LUCY

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Titolo Originale: Lucy
Paese: FRANCIA, USA
Anno: 2014
Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Produzione: LUC BESSON E CHRISTOPHE LAMBERT PER EUROPACORP, TF1 FILMS PROD
Durata: 89
Interpreti: Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Choi Min-sik

La giovane Lucy, che vive a Taiwan, ha commesso l’errore di mettersi con Richard, un uomo che traffica loschi affari con alcuni potenti dell’isola. Accetta, dopo lunghe insistenze da parte di Richard, di portare una misteriosa valigetta in un albergo. Cade così nelle mani di una banda internazionale di spacciatori ed è costretta con la forza a diventare corriere di una nuovissima droga che gli viene immessa nello stomaco. Il sacco si rompe e Lucy viene invasa da questa sostanza che ha la capacità di potenziare al massimo grado le capacità celebrali. Dotata ora di super poteri, la donna organizza la sua vendetta e al contempo cerca uno scienziato che possa spiegale cosa le sta succedendo…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Strane teorie evolutive e il riferimento a insolite religioni orientali alimentano una visione meccanicista dell’universo dove l’uomo è un semplice ingranaggio di complessi fenomeni fisici
Pubblico 
Maggiorenni
Frequenti scene di violenza, alcune immagini di ferite potrebbero impressionare i più piccoli
Giudizio Artistico 
 
Luc Besson conferma la sua capacità di realizzare prodotti di puro entertainment con spettacolari scene di azione e combattimento ma in questo caso manca un intreccio umano che possa coinvolgere emotivamente lo spettatore

Luc Besson, come regista (è spesso anche produttore e sceneggiatore come in questo caso) ha un suo stile personale e ben riconoscibile. Ama le scene d’azione: in questo Lucy assistiamo a una corsa di macchine per il centro di Parigi, non strettamente  necessaria all’economia del film ma sicuramente d’effetto. Le sparatorie sono continue, come era già evidente nei film che lo hanno fatto conoscere: Nikita-1990 e Leòn-1994. Il protagonista è sempre una donna, impegnata a impugnare le pistole o a gestire superpoteri: nei film d’azione come nei due già citati, in questo Lucy, in Adele-l’enigma del faraone-2010, ma anche in film storici come Giovanna d’Arco-1999 o come The Lady -  l’amore per la libertà-2011 sulla vita  di Aung San Suu Kyi, la pacifista birmana tenuta chiusa nella sua abitazione per vent’anni dalla dittatura al potere.

In questo Lucy ritorna dirompente la passione di Besson per i misteri che provengono da lontano: potenze misteriose che giungono a noi dallo spazio extraterrestre come ne Il quinto elemento-1997 o dall’antico Egitto. In questo film, non a caso intitolato con il nome della prima donna preistorica conosciuta, il regista-sceneggiatore si sbizzarrisce con insolite teorie evolutive secondo le quali noi usiamo oggi soltanto il 20% delle nostre capacità celebrali ma potremmo arrivare a percentuali maggiori con risultati imprevedibili. Un altro tema parascientifico che ha scatenato una serie di dibattiti in Francia e in USA (dove è stato già proiettato) è il riferimento a una sostanza, il  CPH4 (nome inventato) che corrisponderebbe alla molecola che viene prodotta realmente da una donna incinta alla sesta settimana e che darebbe al feto l’energia per generare tutta la sua struttura ossea. Sarebbe questa la sostanza, secondo il fantasioso regista francese, che iniettata in grande quantità, darebbe al cervello poteri straordinari.

Ovviamente nessuna persona di buon senso dovrebbe prestare attenzione alle ipotesi parascientifiche di questo film, anche se suggestive e godersi il film per quello che è: un puro entertainment dove l’autore  si sbizzarrisce a generare in immagini spettacolari come nella parte finale, una sorta di riassunto di tutta la storia dell’universo che però è ben misera cosa rispetto a quanto si vedeva in  2001-Odissea nello spazio-1968  o il più recente The tree of life-2011.

Non mancano alcune furbizie del Besson produttore che ambienta il film metà a Taiwan  e metà a Parigi (vista con gli occhi di un turista) per soddisfare il nascente mercato orientale.

Se lo spettacolo è garantito (per fortuna l’autore non si prende mai molto sul serio) il film mostra un grosso difetto. Manca l’elemento umano. Manca una storia d’amore o un intrigante rapporto allieva-mentore come accadeva in Nikita o Leòn. Se escludiamo la prima parte, più interessante, dove la protagonista, ancora essere umano,  si trova invischiata in un gioco più grande di lei, per il resto assistiamo allo sviluppo  di un fenomeno fisico (la progressiva crescita delle potenzialità mentali di Lucy).

“Non provo più alcun sentimento” – afferma la Lucy ormai “potenziata”. E si vede

Autore: Franco Olearo


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