KUNG FU PANDA 2

201190 minTutti  

Il goffo Panda Po, ormai consacrato Guerriero del Dragone, è chiamato a difendere la Cina da un nuovo temibile nemico, il pavone Lord Shen. Il malvagio pennuto si appresta a sconfiggere per sempre i maestri di kung fu con l’invenzione di micidiali cannoni. Per vincere il nemico d’acciaio il panda dovrà ritrovare l’arma infallibile della pace interiore, affrontando la verità sulle sue origini. Po, infatti, dopo aver scoperto di essere stato adottato dal papà oca, intuisce che il malvagio pavone è coinvolto nella scomparsa dei suoi veri genitori. Lord Shen, cui è stato profetizzato che sarà sconfitto da un panda, lo attende al varco per distruggerlo. Con l’aiuto dei Cinque Cicloni e del maestro Shifu, Po capirà che l’importante è chi si sceglie di essere, riconciliandosi con le sue tristi origini.

Si ride molto in questo secondo episodio del goffo panda Po, ora diventato un esperto di Kung Fu. Piacerà sicuramente ai più piccoli ma manca della simpatia del primo episodio, quando Po era ancora maldestro ma con un cuore generoso


Valori Educativi



Ancora una volta, Po può contare sull’aiuto e l’amicizia dei propri compagni

Pubblico

Tutti

Giudizio Artistico



Questo secondo episodio soffre di una minor profondità, attribuibile a una sceneggiatura meno riuscita. Molte gag, per quanto certo adatte a divertire i più piccoli, non presentano la ricca stratificazione di letture dell’animazione Pixar, godibili anche da un pubblico adulto

Cast & Crew

Produzione

Regia

Sceneggiatura

John Stevenson

Sceneggiatura

Jonathan Aibel

Sceneggiatura

Glenn Berger

Sceneggiatura

La Nostra Recensione

“L’oggi è un dono, per questo si chiama presente” recitava il Maestro Oogway nel primo capitolo della saga, datato 2008. Il sequel raccoglie quest’eredità e ribadisce l’importanza del presente e della libertà: non si è determinati dalle ferite del proprio passato, ma ogni giorno si sceglie chi essere.

Nonostante la storia sia apparentemente più drammatica, rivisitando il tema classico della ricerca delle origini, questo secondo episodio soffre di una minor profondità, attribuibile a una sceneggiatura meno riuscita.

La narrazione si gioca su due versanti tradizionali: il mito occidentale della ricerca del padre e quello orientale del conflitto tra arti marziali e modernità, incarnata nelle armi meccaniche di Lord Shen. Il cuore della vicenda risiede nell’antagonismo, abilmente costruito, tra Po e Shen, personaggio sfaccettato e chiaroscurale, per nulla monolitico nella sua caratterizzazione di “cattivo”. La malvagità del pavone è, infatti, alimentata dalla ferita dell’abbandono da parte dei genitori a cui, a differenza di Po, rimane inchiodato.  Di fronte a uno stesso trauma antagonista e protagonista prendono due strade speculari: una condurrà verso il lato oscuro e la perdizione, l’altra verso la salvezza per sé e per tutta la Cina.

Meno riuscito, in questo episodio, il personaggio di Po che, ormai integrato nell’olimpo del kung fu, risulta talvolta troppo sicuro di sé, a scapito del potenziale empatico che ne costituiva la forza.

I personaggi secondari, in particolare i Cinque Cicloni e il Maestro Shifu, rimangono tristemente sullo sfondo: unica pregevole eccezione gli sprazzi di sincera amicizia con Tigre che ammaestra Po su cosa significhi davvero essere “tosti”, invitandolo ad accettare la debolezza.

Più spazio avrebbe meritato la capra indovina, voce tematica e oracolo che sostituisce il Maestro Oogway e ne ricorda la grazia e la vis comica.

In definitiva una storia meno originale e coesa del capitolo precedente, talvolta punteggiata da momenti di stanchezza che si tenta di risolvere con rocambolesche scene di azione, visivamente emozionanti ma poco integrate nel vivo della narrazione.

Anche la scrittura zoppica e manca di mordente: molte gag, per quanto certo adatte a divertire i più piccoli, non presentano la ricca stratificazione di letture di Shrek o dell’animazione Pixar, godibili anche da un pubblico adulto.

Più universalmente apprezzabile è invece l’estetica del prodotto. Le atmosfere orientali sono rese con tratto prezioso, sin dall’introduzione in 2D. La regista sceglie ambientazioni più rarefatte e “zen” rispetto al prequel, con un’attenzione alla fluidità aerea dei combattimenti che richiama film come La foresta dei pugnali volanti. Visualmente godibilissimo anche in due dimensioni, Kung Fu Panda 2 non presenta effetti tridimensionali di particolare rilievo.

In definitiva il film incontra alcuni dei classici rischi dei sequel (una certa mancanza di freschezza, una minor profondità, dialoghi meno folgoranti) mantenendo comunque una sua voce e soprattutto un notevole pregio estetico.

Da consigliarsi senza riserve ai bambini per il tenore semplice, mai volgare, delle gag e per la classica tematica formativa della ricerca della propria identità. 

Autore: Eleonora Recalcati

Altre Informazioni

Titolo Originale Kung Fu Panda 2: The Kaboom of Doom
Paese USA
Etichetta
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