LE AVVENTURE DI TIN TIN: IL SEGRETO DELL'UNICORNO

 
Titolo Originale: The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn
Paese: USA
Anno: 2011
Regia: Steven Spielberg
Sceneggiatura: Steven Moffat, Edgar Wright, Joe Cornish
Produzione: AMBLIN ENTERTAINMENT, DREAMWORKS SKG, HERGE STUDIOS, THE KENNEDY/MARSHALL COMPANY, WINGNUT FILMS
Durata: 107

Il giovane e intrepido reporter Tintin è alle prese con un enigma legato a un antico tesoro appartenuto a Sir Francis Haddock, antenato di Capitan Haddock. Con l'aiuto di un carcerato in fuga - in passato già sulle tracce del tesoro - Tintin, l'inseparabile cagnolino Milù e il Capitano, insieme ai due Detective pasticcioni Thompson e Thomson e con il supporto scientifico del Professor Calculus, andranno così a caccia del Liocorno, una nave da tempo scomparsa che nasconde il tesoro segreto ed è la chiave di un'antica maledizione...

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Un film di pura avventura e intrattenimento, dove i cattivi vengono sconfitti e chi si credeva un fallito e un ubriacone riesce a trovare in se la forza per recuperare la propria dignità
Pubblico 
Pre-adolescenti
Un scena sanguinosa e un elevato attaccamento alla bottiglia da parte di uno dei protagonisti
Giudizio Tecnico 
 
Con l'impiego di tecnologie grafiche all'avanguardia, Spielberg conferisce al film un ritmo impeccabile. Il protagonista Tin Tin è però troppo perfettino, tutto cervello e poche emozioni

Ci siamo. Ci siamo quasi. La tecnologia motion capture (far recitare, in ambientazioni ricostruite in CG, attori veri con sensori sul corpo e sul volto per poter poi ricostruire graficamente le loro espressioni) non ha avuto finora molta fortuna. Polar Express (2004) di Robert Zemeckis   era ancora rozzo e i personaggi sembravano poco più che pupazzi; ci riprova nel 2007 lo stesso regista con la Leggenda di Beowulf: la tecnologia si adatta meglio a un tema mitologico ma il risultato è cupo e freddo.
Un deciso salto di qualità si ha con  A Christmas Carol (2009 e) il terzo tentativo di Zemeckis va a segno: la computer grafica ci restituisce una magnifica Londra sotto la vene e il volto-caricatura di Mr. Scroog eeree co n        ee con fantasmi al seguito restituiscono bene lo spirito della novella di Dickens. Dopo la parentesi di Avatar che con l'impiego di telecamere, ha perfezionato la cattura delle espressioni del volto, arriviamo alle Avventure di Tin Tin e siccome chi dirige è  Spielberg  , c'era da aspettarselo, il livello di qualità raggiunto è veramente notevole: la cura degli interni e degli esterni è minuziosa (il 3D aiuta molto in questo tipo di rappresentazione) e una battaglia fra due navi a vela in mezzo alla tempesta non può esser dimenticata. 

Se la tecnologia adottata è di prim'ordine, Spielberg si è trovato di fronte ad altre sfide da superare: può un personaggio di fumetti squisitamente europeo, interessare gli americani? Il Tin Tin di Ergé  è nato nel 1926 e con la sua mise curiosa con scarponcini e pantaloni alla zuava mostra tutti gli anni che ha: può ancora interessare i giovani d'oggi? Spielberg ha puntato tutto sul gusto della scoperta e dell'avventura e certe scene di inseguimento, le ambientazioni esotiche sembrano proprio riversate in computer grafica direttamente dalle avventure di Indiana Jones ma, da quel professionista che è è riuscito a costruire una storia con un ritmo serrato e con molte sorprese.

Come sempre però,  la chiave del successo dell'opera si trova nella presa sul pubblico dei protagonisti e su questo punto siamo costretti a porre delle riserve soprattutto per quel che riguarda Tin Tin: freddo ragionatore, non ha mai paure né incertezze né difetti di alcun tipo. A poco valgono l'aggiunta di  caratteristiche guerriere (con i cazzotti riesce a stendere tutti e spara con precisione) volute forse da Spielberg per renderlo più americano.  Per fortuna, accanto a questa macchina perfetta, c'è il capitano Haddock: attaccato alla bottiglia, è alla continua ricerca di un riscatto dalle sue debolezze e con le sue continue intemperanze finisce per rubare spesso la scena a Tin Tin. Si tratta dell'eterno confronto fra Topolino e Paperino.

Alla fine comunque,  i ragazzi che non hanno modo di fare confronti con un l'Indiana Jones del 1994 o con il Tin Tin nato nel 1926, saranno ben lieti (sicuramente le ragazze molto meno, visto c he non c'è nessun personaggio femminile di rilievo) di godersi quasi due ore di divertenti avventure.

Autore: Franco Olearo


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