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Settimana del 1° aprile 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/29/2018 - 14:14

In questo periodo Pasquale le TV generalizie e quelle private hanno perso l’abitudine di trasmettere film o serial di ispirazione cristiana.

E’ rimasta solo TV2000 che in questa settimana sta trasmettendo le puntate di Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli (dal 28 al 31 marzo) e il film La tunica, che viene trasmesso in prima serata il primo aprile e che abbiamo recensito per l’occasione.

Gesù di Nazareth - Serial Oro

TV2000 riprende quello che per molti anni è stato un appuntamento fisso del piccolo schermo durante la Settimana Santa. I pregi di quest’opera del regista Franco Zeffirelli sono tanti. Il personaggio di Gesù Cristo innanzitutto: lo sguardo profondo dell’attore Robert Powell si concilia bene con la scelta di presentare un Gesù umanamente dolce e comprensivo ma anche come il Figlio di Dio che medita sempre la portata soprannaturale dei suoi atti. Notevole è anche la ricchezza con cui sono stati disegnati i numerosi co-protagonisti, l’accuratezza delle ricostruzioni del paesaggio e dei palazzi del tempo, la bellezza della fotografia

La Tunica – FilmOro

Questo film del 1953 fu il primo realizzato in Cinemascope ed ebbe un grande successo nonostante le non eccelse prestazioni dei protagonisti e una confezione paludata e trattenuta. Chiaro, nella sua semplicità, il messaggio cristiano che viene trasmesso. Viene contrapposto il messaggio evangelico della pace e dell’amore verso il prossimo alle logiche di potenza e della forza dell’Impero Romano, dove sono presenti persone molto cattive come Caligola, ma anche persone ragionevoli che sanno cogliere, pur non aderendovi, la portata rivoluzionaria di ciò che sta accadendo, come l’imperatore Tiberio e il padre del protagonista.

Tonya

Questo film avrebbe sicuramente meritato quest’anno almeno gli stessi Oscar dell’insipido La forma dell’acqua per la strepitosa interpretazione di Margot Robbie e di Allison Janney (premio Oscar 2018 come miglior attrice non protagonista). Il regista Gillespie dà ritmo, profondità e originalità a una storia avvincente di fragilità umana. Tutto ciò da un punto di vista tecnico. Da un punto di vista morale è indubbio che non è gradevole la durezza e l’anaffettività della madre di Tonya così come vedere il marito che la picchia al minimo screzio

Hostiles-Ostili

Un film al tramonto dell’epopea western, quando gli indiani, ormai sconfitti, debbo venir trasferiti nelle riserve a loro destinate. Un film duro  e violento che è un viaggio che trasforma l'ostilità fra bianchi e nativi americani in reciproca comprensione Ottima riflessione sul valore degli affetti, dei legami familiari, dell’amicizia e delle tradizioni

Augurissimi a tutti per la Santa Pasqua dalla Redazione di:

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Settimana del 25 marzo 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/22/2018 - 19:17

Don Matteo 11 – SerieOro (su RaiUno)

E’ tornato Don Matteo su RaiUno (e su Raireplay) con ottimi ascolti, a dispetto del suo format rigidissimo. Tanto rigido che appena, all’inizio della puntata una persona viene indicata come colpevole, tutti gli spettatori sanno che non sarà lui. E’ molto probabile che il segreto del successo non stia nella componente gialla né solamente nella simpatia di Terence Hill e Nino Frassica, ma nella filosofia di vita con cui vengono affrontati problemi di ogni giorno che possono capitare in qualsiasi famiglia. La filosofia di vita è quella espressa da don Matteo, che ascolta, comprende, dà coraggio e perdona. Ma don Matteo si può considerare un vero sacerdote? Quello che fa lui, non potrebbe esser compiuto anche da un laico, incluse le citazioni del Vangelo? Peccato che il ritratto che viene fatto di lui non includa gli aspetti sacramentali della suo stato sacerdotale (celebrare la messa, confessare), che evidenzierebbero il valore della grazia. Speriamo nelle prossime stagioni.

Maria Maddalena

E’ interessante questa Maria Maddalena mistica, che mostra un grande desiderio di unione totale con Dio e non è interessata al matrimonio. Questa spiritualità contrasta con quella degli apostoli, incluso Pietro, che sembra solo interessato alla declinazione terrestre e "politica" del Regno dei Cieli. "Non è giusto che Lui ti abbia scelto come nostra guida", dice un po' seccato Pietro a Maddalena. Sembra proprio che l'ideologia woman power, ormai ricco di esempi, sia  nel filone fantasy (Ribelle, Maleficent, Frozen) che quello  thriller ( Red Sparrow) abbia raggiunto anche la Palestina ai tempi di Gesù

Annientamento (su Netflix)

Una biologa cerca di scoprire i misteri di un’area contaminata da dove il marito soldato è tornato gravemente ammalato anche nella mente. La paura che vuole generare il film non sta nel dover fronteggiare un mondo cattivo (in fondo i DNA vengono trasformati per realizzare eleganti fiorescenze) ma in una natura che è diventata indifferente all’uomo. Realizzato dallo specialista della fantascienza Alex Garland (Ex Machina) risulta essere forse troppo celebrale per attirare un vasto pubblico

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana del 18 marzo 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/15/2018 - 12:46

Tomb Rider – FilmVerde

Dimenticatevi della Lara Croft digitale e di quella interpretata da Angelina Jolie. Dopo gli insuccessi dei film precedenti ispirati all’eroina del videogame (ma anche degli insuccessi di quasi tutti i film ricavati da videogame) ci troviamo di fronte a un personaggio creato ex-novo.  Una ragazza moderna, una studentessa universitaria che arrotonda i suoi introiti consegnando pacchi in bici per le strade di Londra,  viene spinta a tirar fuori il meglio di sé (la sua determinazione, oltre che le doti atletiche) da eventi più grandi di lei. Appare a tutti gli effetti un buon inizio per ciò che sta diventando una nuova serie cinematografica.

Rachel

Il romanzo Mia cugina Rachele di Dafhne du Maurier è stato proposto più volte al cinema ma quest’ultima versione ha interessanti elementi di novità.  Oltre all’ottima ricostruzione della campagna dell’Ottocento inglese, si è evitato di enfatizzare la componente romantica del racconto, com’era accaduto alla versione del 1952 (con Richard Burton e Olivia de Havilland) ma si è puntato a tratteggiare una donna quasi moderna, che cerca di definire da sola il proprio destino nella società maschilista del tempo.

Buona lettura dalla Redazione di

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settimana dell' 11 marzo 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 03/08/2018 - 16:14

OSCAR 2018

Anche quest’anno la giuria è risultata equilibrata. Le 12 candidature per La Forma dell’acqua erano decisamente troppe e gli Oscar sono risultati solo 4, fra cui quello per il miglior film e la miglior regia. Giustamente premiato  Gary Oldman, che ha interpretato Winston Churchill in L’ora più buia, così come Frances McDormand come miglior attrice per Tre manifesti a Ebbing, Missouri. Un po’ mortificato è risultato Il filo nascosto che ha avuto un Oscar per i migliori costumi. Sbilanciate erano anche le quattro candidature per l’italiano Chiamami col tuo nome, per il quale è stato premiato James Ivory per la sceneggiatura. Infine Coco, della Walt Disney, ha più che meritato l’Oscar come miglior lungometraggio animato.

Red Sparrow

Questa storia di spie è  è attualmente in testa al box office italiano, un risultato da considerare eccezionale, perché il film ha il “freno” del VM14.  Il merito va anche all’interpretazione di  Jennifer Lawrence, che dopo il suo successo della trilogia Hunger Games continua a venir apprezzata come miglior interprete del woman power: donne che sanno cavarsela da sole nelle situazioni più difficili, senza bisogno di alcun aiuto. Il film risulta un prodotto furbo, che cerca di tenere alta l’attenzione del pubblico (si tratta di un impegno di due ore e mezza) inserendo nel racconto, a intervalli regolari, scene forti di sesso o di torture.

Quel che non so di lei

Roman Polansky, con questo film, ha cercato tornare alle sue atmosfere preferite, quelle del sospetto irrisolto, della trasformazione progressiva del rapporto fra due persone che diventano sempre più intime non per amicizia ma  per l’indebolimento dell’una e il rafforzamento dell’altra. Nonostante l’impegno di due bravi attrici come Emmanuelle Seigner ed Eva Green, il film si presenta in tono minore, con alcune incertezze nella parte centrale e un finale che non risulta pienamente coerente con le premesse che erano state poste.

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Settimana del 25 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Ven, 02/23/2018 - 08:06

Laura, una vita straordinaria / SerieOro

Il 12 maggio 2013 papa Francesco ha proclamato santa Laura Montoya Upegui, la prima santa Colombiana.
TV2000 ha iniziato a trasmettere la telenovela che riscotruisce la vita di questa donna che ha combattuto, fra mille difficoltà, per ciò che ha compreso essere la sua vocazione: portare il Vangelo alle popolazioni indios. Si trattò di una giusta intuizione, sicuramente ispirata, perché proprio l’aver organizzato iniziative missionarie costituite da sole donne, rese più facile la conversione delle popolazioni indigene, abituate a vedere negli uomini bianchi solo dei violenti conquistatori

La forma dell’acqua

Le 13 candidature all’Oscar di questo film, dopo  i 12  vinti lo scorso anno da La La Land, sembrano tradire una certa tendenza a  preferire il racconto favolistico. Guillermo del Toro sviluppa una tesi ben precisa: mette sotto accusa il razzismo e certe discriminazioni della società americana degli anni ’50 ma nel far questo travolge nelle sue accuse anche la famiglia, vista come una istituzione che diffonde  una mentalità reazionaria e limita la libertà dei singoli.

A casa tutti bene

Muccino ci riprova. Dopo L’ultimo bacio e Baciami  ancora,  ecco di nuovo  uomini e donne, questa volte di tutte le età, che si trovano a fare i conti con i propri sentimenti e i legami familiari. Le conclusioni di Muccino sono improntate a un grande pessimismo: l’uomo e la donna non sono adatti a una relazione stabile, perché desiderosi solo di riprodurre all'infinito il momento unico e irripetibile dell’innamoramento iniziale

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Settimana del 25 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/22/2018 - 21:25

Laura, una vita straordinaria / SerieOro

Il 12 maggio 2013 papa Francesco ha proclamato santa Laura Montoya Upegui, la prima santa Colombiana.
TV2000 ha iniziato a trasmettere la telenovela che riscotruisce la vita di questa donna che ha combattuto, fra mille difficoltà, per ciò che ha compreso essere la sua vocazione: portare il Vangelo alle popolazioni indios. Si trattò di una giusta intuizione, sicuramente ispirata, perché proprio l’aver organizzato iniziative missionarie costituite da sole donne, rese più facile la conversione delle popolazioni indigene, abituate a vedere negli uomini bianchi solo dei violenti conquistatori

La forma dell’acqua

Le 13 candidature all’Oscar di questo film, dopo  i 12  vinti lo scorso anno da La La Land, sembrano tradire una certa tendenza a  preferire il racconto favolistico. Guillermo del Toro sviluppa una tesi ben precisa: mette sotto accusa il razzismo e certe discriminazioni della società americana degli anni ’50 ma nel far questo travolge nelle sue accuse anche la famiglia, vista come una istituzione che diffonde  una mentalità reazionaria e limita la libertà dei singoli.

A casa tutti bene

Muccino ci riprova. Dopo L’ultimo bacio e Baciami  ancora,  ecco di nuovo  uomini e donne, questa volte di tutte le età, che si trovano a fare i conti con i propri sentimenti e i legami familiari. Le conclusioni di Muccino sono improntate a un grande pessimismo: l’uomo e la donna non sono adatti a una relazione stabile, perché desiderosi solo di riprodurre all'infinito il momento unico e irripetibile dell’innamoramento iniziale

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Settimana del 18 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/15/2018 - 18:24

Ore 15:17 – Attacco al treno /FilmOro

Clint Eastwood prosegue nella sua ricerca dell’uomo qualunque americano che diventa, in un singolo, irripetibile evento, un eroe nazionale. Dopo Sully, ecco tre giovani americani (che interpretano se stessi) che si trovano su di un treno di fronte a un terrorista intenzionato a compiere una strage.  Perché non fuggono come tutti gli altri ma disarmano l’aggressore e si occupano subito di curare il passeggero ferito? E’ la domanda che si pone Eastwood e la risposta è la stessa, basata su due fattori: un’ottima preparazione professionale (in aviazione Sully, nell’esercito i tre ragazzi) e un desiderio, coltivato fin da ragazzi, di essere utile al prossimo. In questo film viene adombrata anche un’altra motivazione: la fede cristiana.

Black Panter / FilmVerde

Pienamente connesso all’universo Marvel, Black Panther rappresenta però una pellicola particolare e fa della sua “unicità” una bandiera: un cast quasi totalmente black  e lo stesso  tema trattato, quello dell’apertura all’altro, della responsabilità individuale e collettiva, che si oppongono alla violenta ideologia dell’antagonista vogliono sottendere una Hollywood anti-Trump? Si tratta di una pellicola avvincente, emozionante e decisamente riuscita anche sul piano visivo, capace di costruire un mondo e di andare a fondo dei personaggi

The Shack (il rifugio) / FilmOro

La storia del romanzo da cui è tratto questo film ha dell’incredibile: scritto dal canadese William P. Young  e stampato in sole 15 copie a edificazione dei  figli e degli amici, fu poi pubblicato da una piccola casa editrice. The Shack è stato il racconto più venduto sia come libro che come audiobook negli Stati Uniti nel 2008. Nel 2009 ha raggiunto la cifra di 10 milioni di copie vendute. Lo stesso film ha incassato finora 100 milioni di dollari. E’ il segno evidente di quanta “sete” abbia il pubblico di racconti che parlino della fede cristiana, in questo caso di un padre che ha perso la sua piccola figlia per l'atto violento di un bruto. In sogno, le Persone della Santissima Trinità gli danno la forza e la grazia per elaborare il lutto, ritrovare la fede e concedere il perdono. Il film è debole nella sceneggiatura.

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settimana dell'11 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/08/2018 - 16:58

This Is Us (stagione 1)

Cerchiamo di rimediare, con questa recensione, a una grave disattenzione: recuperare cioè il serial televisivo finora più compiuto sulla famiglia “istituzionale”. Dopo The New Normal, Modern Family, orientati a descrivere famiglie allargate e monoparentali, questa, che ha completato la seconda stagione ed è ora presente sulla piattaforma PrimeVideo, racconta 36 anni di storia di un padre e una madre che hanno avuto due gemelli e ne hanno adottato un terzo. Ognuno dei componenti della famiglia deve affrontare numerosi problemi che vengono però sempre risolti grazie al sostegno e alla solidarietà degli altri

The Post – Filmverde

Steven Spielberg continua la sua serie di film su episodi di coraggio civile che hanno segnato la storia degli Stati Uniti. Tutta la vicenda inizia con un volgare furto di documenti segreti ma poi intervengono le grandi testate americane e giustamente la libertà di stampa non si tocca. Oltretutto in un film che ha Spielberg come regista e come attori Meryl Streep e Tom Hanks, lo spettacolo è garantito

Sono tornato

“Ma forse I turchi hanno vinto la guerra?”- si domanda il redivivo Hitler passeggiando per Berlino. Dopo lo spassosissimo film tedesco Lui è tornato, ci prova il nostro Luca Miniero a far tornare Mussolini nell’Italia di oggi.  Anche il dittatore italiano si mostra subito molto abile a sfruttare a proprio vantaggio i media moderni ma quella che poteva diventare una interessante riflessione sulla fragilità dell’opinione pubblica finisce per frammentarsi in tanti divertenti episodi che finiscono per non approfondire il tema.

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settimana del 4 febbraio 2018

Inviato da Franco Olearo il Gio, 02/01/2018 - 12:32

C’est la vie – prendila come viene/ FilmVerde

Questo film, degli stessi autori di Quasi amici (Intouchables-2012) è stato un campione di incassi in Francia perché è un campione di risate. Si tratta di un film corale, con un ritmo coinvolgente che culmina in un crescendo finale. Il film può essere visto anche come metafora della nostra complessa società e un invito a impiegare la collaborazione per risolvere i problemi che ci accomunano

Made in Italy

Dopo circa sedici anni di silenzio cinematografico (Radiofreccia e Da zero a dieci sono ormai autentici cult per un’intera generazione di fan) arriva in sala la terza pellicola di Luciano Ligabue, la prima con la colonna sonora interamente composta dall’autore. Il messaggio trasmesso è positivo (un italiano qualunque che si era lasciato risucchiare dalla fatica e dalla monotonia della sua quotidianità, torna ad apprezzare quanto di bello c’è nelle nostre esistenze e nel nostro Paese) ma l’avvio del film è lento, appesantito dalla voglia dell’autore di voler dire la sua sui temi più caldi del momento, in una sorta di “ingordigia tematica”

Chiamami col tuo nome / Sconsigliato

Il film è attualmente sotto l’attenzione di tutti i media a seguito della sua candidatura a ben quattro Oscar e in effetti Guadagnino riesce a ritrarre molto bene la vita di una famiglia intellettuale e benestante e l’atmosfera estiva e indolente della campagna cremonese. Per quel che riguarda invece il messaggio che l’autore vuole trasmetterci, non occorre fare analisi approfondite perché il discorso del padre del ragazzo protagonista, alla fine del film, rende manifeste le intenzioni dell’autore.  Si vuole esaltare il valore di un rapporto pederastico fra un adulto e un adolescente secondo le tradizioni della Grecia classica. Il padre loda quest’amicizia che poteva restare solo tale ma che si è “completata” con una relazione sessuale perché è proprio questa intimità di anima e di corpo che sarebbe formativa per l’adolescente. Il realtà il film è carente proprio negli aspetti psicologici: perché entrambi, pur avendo relazioni con delle donne, privilegiamo il loro rapporto omosessuale? Quali sono le motivazioni, non solo fisiche, per un’intesa così stretta? Non ci sono risposte adeguate su questi aspetti.

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settimana del 28 settembre 2018

Inviato da Franco Olearo il Ven, 01/26/2018 - 10:13

Il vegetale – FilmVerde

Gennaro Nunziante, sceneggiatore di quattro film di Checco Zalone, ha deciso questa volta di porsi dietro la cinepresa, scegliendo come protagonista il filiforme youtuber Fabio Rovazzi. Il riferimento più prossimo di questa storia potrebbe essere Il Candide di Voltaire: il protagonista è un buono. Subisce non per mancanza di carattere ma per sovrabbondanza di fiducia. Bisogna ammettere che è salutare seguire il personaggio cinematografico di un giovane italiano che parte da una posizione positiva rispetto alla realtà ed è capace di non perderla, alla fine del racconto, nonostante le vicissitudini incontrate. Peccato che Fabio Rovazzi non sia un fuoriclasse capace di reggere un intero film grazie al carisma, come ci aveva abituato Checco Zalone

L’uomo del treno – The Commuter

Questo film rientra rigorosamente nel genere thriller ed è quindi adatto per chi ha il piacere di scoprire, assieme al protagonista, chi sia la persona misteriosa che viaggia sullo stesso  treno  e che possiede qualcosa di così importante da scatenare l’interesse di una potente organizzazione criminale. Interessante il risvolto sociale che sottende la storia: il ritratto di una massa di persone della middle class che prende il treno ogni mattina e fa fatica ad arrivare alla fine del mese, a causa dell’ultima crisi finanziaria

Ella & John –The Leasure seeker /Sconsigliato

Chi vede questo film, cosa dirà? “E’ un film recitato benissimo da due “mostri” come Elen Mirren e Donald Sutherland, un film commovente”. E il commento finisce qui. Il fatto che la coppia, dopo aver passato una vacanza un po’ matta che ha ulteriormente rinsaldato la loro unione, decida di suicidarsi, passa ormai nell’indifferenza, rientra nelle “mode ideologiche” che il cinema ogni tanto sposa. Ormai si è determinato un meccanismo quasi automatico: appena nella storia c’è una persona malata terminale, c’è da scommettere che alla fine del film opterà per l’eutanasia.

Buona lettura dalla redazione di

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