un secondo episodio), mette la definitiva pietra tombale su un esperimento di fusion cinematografica da non ripetere. Ma con i non morti non si sa mai, tornano sempre quando meno te lo aspetti. 

Autore: Laura Cotta Ramosino
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione


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Thank you for smoking

Inviato da Franco Olearo il Ven, 11/05/2010 - 12:45
Titolo Originale: Thank you for smoking
Paese: Usa
Anno: 2005
Regia: Jason Reitman
Sceneggiatura: Jason Reitman
Produzione: Room 9 Entertainment, Tyfs Productions Lcc
Durata: 92'
Interpreti: Aaron Eckhart, Maria Bello, Cameron Bright, Katie Holmes, Robert Duvall, David Koechner, Wiliam H. Macy

Nick Naylor (Aaron Eckhart) è un giovane simpatico, di bella presenza, lingua sciolta: ha tutte le doti che si addicono a chi fa il mestiere di lobbysta per la Big Tobacco, l'associazione dei produttori di sigarette. Grazie alla sua capacità di manipolare le persone (con la dialettica o più direttamente con la corruzione) riesce a fronteggiare e riuscire vittorioso sia nei talk show televisivi che nei dibattiti davanti a commissioni parlamentari. Non tutto fila liscio nella sua vita: è divorziato e si deve conquistare la simpatia di suo figlio che non apprezza il suo lavoro

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L'autore sviluppa una satira intelligente su di un mondo dove qualsiasi informazione può venir manipolata a discapito della verità ma si astiene da prendere posizione
Pubblico 
Adolescenti
Per la maturità necessaria per cogliere lo spirito satirico. Per una scena di rapido incontro sessuale visto da lontano
Giudizio Artistico 
 
Sceneggiatura brillante, ritmo sostenuto, buona interpretazione dei protagonisti
Testo Breve:

Una satira intelligente sul mondo dei lobbisti, dove anche la peggior causa può venir difesa 

"Io mi guadagno da vivere rappresentando una organizzazione che uccide 1200 esseri umani al giorno, l'equivalente di due Junbo jet pieni di uomini, di donne e di bambini; praticamente c'è Attila, Gengis Kan e.. io". Così si auto-presenta con tranquilla disinvoltura Nick Taylor, il protagonista della storia.

Thank you for smoking è un film intelligente e ben fatto, che invita a riflettere. La sceneggiatura è brillante; pur adottando la forma di una satira allegra e disinvolta non nasconde la serietà del tema trattato: la verità è morta e nessuno più la cerca. In un mondo dominato da potenti sistemi di informazione di massa, qualsiasi tesi, anche la più aberrante può venir sostenuta se si dispone di bella presenza, capacità dialettica e .. molti soldi (anche se si parla di promuovere il consumo sigarette, non si può non percepire un sinistro riferimento ai persuasori occulti che preparano le campagne elettorali negli Stati Uniti).

La Big Tobacco, per cui lavora Nick, dispone infatti di uno stuolo di avvocati in grado di difenderla nelle cause più disperate e da ricercatori "disposti a negare anche la legge di gravità", pagati apposta   per dichiarare che dopo trent'anni di studio non sono ancora riusciti a trovare una correlazione fra la nicotina e il cancro ai polmoni. 

Il film segue questo eroe negativo in una sua "normale" settimana di lavoro fra talk show e audizioni parlamentari, sempre pronto a cavarsela non certo dichiarando di aver ragione, ma dimostrando che gli altri hanno torto o hanno interessi di parte. Vola anche a Hollywood per finanziare un film dove si vedranno Catherine Zeta Jones e Brad Pitt che dopo un'incontro amoroso si concedono una fumatina rilassante. La serata si conclude al bar con i suoi due migliori amici: guarda caso sono Polly (Maria Bello), portavoce di un gruppo dell’industria di alcolici e Bobby Jay (David Koechner), di una lobby dell’industria delle armi. Insieme, i tre formano il gruppo dei cosiddetti  Mercanti di Morte.

Come fa Nick a sentirsi a suo agio in questa professione, senza percepire alcuna crisi di coscienza? Ce lo spiega nei colloqui con suo il figlio, incuriosito dallo "strano" mestiere del padre. Prerequisito essenziale è "una moralità flessibile che manca alla maggior parte delle persone"; poi scetticismo per ciò che riguarda la  conoscenza della verità: "anche se il governo americano fosse il migliore del mondo, non potresti dimostrarlo" dice Nick al figlio impegnato in un tema scolastico. E' molto utile inoltre  un uso strumentale della dialettica: "questo è il bello della discussione: se argomenti in modo giusto non hai mai torto".

Da ultimo, quando non si può sfuggire di fronte a una scelta etica, interviene a salvarlo una ragione di necessità: "ho un mutuo da pagare".

Nick riesce perfino a volgere in positivo la sua posizione di fronte a suo figlio, invocando un principio assoluto di libertà di scelta :"se al tuo interlocutore piace la vaniglia e a te il cioccolato, puoi sempre puntare più in alto: avere la libertà di scegliere". Inoltre  anche ai delinquenti peggiori non viene negato un avvocato d'ufficio, in nome al diritto inalienabile alla difesa. (qui il padre trascura un importante particolare: accusa e difesa dibattono per arrivare a scoprire la verità, non per manipolarla o nasconderla). Infine la terza regola: ognuno nasce con dei talenti che vanno sfruttati (altra distorsione: Nick usa la sua capacità dialettica per manipolare le persone secondo ciò che gli è conveniente, senza rispettarli).

Qual'è l'atteggiamento del regista-sceneggiatore nei confronti della storia? E' questo un aspetto alquanto controverso e chi andrà a vedere il film potrà avere facilmente opinioni contrastanti: Jason Retiman alla sua prima opera (figlio del regista Ivan Reitman) si mantiene abilmente in bilico fra le due posizioni (qualcosa di simile era successo al film Il segreto di Vera Drake sul tema dell'aborto): non viene nascosto il cinismo del protagonista ma al contempo è sempre troppo simpatico per venir odiato, anche perché i suoi avversari sono a loro volta personaggi meschini. Il finale sembra portare Nick a una qualche di presa di coscienza  ma in realtà  finisce per perdere il pelo ma non il vizio. Certamente scrivere una sceneggiatura edificante che "fa la morale" è oggi considerato banale  e poco brillante.
In fondo anche il nostro autore ha ..."un mutuo da pagare".

Autore: Franco Olearo
In Televisione
In televisione: Non è presente in televisione
Canale: STUDIO UNIVERSAL
Data Trasmissione: Martedì, 10. Gennaio 2012 - 21:15


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