LA MOSSA DEL PINGUINO

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Titolo Originale: La mossa del pinguino
Paese: ITALIA
Anno: 2014
Regia: Claudio Amendola
Sceneggiatura: Michele Alberigo, Giulio Di Martino, Edoardo Leo, Claudio Amendola
Produzione: DAP ITALY-DE ANGELIS GROUP
Durata: 94
Interpreti: Edoardo Leo, Ricky Memphis, Ennio Fantastichini, Antonello Fassari,Francesca Inaudi

Roma, 2005. Bruno e Salvatore lavorano come addetti alle pulizie in un museo di arte moderna. Durante una pausa, guardando in tv un servizio sulla fortuna crescente del curling – sport invernale che per la prima volta sarà inserito nel programma delle Olimpiadi invernali di Torino 2006 –, al primo dei due viene l’idea di creare una squadra e partecipare alle selezioni per entrare nella nazionale olimpica. L’idea sembra da subito folle ma l’entusiasmo di Bruno, un uomo tanto vulcanico quanto inconcludente, riesce a travolgere anche Salvatore, l’amico di sempre che non riesce a dire di no. Visto in tv, il curling sembra facile da praticare, non così complicato per chi passa tutte le sere a lucidare a specchio i pavimenti di un grande edificio. Sia pur con qualche fatica, i due trascinano nella folle avventura un carabiniere in pensione campione di bocce e uno strozzino caduto in disgrazia, che vive di glorie passate facendo lo spaccone al tavolo del biliardo. Per tutti e quattro, si tratta di provare a vincere qualcosa per la prima volta. Forse non andranno lontano nell’impresa ma faranno qualche passo importante nella vita.

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
In questo film si parla di unità familiare, dignità del singolo e sincerità con se stessi: per ognuno dei componenti del quartetto, inseguire il sogno delle Olimpiadi è solo lo strumento per dare una virata a una vita che ha perso direzione e orizzonte: non un riscatto sociale ma un riscatto morale
Pubblico 
Adolescenti
Cenni di turpiloquio, una scena di nudo vista in televisione dal duo dei protagonisti.
Giudizio Artistico 
 
La struttura narrativa, di una certa robustezza, guarda più ai modelli americani che a quelli italiani e la simpatia premia, insieme allo spirito e all’originalità, anche grazie a una coppia di protagonisti, Edoardo Leo e Ricky Memphis, ben assortiti perché diversissimi nello stile recitativo.

Spigliato esordio alla regia dell’attore Claudio Amendola – che resiste alla tentazione di comparire in un cameo, come vorrebbe una certa civetteria tipica degli attori che passano dietro la macchina da presa – con una storia divertente che ricorda per certi aspetti l’americano Cool Runnings- Quattro sottozero (storia in parte vera della partecipazione della squadra giamaicana alle Olimpiadi invernali di Calgary 1988), per altri l’italianissimo Basilicata Coast to Coast (storia “on the road” del mezzo riscatto di una scalcagnata band musicale). La struttura narrativa, di una certa robustezza, guarda più ai modelli americani che a quelli italiani e la simpatia premia, insieme allo spirito e all’originalità, anche grazie a una coppia di protagonisti, Edoardo Leo e Ricky Memphis, ben assortiti perché diversissimi nello stile recitativo.

C’è un certo cinema italiano, di quello che un tempo si sarebbe definito “medio”, che sta bussando alla porta in cerca di attenzione: possiamo mettere La mossa del pinguino sullo stesso scaffale di Buongiorno papà (non a caso scritto e diretto da Edoardo Leo, qui protagonista e co-sceneggiatore) e Tutti contro tutti. Si tratta di titoli troppo imperfetti per far gridare alla rinascita della commedia italiana ma comunque interessanti, perché registrano il tentativo, in parte riuscito, di raccontare con onestà un’Italia vera, semplice, appassionata di cose belle. Qui, in equilibrio tra commedia e dramma (non mancano le scene toccanti) si parla di unità familiare, dignità del singolo e sincerità con se stessi: per ognuno dei componenti del quartetto, inseguire il sogno delle Olimpiadi è solo lo strumento per dare una virata a una vita che ha perso direzione e orizzonte: non un riscatto sociale – perché poveracci erano e poveracci rimangono – ma un riscatto morale.

Due note: peccato che al personaggio di Memphis, descritto con delicatezza nel rapporto tenero con un padre malato di Alzheimer, tocchi alla fine una infelicissima e contraddittoria frase sul rapporto con il suddetto genitore. Né forse era davvero necessario, in un film come questo, con una potenziale audience familiare, mostrare i due protagonisti fare zapping e attardarsi a guardare le immagini di un film pornografico. Due scivolate sul ghiaccio.

Elementi problematici per la visione: cenni di turpiloquio, una scena di nudo vista in televisione dal duo dei protagonisti.

Autore: Raffaele Chiarulli


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