IL DUBBIO

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Titolo Originale: Doubt
Paese: USA, GERMANIA
Anno: 2009
Regia: John Patrick Shanley
Sceneggiatura: John Patrick Shanley (dal suo omonimo testo teatrale)
Produzione: Scott Rudin Productions
Durata: 104'
Interpreti: Meryl Streep, Philip Seymour Hoffman, Amy Adams

1964. Una rigida scola cattolica del Bronx è retta con mano di ferro dall’inflessibile sorella Aloysius, che crede nella disciplina e lotta strenuamente per preservare l’istituto dalle difficoltà economiche quanto dalle influenze del “vento di novità” che soffia anche all’interno della Chiesa. Di questo è rappresentante l’esuberante padre Flynn. Già maldisposta nei suoi confronti, l’anziana suora, sulla base di un’incauta osservazione della giovane e ingenua sorella James, si convince che il sacerdote abbia rivolto delle attenzioni improprie a Donald Miller, l’unico studente nero della scuola. Inizia una guerra tra la religiosa, armata della sua convinzione incrollabile anche se priva di prove, e il sacerdote, che predica il dubbio e l’apertura…

Valutazioni
Valori/Disvalori Educativi 
 
Il film offre un’immagine della Chiesa preconciliare decisamente di parte di cui si salva ben poco.
Pubblico 
Adolescenti
Accenni, seppure discreti, alla pedofilia.
Giudizio Artistico 
 
La pellicola, decisamente cerebrale e alla lunga un po’ pesante, si giova delle interpretazioni eccellenti del cast, prima tra tutto quella di Meryl Streep

Tratto da una pièce teatrale dello stesso sceneggiatore e regista, Il dubbio conserva molto del suo impianto teatrale, e non bastano a trasformarla in vero cinema  le molte inquadrature sghembe e qualche esterno invariabilmente ventoso (trasparente metafora del vento del cambiamento che sta per investire, per il bene o per il male, Chiesa e società: non c’è inquadratura o frase, nemmeno la più innocente, che non celi un sottotesto..).

Rispetto all’originale, entrano nella scena i ragazzi della scuola, il timido e problematico Donald, ma anche gli altri, dodicenni sull’orlo dell’adolescenza, con tutto quel che ne consegue (interesse per il sesso, sigarette, indisciplina).

Di fronte a loro si fronteggiano due impostazioni educative opposte; quella tradizionale, fatta di “terrore e disciplina” di sorella Aloysius, quella “moderna”, imperniata sulla passione, l’amore e la condivisione, che hanno in comune, almeno in parte, sorella James e padre Flynn.

Benché probabilmente le simpatie dell’autore vadano alla seconda (la pièce è dedicata proprio alla suora che fu sua insegnante e che ha ispirato il personaggio della giovane religiosa), qualche spettatore più equilibrato non potrà fare a meno di simpatizzare per la preside che odia le penne biro perché rovinano l’ortografia degli studenti, soprattutto viste le conseguenze di certi approcci educativi “sessantottini” sul sistema scolastico americano (attualmente non proprio tra i migliori del mondo).

Analoghe perplessità si potrebbero nutrire, prima che sulla moralità, sull’approccio teologico un po’ disinvolto di padre Flynn, che in tutto il film nomina una sola volta Nostro Signore e che fa omelie che potrebbero agevolmente trovare casa più in un manuale di self help che nelle navate di una chiesa cattolica.

La questione delle possibili molestie al piccolo Donald (per altro suggerite sempre molto indirettamente) o in generale della pedofilia all’interno della chiesa cattolica americana, comunque, è solo un pretesto per un confronto che ha come tema centrale la fede (qui intesa come certezza implacabile in mancanza di prove concrete) e il dubbio, come condizione umana comune e per certi versi consigliabile.

Sorella Aloysius inizia la sua “crociata” senza prove e mai ne otterrà di decisive tranne quelle fornite dal suo ottimo intuito sugli esseri umani (di fatto, per quel che ci è dato di vedere, ci azzecca sempre) e sarà comunque destinata alla sconfitta (il prete viene trasferito, ma verso un incarico di maggior prestigio) e nel finale, per il vero un po’ posticcio, si abbandonerà lei stessa a quel dubbio che ha sempre rifiutato.

film Nel mezzo, si troverà a confrontarsi con una madre che preferisce consegnare il figlio dalle tendenze sessuali confuse alle ipotetiche molestie di padre Flynn pur di garantirgli l’ingresso in una buona università. Tutto sommato, sembra sottintendere la donna, meglio le amorevoli attenzioni di un adulto bendisposto, che le reazioni manesche del padre, per condurlo alla sua contestabile maturazione sessuale e personale…

La pellicola gioca abbondantemente sulla contrapposizione tra lo stile di vita forzatamente morigerato delle suore e quello ben piu’ “godereccio” dei sacerdoti, e sulla sottomissione dell’elemento femminile a quello maschile nella gerarchia ecclesiastica (anche se proprio su questa giocherà il pur moderno padre Flynn quando è messo alle corde), offrendo un’immagine della Chiesa preconciliare decisamente di parte di cui si salva ben poco.

La pellicola, decisamente cerebrale e alla lunga un po’ pesante, si giova delle interpretazioni eccellenti del cast, prima tra tutto quella di Meryl Streep, che dà alla rigida sorella Aloysius sprazzi di autentica umanità e che è probabilmente in parte responsabile della simpatia che la donna, pure con tutti i suoi limiti, non può fare a meno di suscitare.

 

Elementi problematici per la visione: accenni, seppure discreti, alla pedofilia.

Autore: Franco Olearo


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