MACBETH

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Titolo Originale: Macbeth
Paese: Francia, Gran Bretagna
Anno: 2015
Regia: Justin Kurzel
Sceneggiatura: Jacob Kostoff, Todd Louiso, Michael Lesslie dalla tragedia di Sjhakespeare
Produzione: SEE-SAW FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON DMC FILM
Durata: 133
Interpreti: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Paddy Considine, David Thewlis, Jack Reynor

Macbeth, signore di Glamis, spinto dall’oscura profezia di alcune streghe e incoraggiato dalla consorte, uccide il suo sovrano Duncan e diventa re di Scozia. Per gli ambiziosi coniugi sarà l’inizio di un progressivo precipitare nella follia in una impossibile lotta contro il destino…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Espressione di un desiderio che piegato dalla disperazione diventa sete di potere che non può essere placata, il film esprime pietas nei confronti dei suoi protagonisti e dei loro terribili errori
Pubblico 
Maggiorenni
Scene di violenza anche impressionante
Giudizio Artistico 
 
Grazie alle interpretazioni straordinarie di Michael Fassbender e Marion Cotillard nei panni nel protagonista e della sua consorte, il film resta un oggetto di ammirevole fattura, poetico e suggestivo, con punte di grande intensità ma con un andamento a volte spossante, che lascia lo spettatore con un senso di parziale incompiutezza

Passato in concorso al Festival di Cannes 2015, quest’ultimo adattamento della tragedia “maledetta” shakespeariana (già oggetto di numerose trasposizioni tra cui quelle famose di Kurosawa, Welles e Polanski) si avvale delle interpretazioni straordinarie di Michael Fassbender e Marion Cotillard nei panni nel protagonista e della sua consorte; i due regalano ai protagonisti, oltre alla ferocia e alla follia che c’è da aspettarsi da loro, improvvisi lampi di tenerezza laddove esplora il vuoto che dà origine alla rovinosa ambizione della coppia.

È in questo interrogarsi sul nascere dell’ambizione e del desiderio di trascendere l’umano il tratto più originale e interessante di una messa in scena per molti versi molto filologica (il mondo di Macbeth è quello di un medioevo profondo e primitivo, che unisce vestigia dell’antichità cristiana e costumi pagani, fatto di paesaggi desolati e manieri che sono poco più che capanne) che pure si concede alcuni significativi tagli e deviazioni.

Il Macbeth di Fassbender è un uomo segnato dalla violenza della guerra, un reduce tormentato dai fantasmi dei morti (tanto che quello più celebre, Banquo, non è che la punta dell’iceberg di un malessere più diffuso), dalla mancanza di discendenza, da un futuro che ostinatamente rifiuta di svelarsi se non per enigmi e che per questo diventa imprescindibile determinare.  La sua lady è una donna insieme spietata come un coltello e fragile nel suo disperato desiderio/rifiuto della maternità, il cui precipitare nella follia ancor più che dalla visione del morto Duncan è provocata dalla morte atroce di Lady Macduff e dei suoi figli (che con una licenza poetica avviene sotto i suoi occhi su un rogo).

Sono loro gli elementi più interessanti di una storia che qua e là poi si perde in una compiaciuta iterazione dei suoi motivi più poetici e che su altri personaggi procede per ellissi talora privandoli di autonomia e interesse. Resta così solo tratteggiato a metà il re Duncan vittima di Macbeth, ma anche il suo erede Malcom, uomo senza qualità e senza colpe, e Macduff, l’uomo del destino che piega con la sua esistenza la profezia bugiarda delle streghe che lo ha privato della famiglia.

Macbeth resta la tragedia dell’ambizione frustrata e compiuta, ma anche dell’interrogarsi su destino e libero arbitrio, su ciò che significhi essere umani e ambire a un oltre irraggiungibile, sul desiderio che piegato dalla disperazione diventa sete di potere che non può essere placata.

Il film di Kurzel resta un oggetto di ammirevole fattura, poetico e suggestivo, con punte di grande intensità ma con un andamento a volte spossante, che lascia lo spettatore con un senso di parziale incompiutezza solo in parte controbilanciata da quello di pietas nei confronti dei suoi protagonisti e dei loro terribili errori

Autore: Laura Cotta Ramosino


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