PERSEPOLIS

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Titolo Originale: PERSEPOLIS
Paese: Francia
Anno: 2007
Regia: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Sceneggiatura: Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud, tratta dall'omonica graphic novel di Marjane Satrapi
Durata: 95'

eheran, 1978. Marjane ha nove anni; la sua famiglia benestante coltiva uno spirito laico che la bambina, vivace e piena di interessi non tarda ad assimilare; quando, dopo la caduta dello Scià, viene proclamata la Repubblica Islamica, i genitori decidono di farla studiare in Austria. Divenuta adolescente e dopo un amore fallito, Marjane ritorna in Iran, iscrivendosi all'università e subendo, come tutti i suoi concittadini, il fanatismo  di uno stato teocratico che pretende di regolare anche i comportamenti privati. Sposata a 21 anni e divorziata dopo appena qualche anno,  Marjane, con il consenso dei genitori che vogliono vederla diventare una donna libera ed emancipata, torna a vivere in Europa, questa volta definitivamente

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Lucida denuncia dell'attuale regime teocratico iraniano ma l'autrice sembra contrapporre all'oppressione del suo paese una voglia di indipendenza molto personale e fine a se stessa
Pubblico 
Adolescenti
Alcuni festini dove si fa uso di spinelli. Dialoghi con allusioni sessuali
Giudizio Artistico 
 
L'autrice riesce brillantemente a sintetizzare, nei 95 minuti del film, la complessa storia del suo paese, il suo passaggio dall'adolescenza alla maturità e ci restituisce alcuni vividi ritratti familiari

La prima parte del film, quella dell'infanzia di Marjane, è la più bella. Con i tratti stilizzati che caratterizzano anche la graphic novel da cui è tratto il film, la piccola Marjane appare vivace, curiosa di tutto: l'autrice riesce a raccontarci in rapidi quadri la sua infanzia serena, l'affetto ricevuto dai genitori, il bel rapporto con la nonna che tanta importanza avrà nella sua vita e i racconti dello zio Amos accanto al suo letto prima di addormentarsi. La sua famiglia vanta infatti nobili origini in quanto discendente dei  Qajar, l'ultima dinastia regnante in Persia fino al 1925, anno nel quale il generale Reza Khan prese il potere con l'aiuto degli inglesi per dare inizio alla dinastia Pahlavi e a un regine di tendenze laiche filo-occidentali (simbolicamente anche il nome del paese venne cambiato nel pre-islamico Iran). Particolare impressione suscita in lei  il racconto dell'esperienza dello zio:  dissidente dello Scià da posizioni marxiste, aveva passato otto anni in prigione. Caduto lo Scià, rimasta sconfitta la corrente marxista e prevalsa ormai la rivoluzione islamica, l'inizio della guerra Iran-Irak che durerà ben 8 anni  costituirà un lungo periodo di sofferenze e sacrifici per tutta la nazione ma anche un consolidamento del regime teocratico. E' a questo punto che i genitori decidono di mandare Marjane in Austria, a soli 14 anni.

.E'  notevole il modo con cui l'autrice e Vincent Paronnaud, autore underground di corti di animazione, hanno saputo sintetizzare e trovare la chiave stilistica più idonea per una storia così complessa. E' proprio la semplicità del disegno in bianco e nero e la stilizzazione dei volti (l'autrice si dice essersi ispirata al Neorealismo italiano e all' espressionismo tedesco) che permettono allo spettatore di seguire con facilità i più piani paralleli su cui si sviluppa la storia. Il racconto biografico appare  onesto e sincero (l'autrice non nasconde certe sue debolezze) e ciò rende l'opera ancor più  realista e degna del massimo rispetto.   

Sullo sfondo si muove la grande storia, quella del suo paese, delle folle che invadono le piazze e abbattono le statue dello Scià andato in esilio; la guerra degli otto anni con l'Irak, che costò un milione di vittime, bambini di 14 anni mandati a morire al fronte in cambio della chiave per il paradiso (di plastica placcata oro), i prigionieri politici trucidati in massa, le case abbattute dai missili lanciati su Teheran. Ma anche la vita di tutti i giorni,   le difficoltà per una donna di vivere in un paese dove in qualunque momento si può essere fermati per strada dai guardiani della rivoluzione per un chador fuori posto o arrestati perché sorpresi mano nella mano con il fidanzato, ma anche la voglia di fare gli occidentali organizzando festini clandestini a base di musica americana e vino preparato in casa. 

In primo piano la storia di una ragazzina che si trova da un giorno all'altro, lontano dai suoi, con un corpo sviluppato di donna, incerta e confusa se essere orgogliosa della sua identità e delle tradizioni del suo paese o lasciarsi occidentalizzare a suon di Bee Gees, Iron Maiden, festini con spinelli e le prime esperienze sessuali. Si tratta di un impegno troppo forte per lei, che finisce per perdersi e dopo un'esperienza amorosa tristemente fallita, decide  di  ritornare in Iran. Ormai donna, sembra aver trovato il suo equilibrio: si iscrive all'università artistica e anche se deve necessariamente sottostare alle  rigide regole che le vengono imposte, sa anche, con abilità, rispondere a tono alle prepotenze delle autorità (purtroppo il film trascura un episodio presente invece nella graphici novel: un mullah, giusto e non fanatico, riconosce in lei una persona sincera e le affida  l'incarico di disegnare  l'uniforme universitaria femminile; si tratta di un episodio che rende meno stereotipata la distinzione fra buoni e cattivi, organizzata quasi ad uso di noi occidentali). Incontra infine un ragazzo di cui si innamora ed é per loro naturale sposarsi (lei ha solo 21 anni):è  l'unico modo per mostrarsi assieme pubblicamente.   Per l'irrequieta Marjane anche questa esperienza ha un termine e non le resta che abbandonare ancora una volta il  suo paese. Le immagini che iniziano e poi chiudono il film (le uniche a colori) la ritraggono tutta sola all'aeroporto di Orly, in una grigia giornata di pioggia, mentre prende il taxi per iniziare la sua nuova vita.

..Su un terzo piano infine, ma di non minore importanza, èl'evoluzione del pensiero dell'autrice. Da piccola sembra appoggiarsi a una religiosità semplice (si immagina un dio austero con la barba bianca che le da saggi consigli) ma che poi abbandona dopo la tragica morte dello zio, incapace di trovarne una ragione. In Austria assorbe il nichilismo dei suoi compagni di scuola.  "La vita è il nulla: quando l'uomo prende coscienza di questo vuoto, non può più vivere" recita un suo compagno che si atteggia a intellettuale ma lei stessa percepisce la pesante contraddizione con gli ideali portati avanti da suo zio, che con la sua vita coerente aveva subito la prigione e poi la morte. Infine il ripiegamento nel proprio privato improntato, coerentemente con la formazione ricevuta in famiglia, a un atteggiamento laico e indipendente. Significativa è la risposta ricevuta dalla nonna, quando lei le confida di non amare più suo marito: "tutte queste lacrime per una storia di divorzio: il primo matrimonio è un abbozzo per il secondo: sarai più appagata la prossima volta". In una sequenza presente nel fumetto ma eliminata nel film, lo stesso padre, giudicando che l'unico modo che hanno i due giovani per conoscersi è la convivenza, impossibile nel loro paese, suggerisce alla figlia di sposarsi salvo divorziare appena l'amore fosse finito.

Difficile giudicare la Marjane del racconto e anche quella reale: sarebbe stato meglio per lei restare con il suo popolo e combattere a fianco a loro, costruendo una contestazione dall'interno? La percezione globale che si ha del film è quella di una donna che pur con ottimi esempi appresi in famiglia di impegno civile e sociale, abbia  cercato sopratutto di risolvere un suo problema personale. Alla fine le sue decisioni appaiono il frutto di  una pervicace educazione ricevuta dai suoi familiari, desiderosi di fare di lei  una donna emancipata.  "L'Iran non fa per te. Ti proibisco di tornare": le dice la madre all'aeroporto. Va però notato che solo uscendo dal suo paese e vivendo a Parigi Marjane  ha potuto realizzare un film che pur raccontando una storia personale, appare una dura critica al regime islamico.
Vorrei su questo punto aggiungere, come giudizio personalissimo, che il film appare mostrare un Iran visto in un'ottica che possa risultare gradito a  un pubblico occidentale, di cui ormai l'autrice si sente parte; se l'Iran e la sua civiltà millenaria fosse stata realmente vista dall'interno, da un'iraniana rimasta tale, ne avremmo avuto una rappresentazione diversa.

Un'ultima annotazione, che dimostra la sensibilità artistica di Marjane Satrapi: gli americani volevano fare della sua biografia un film blockbuster, con attori in carne ed ossa, interpretato da Brad Pitt e Jennifer Lopez: c'è da farsi venire i brividi a pensare quel che sarebbe venuto fuori , se Marjane non fosse stata ferma nel suo rifiuto.

Autore: Franco Olearo


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