JIMMY’S HALL – UNA STORIA DI AMORE E LIBERTA’

2014106 min14+  

Irlanda, 1932 – la guerra civile è ormai terminata con la sconfitta della fazione contraria alla divisione fra Irlanda del Sud e quella del Nord. Jimmy Gralton torna a casa, nella contea di Leitrim, dopo aver passato dieci anni in esilio negli Stati Uniti ma scopre ben presto che le ferite della guerra non si sono ancora rimarginate. Appena Jimmy, di orientamento socialista, accetta di riaprire la Hall, un luogo di incontro per i giovani della contea, le ostilità nei suoi confronti riprendono. In questa sala si balla il Jazz, si leggono autori indipendenti e si allenano i giovani alla box. Il parroco del luogo e i proprietari terrieri vedono di malocchio questa iniziativa, perché temono che finisca per portare i giovani su idee marxiste. Il sabotaggio non tarda a iniziare…

Nell’Irlanda del 1932 permangono le ferite della recente guerra civile e un giovane idealista non riesce a far avanzare idee innovative in una società conservatrice. Un racconto lirico ma molto ideologico


Valori Educativi



Il regista Ken Loach è pessimista sulla possibilità che la Chiesa Cattolica, troppo rigida e legata allo status quo, possa aprirsi a istanze innovatrici sulle tematiche sociali.

Pubblico

14+

In una scena odiosa un padre percuote con il bastone sua figlia

Giudizio Artistico



In questo film prevale un atteggiamento lirico e distaccato da parte del regista: le storie individuali risultano sacrificate e prevale il tema dello scontro fra fronti contrapposti

Cast & Crew

Our Review

Ken Loach mostra nella sua ormai vasta produzione un’incredibile coerenza. Si è sempre interessato di problemi sociali e politici con una precisa scelta di campo: quello delle classi operaie (Piovono pietre), degli immigrati (In questo mondo libero), di chi ha perso il lavoro (My name is Joe). Lui è sempre stato dalla loro parte con grande sensibilità umana e i suoi racconti hanno sempre avuto solide radici nella realtà, in eventi spesso realmente accaduti.

Con questo suo ultimo lavoro, ambientato nel 1931, Ken Loach torna a raccontare le ferite della guerra civile in Irlanda, come aveva già fatto in Il vento che accarezza l’erba ma questa volta  il regista si mostra uguale a se stesso sono in apparenza. Lo sguardo è ancora rivolto a una comunità povera di contadini che vivono del lavoro delle loro braccia (molto belli i panorami della campagna irlandese) e ancora una volta la sua attenzione va non sull’individuo ma ai rapporti fra comunità contrapposte (la storia romantica che coinvolge il protagonista è secondaria). Questa volta però il suo sguardo è più elegiaco, più astratto e inevitabilmente più ideologico:  perde il sostegno che riceveva del reale per sviluppare un racconto di idee.

Da una parte c’è una semplice comunità di giovani che vuole avere una sala dove ballare (inclusa l’ultima novità che Jimmy ha portato dall’America: il Jazz), imparare a tirare di  boxe e discutere dei loro problemi; dall’altra i proprietari terrieri (latifondisti che con l’indipendenza dell’Irlanda hanno conservato i loro privilegi) e la gerarchia cattolica, impegnati a difendere lo status quo in modo che nulla cambi.

Fra i due antagonisti, Jimmy e il parroco, il personaggio meglio tratteggiato è il sacerdote. Jimmy sembra levitare incerto sugli snodi narrativi della storia, un idealista che fatica a calarsi nella realtà. In amore ha perso l’occasione della sua vita perché rimasto lontano da casa per troppo tempo e vive di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato; accetta di malavoglia di attrezzare la hall, conscio dei pericoli che quel gesto può comportare; partecipa ad un’azione dimostrativa in difesa di una famiglia sfrattata solo dopo che i suoi compagni hanno espresso con una votazione il loro parere favorevole.

Il parroco usa l’influenza di cui dispone per dissuadere i giovani dal frequentare la sala da ballo ma al contempo non interrompe il colloquio con Jimmy. Entrambi sono contrari a ogni forma di violenza e alla fine, quando ormai Jimmy sembra uscire sconfitto dalla scena, è l’unico a tributargli parole di stima per la sua onestà.

Ken Loach non lascia dubbi sulla direzione delle sue preferenze: Jimmy e i suoi compagni appaiono impegnati solo in azioni altamente meritorie, come aiutare una vedova ingiustamente sfrattata da un latifondo ma, anche se marxisti,  non  si esprimono mai a favore sulla cancellazione della proprietà privata. Sull’altro fronte assistiamo alla scena odiosa di un padre che percuote la figlia con un bastone, rea di esser andata a ballare nella Jimmy’s hall o ci vengono presentate alcune scene di repertorio del Congresso Eucaristico Internazionale di Dublino che si svolse proprio nel 1932. Le immagini scelte dal regista mostrano l’arrivo nell’isola del delegato pontificio, accolto con tutti gli onori dalle autorità civili, in modo da sottolineare, secondo le intenzioni del regista, il potere del Vaticano di condizionare il governo di Dublino. Dobbiamo riconoscere che il regista introduce nella Chiesa locale la presenza di più voci e un sacerdote, collaboratore  del parroco, che cerca con coraggio di stabilire un ponte con Jimmy e i suoi uomini.

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Titolo Originale Jimmy's Hall
Paese GRAN BRETAGNA FRANCIA
Etichetta
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