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TRE CUORI

2014107 min18+  

Un uomo e una donna s’incontrano, chiacchierano passeggiando tutta la notte e concordano un nuovo appuntamento senza però scambiarsi i numeri del cellulare. Sorgono spontanee due domande: Marc e Sylvie, non vanno mai a cinema? Sono talmente tante le storie raccontate dove questo tipo d’incontro al buio è sempre fallito miseramente che un po’ di prudenza,  nell’era dei  cellulari, sarebbe stata opportuna,. In secondo luogo, di cosa avranno parlato tutta la notte se Marc, nel tornare in quella cittadina nel tentativo di ritrovare Sylvie procede a tentoni, senza alcun indizio?  Ci sarebbe una terza domanda: come mai due donne s’invaghiscono perdutamente di Marc che è interpretato da Benoît  Poelvoorde , bravissimo attore ma che non sembra avere le physique   du rôle del grande seduttore? Forse quest’ultima domanda non è pertinente.

Evidentemente per il regista Benoît  Jacquot la trama è stata solo un espediente per arrivare a ciò che più gli interessa: descrivere due personaggi stretti nelle maglie di un fato maligno che provoca profonde lacerazioni nel loro animo e li spinge ad avvitarsi in una situazione disonesta senza alcuna via d’uscita. Ritorna in questo modo una tesi molto cara a Woody Allen e presente in tanti suoi film: di fronte a un destino che si prende gioco di noi, non c’è riscatto per i protagonisti che sono trascinati dalle loro pulsioni verso un destino infausto.

Gli incontri fra Marc e Sylvie sono presi come al rallentatore e il regista indugia sulle sospensioni del discorso, sui loro sguardi sospesi nell’incertezza.  Il thriller sentimentale si sviluppa progressivamente, esplorato più dall’interno dei loro animi che nei pochi accadimenti esterni. Poelvoorde esprime molto bene il suo stato d’intima, continua, sottile sofferenza. Soffre di mal di cuore,  tende a prendere tutto sul serio, dagli impegni di lavoro a quelli sentimentali e, incapace di dominare gli eventi, cade spesso in stati ansiosi incontrollati.  

Meno compiuto il personaggio di Sylvie (Charlotte  Gainsbourg ): di lei non abbiamo una visione chiara del contesto in cui vive (convive con un ragazzo che vorrebbe continuamente lasciare ma con cui finisce per restare) e non riusciamo a comprendere il suo repentino innamoramento per un triste e un po’ grigio impiegato dell’agenzia delle Entrate, a cui piace soprattutto tenere i conti in ordine.

Chiara  Mastroianni e sua madre Catherine  Deneuve sono relegate in ruoli secondari e se Chiara ha sempre una lacrima di troppo in tutte le circostanze, la grande Catherine sembra qui solo impegnata stare a tavola per aggredire con soddisfazione piatti e dolci succulenti.

Alla fine, nonostante la colonna sonora sia indiscutibilmente quella di un thriller, nonostante l’impegno dei protagonisti, la partecipazione emotiva dello spettatore viene frenata da alcune incongruenze importanti nella storia.

Autore

Titolo Originale

3 coeurs

Paese

FRANCIA

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