IL SEGNO DELLA CROCE

 
Titolo Originale: THE SIGN OF THE CROSS
Paese: USA
Anno: 1932
Regia: Cecil B. DeMille
Sceneggiatura: Waldemar Joung, Bartlett Cormack ,Sidney Buchman
Produzione: PARAMOUNT
Durata: 122
Interpreti: Fredric March Charles Laughton Elissa Landi Ian Keith Claudette Colbert

Roma, 64 d. C.:Nerone ha decretato la persecuzione dei cristiani, addossando loro la colpa dell’incendio della Città. I cristiani debbono nascondersi ma non rinunciano a riunirsi in una catacomba per ascoltare Tito, arrivato dalla Palestina. Le truppe romane, avvisate dal giovane Stefano che non ha resistito alle torture subite, irrompono nell’assemblea e catturano i cristiani per destinarli a una cruenta morte nei giochi del circo. Viene risparmiata solo la bella Marsia dal prefetto Marcus, innamoratosi di lei. Poppea, moglie di Nerone, ingelosita, fa in modo che anche Marsia raggiunga gli altri cristiani. Marcus è combattuto fra la fedeltà a Nerone e l’amore per la ragazza…

Valutazioni
Valori e Disvalori 
 
Il film è uno dei pochi che trattano in modo esteso la vita dei primi cristiani e le loro emozioni al momento del martirio
Pubblico 
Pre-adolescenti
Alcune scene sensuali e qualche scena cruenta nell’arena (si tratta solo di allusioni) potrebbero impressionare i più piccoli
Giudizio Tecnico 
 
De Mille e gli sceneggiatori mostrano un grande mestiere nel ritrarre le aspirazioni e le ansie dei protagonisti in questi momenti tragici ma gloriosi per la storia del cristianesimo

Il regista Cecille de Mille è noto soprattutto per I dieci comandamenti, campione d’incassi in U.S.A. nel 1957. Fu l’ultimo dei suoi film dove mise in atto tutte le sue capacità, astuzie e passioni: l’amore per i kolossal, i temi biblici, mai separati da sensuali storie d’amore, un preciso sesto senso verso tutto ciò che può creare spettacolo  e il suo grande talento nello scegliere e dirigere gli attori più adatti.

A cavallo fra l’epoca del muto e quella del sonoro aveva già realizzato una trilogia cristiana: I dieci comandamenti (1923), Il re dei re (1927) ed ora questo film sonoro, del 1932.

L’opera ha altre caratteristiche peculiari: è un film Pre-code, realizzato cioè in quel ridotto intervallo di anni che vanno dalla nascita del sonoro nel 1927 all’adozione del codice Hays che divenne operativo nel 1934 e che imponeva strette regole di censura. La versione che è attualmente disponibile in DVD è in gran parte quella originale, perché il film venne rieditato nel 1938, per tagliare alcune scene; in particolare quelle cruente nell’arena dove elefanti, coccodrilli, gorilla, facevano scempio dei cristiani e quelle più sensuali durante i  festini fra patrizi romani. Si è conservato invece l’ormai famoso bagno di Poppea nel latte di pecora: si racconta che il latte utilizzato, sotto l’effetto del calore dei riflettori diventasse rancido e Claudette Colbert abbia dovuto recitare sopportando un odore nauseabondo. Un altro elemento che caratterizzò la produzione di quel tempo fu la contingenza di dover lavorare nel pieno della Great Depression: si usarono in gran parte i fondali già utilizzati nel precedente I dieci comandamenti e per ridurre i costi delle comparse nelle scene di massa si impiegarono gli stessi tecnici della troupe che a turno indossavano tuniche romane.

Il cast manifesta subito le doti di talent scout di Cecille de Mille: oltre al già affermato Fredric March, Cecille fece esordire Charles Laughton , un attore inglese che aveva conosciuto a Londra e qui alla sua prima apparizione importante in un film: una scelta che si rivelerà  profetica. Claudette Colbert, anche lei nella sua prima parte importante, mette a punto il suo ruolo di donna maliziosa e seduttrice, qui in una parte che le diede grande notorietà, alla quale non è estraneo il famoso bagno nel latte. Con la figura di Poppea, interpretata da Claudette viene messo a punto un tipo  femminile che si ripresenterà in altri film di De Mille: se Poppea cerca di distogliere Marco dalla casta cristiana Marsia, se Dalila (Hedy Lamarr) vuole vendicarsi di Sansone in Sansone e Dalila (1949), anche ne I dieci comandamenti del 1956 Nefertiti (Anne Baxter) cerca di  distrarre con le sue armi femminili Mosè (Charlton  Heston ) dalla sua missione divina.

Per uno spettatore moderno, è sicuramente un elemento di distrazione notare come gli attori, in questo film del 1932, non si sono ancora affrancati da una recitazione enfatica secondo la consolidata tradizione del muto (quando una donna ride, deve portare tutta la testa all’indietro; quando un uomo è arrabbiato, deve mettere i pugni sui fianchi) ma a poco a poco il racconto prende quota.

Il tema portante è l’amore di Marcus, ricambiato, per Marsia. Marcus desidera quella ragazza: come prefetto di Roma è abituato ad avere tutto ciò che desidera ma è anche una persona retta (Marsia lo ha capito) e sa che ciò che si vuole amare non può esser conquistato con la forza. Anche la giovane Marsia sente dentro di se’ la voglia di vivere e di innamorarsi ma è convinta ormai che solo il cristianesimo può dare la vera vita e la vera felicità; non da soli ma assieme al resto della comunità anche se questo comporta andare verso un infausto destino. Nel momento culminante della storia, l’amore verso Dio (maturo in  Marsia, appena percepito in Marcus) e l’amore fra i due innamorati si intrecciano inestricabilmente e l’unico modo per portare a compimento la loro unione sarà quella di andare risoluti verso quella  vita dopo la morte che è stata promessa dalla nuova fede.

Le sequenze che rappresentano i primi cristiani sono particolarmente toccanti: il regista contrappone visivamente un ambiente pagano lussurioso e crudele ai pacifici e virtuosi cristiani che si riuniscono nei pressi delle catacombe per ascoltare la lettura delle lettere di S. Paolo e che poi, rinchiusi nelle celle del Colosseo in attesa che si compia il loro destino pregano e cantano insieme. In quei sotterranei il regista riesce a farci rendere partecipi di quegli ultimi momenti: ai cristiani giungono attutiti i rumori dall’arena ma quando sentono che gli applausi aumentano di intensità capiscono che una parte dello spettacolo è finita e la loro angoscia si rinnova perché sanno che adesso potrebbe toccare a loro.

Scenograficamente il percorso verso il loro destino si compie con la salita su di una ripida scala e con l’apertura di un enorme portone: una luce irrompe nei sotterranei, trasfigurando quello che è l’ingresso nell’arena , in un passaggio  verso cieli nuovi e terre nuove.

Gli autori hanno sapientemente evitato anonime scene collettive: la personalizzazione dell’angoscia di quei momenti viene realizzata nella figura di  Stefano, che si sente troppo giovane per morire e si affida a Marsia, la sua sorellastra. Ancora una volta fede e affetto umano si sostengono a vicenda: Stefano andrà sereno al martirio perché sa che verrà sostenuto nelle prova dalla fede di Marsia.

Il film è disponibile in DVD in italiano. Le parti che nella prima edizione italiana erano state tagliate sono state reintegrate con sottotitoli.

Autore: Franco Olearo


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