PIUMA

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Titolo Originale: Piuma
Paese: ITALIA
Anno: 2016
Regia: Roan Johnson
Sceneggiatura: Roan Johnson, Ottavia Madeddu, Carlotta Massimi, Davide Lantieri
Produzione: Carlo Degli Esposti, Nora Barbieri, Nicola Serra
Durata: 98
Interpreti: Luigi Fedele, Blu Yoshimi, Michela Cescon, Sergio Pierattini, Brando Pacitto, Clara Alonso

Cate e Ferro sono due diciottenni che si stanno preparando ad affrontare l’esame di maturità, ma la vita li mette di fronte ad una prova ancora più grande: l’inatteso arrivo di un bambino. Attraverso varie vicissitudini, spesso anche comiche, i due giovani insieme alle loro rispettive famiglie avranno nove mesi di tempo per prepararsi, in un modo o nell’altro, all’evento.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
L’ottimismo, la dolcezza e il fiducioso entusiasmo verso la vita con cui i due ragazzi scelgono di tenere il bambino è esemplare. Tuttavia la grottesca caratterizzazione con cui viene rappresentata la controparte adulta più razionale dei personaggi finisce con lo sminuire anche la portata dell’importanza della scelta operata dai due ragazzi
Pubblico 
Adolescenti
Qualche esplicito riferimento al sesso e all’uso di droghe
Giudizio Artistico 
 
Piuma è una commedia leggera, semplice e divertente con un gradevole ritmo narrativo, interpretata in modo brillante soprattutto dai due giovani protagonisti

Una piuma e una paperella, sono le immagini che caratterizzano questo film di Roan Johnson, ma perché? La spiegazione non è proprio delle più immediate ma ha una sua simpatica poesia in chiave tutta positiva. Ciò che caratterizza infatti Piuma è una visone profondamente ottimista della vita, una visione, appunto, leggera come una piuma e fluttuante come una paperella.

Ferro e Cate sono due adolescenti come tanti che si preparano all’esame di maturità al termine del quale hanno programmato una favolosa vacanza all’estero con gli amici. Ma i loro piani improvvisamente vengono sconvolti a causa di un evento inatteso: Cate aspetta un bambino. Di qui cominciano a manifestarsi le varie reazioni di tutti i protagonisti della storia. Ferro accoglie la notizia con spirito ed entusiasmo e nonostante la sua giovane età trova la forza di sostenere e accompagnare Cate nella scelta di tenere il bambino, ma il resto del mondo intorno a loro, soprattutto i genitori dei due ragazzi non riescono subito a prendere la notizia con lo stesso ottimismo.

In Piuma colpisce soprattutto la spensierata leggerezza con cui i due protagonisti, Ferro in modo particolare, affrontano la vita e le difficoltà che questa gli pone. Di fronte ad una scelta difficile i ragazzi sembrano non avere dubbi e riescono a trovare l’uno nell’altra la forza e la determinazione per affrontare gli ostacoli e le prime rinunce anche quando queste si fanno via via sempre più grandi. Di contro ci sono gli adulti che già conoscono le fatiche e i sacrifici richiesti dalla vita. Le loro paure verso il futuro dei ragazzi sono certamente motivate dall’affetto e da valide considerazioni di carattere pratico. La storia di questo film, con le due immagini della piuma che si libra leggera nell’aria al di sopra di tutto e della paperella che solca gli oceani senza affondare, induce proprio ad una riflessione sulla necessità di riuscire a dosare con equilibrio questi due aspetti: da un lato quello più ottimista e fiducioso, dall’altro quello più razionale e prudente.  

Nonostante le buone intenzioni però Piuma resta pur sempre una commedia ed è chiaro che Roan Johnson, regista e sceneggiatore, non sembra essersi voluto lasciare sfuggire l’occasione di sfruttare al meglio anche i possibili risvolti più grotteschi e comici della vicenda. Le due famiglie dei ragazzi infatti nel corso dello sviluppo della storia si trasformano sempre più in un allegro circo, sicuramente spassoso, ma purtroppo poco credibile. La storia indugia a tal punto sulla comicità indotta dal mondo degli adulti da sfiorare il ridicolo. La teatralità farsesca di questa parte della storia finisce col far sembrare i ragazzi assai più maturi e coscienziosi dei loro genitori e spezza quell’interno equilibrio iniziale.

Sul finale Piuma però si riscatta. Al giorno d’oggi sembra che il tempo per prepararsi all’arrivo di un bambino nella propria vita non basti mai e che il momento per avere un figlio non sia mai quello giusto; per i protagonisti di questo film invece i nove mesi di gestazione diventano più che sufficienti per affrontare un’avventura a cui non si sarà mai abbastanza preparati. Perché forse ha ragione Ferro: non ha senso preoccuparsi oggi di tutti i possibili problemi di domani, è sufficiente vivere e occuparsi di quanto accade momento per momento.

Autore: Vania Amitrano


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