GOOD BYE, LENIN (F. Olearo)

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Titolo Originale: GOOD BYE, LENIN (F. Olearo)
Paese: Germania
Anno: 2003
Regia: Wolfgang Becker
Sceneggiatura: Wolfgang Becker, Bernd Lichtenberg
Interpreti: niel Bruhl (Alexander), Katrin Sass (la madre)

Come fare a dire alla propria madre, attivista socialista, ripresasi da poco da un coma, che il muro di Berlino é caduto  e che tutto quello in cui ha creduto si è dissolto senza alcun rimpianto?

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Un ragazzo si impegna con amore e tenacia a tender serena la vita di sua madre gravemente ammalata
Pubblico 
Adolescenti
Per accenni a rapporti prematrimoniali, uso di "spinelli"
Giudizio Artistico 
 
Per accenni a rapporti prematrimoniali, uso di "spinelli"

Berlino,  zona della Germania dell'Est, anni '80.  Alex, è un bambino che cresce serenamente con una grande  passione per missili ed il mito delle imprese degli astronauti sovietici. Ora, nel 1989, è un giovane che cerca di trovare la sua strada (e la sua ragazza)  ed intanto  aiuta, con il  suo  mestiere di elettrotecnico,  la  famiglia costituita da una sorella che ha  un bambino senza padre e da sua madre convinta assertrice dell'ideologia comunista, molto impegnata   nel miglioramento della vita sotto il regime socialista .Proprio in quei giorni  la DDR si appresta a festeggiare i suoi primi (ed ultimi) quarant'anni e mentre  agitazioni libertarie  infiammano le piazze,  la mamma, malata di cuore, entra  in coma.
Si risveglia dopo otto mesi, in uno stato di salute precaria. Alex sa che non deve arrecarle nessuna forte emozione e deve pertanto nascondergli quello che in otto mesi è successo: la caduta del muro e la rapida occidentalizzazione di tutta la Germania dell'Est.

Inizia un impegno febbrile di Alex per ricostruire intorno alla mamma un mondo che è scomparso troppo rapidamente: telegiornali trasmessi  in realtà tramite  una videocassetta, scatole di cetrioli che ora non si trovano più, bambini della scuola che vengono a cantare inni socialisti già dimenticati , un continuo togliersi i  blu jeans ed indossare gli austeri abiti socialisti ogni volta che si entra nella sua camera..

Good bye Lenin, con i suoi 5 milioni di spettatori,è il film più visto della storia tedesca. Il motivo è facile da comprendere: la voglia di ricordare quella riunificazione tanto desiderata,  raccontata senza l'austerità del documentario ma con la leggerezza di una  trovata originale. Il film non è propriamente comico ma agrodolce, perché attenua ma non nasconde il trauma della popolazione dell'Est, i cui valori si sono disgregati nel giro di pochi mesi; il professore universitario prima così importante, ora rintanato tra i suoi libri e sempre ubriaco; l'arroganza degli impiegati delle banche occidentali che dichiarano  inutili i  risparmi in moneta socialista; l'invasione di prodotti importati, i Mac Donald, la Coca Cola, le videocassette pornografiche. Se tutto è caduto perché era giusto che cadesse, se si ritrova presto uno spirito unitario tedesco grazie ai primi campionati di calcio vinti dalla squadra unificata, resta l'amarezza di sogni, di speranze coltivati per tanti anni e poi svaniti. E se Alex lancia per l'ultima volta in aria il suo missile giocattolo, la mamma muore sognando un socialismo umanitario ed idealizzato che forse non è mai esistito.
Il film è molto gradevole  grazie ad una  sceneggiatura che calibra bene la potenzialità della trovata iniziale, anche se la piatta regia non gli conferisce la giusta brillantezza.

   Franco Olearo

Autore: Franco Olearo


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