UN AMORE DI TESTIMONE

Tom è un playboy incallito e di successo, con un bel gruppo di amici maschi, una donna per ogni giorno della settimana e un’unica amica donna, Hannah, con cui ha un patto di assoluta sincerità. Poi un giorno Hannah va in Scozia sei settimane per lavoro; Tom si rende conto di provare per lei qualcosa che si avvicina all’amore e si prepara a rivelarglielo. Il problema è che Hannah torna a New York innamorata e fidanzata con un nobile scozzese che sembra non avere alcun difetto e chiede proprio al suo migliore amico di farle da …damigella d’onore. Tom accetta, ma solo con lo scopo di approfittare delle due settimane che mancano alla cerimonia per sabotare il matrimonio e conquistare Hanna…

Valori Educativi



Film con finale positivo (matrimonio) o almeno presunto, anche se rovinato dalle allusioni sessuali più o meno volgari

Pubblico

18+

Turpiloquio, numerose e gratuite allusioni sessuali, alcune anche disturbanti.

Giudizio Artistico



Una storia già vista con esito prevedile , senza l'ironia di Hugh Grant e qualche illusione volgare di troppo

Cast & Crew

La Nostra Recensione

Dieci anni fa ne Il matrimonio del mio migliore amico Julia Roberts aveva stravolto i canoni della commedia romantica mettendo zizzania nel matrimonio dell’amico di sempre di cui si era scoperta innamorata; alla fine si rendeva conto dell’egoismo del suo comportamento e rinunciava alla lotta con un sacrificio che la privava sì dell’ovvio premio dell’amore romantico, ma non le spezzava il cuore rendendola una donna più forte e matura.

Il nuovo film che ha per protagonista Patrick Dempsey (che ha quasi sostituito l’ormai acciaccato Hugh Grant in questi ruoli) riprende questo spunto declinandolo al maschile. Con la (non necessariamente doverosa) conseguenza che al posto di una donna in carriera troviamo un simpatico sciupa femmine che, grazie al reddito garantito da una curiosa invenzione di gioventù (il “collare da caffè”, uno di quei piccoli grandi particolari che rendono così indimenticabili certi film made in Usa), ha il benessere garantito e il tempo per collezionare donne che fatica a riconoscere una dall’altra.

Senza accorgersi, come intuisce qualunque spettatore, che l’amore della sua vita sta proprio accanto a lui ed è la migliore amica, confidente e compagna di risate.

La ragione di tanta miopia, come delle abitudini libertine, parrebbe risiedere nell’esperienza di un padre plurisposato e pluridivorziato, di cui il bel Tom non intende ripercorrere i passi, per cui, anche quando si scopre finalmente innamorato, il massimo che può pensare di offrire è una convivenza senza impegno e senza giuramenti.

Peccato che Hannah, con tutta l’indulgenza per le imprese di letto del suo amico, è comunque cresciuta con il sogno del matrimonio e dell’amore per la vita e naturalmente soccombe di fronte all’incontro con uno scozzese a cavallo che sembra proprio il principe azzurro. A peggiorare le cose la richiesta da parte di Hannah a Tom di farle da “damigella d’onore”, incarico più normalmente (e comprensibilmente) svolto dalle amiche donne e ben più complicato di quanto si potrebbe pensare (come spiega bene questo film ma anche un'altra hit romantica di quest’anno, 27 volte in bianco), anche perché ovviamente genera in tutti quelli che non conoscono Tom una serie di prevedibili equivoci.

Se inizialmente Tom accetta l’impresa nell’intento di lavorare ai fianchi l’amica e far saltare il matrimonio, man mano che le cose procedono e lo sposo si rivela, oltre che ricchissimo e innamorato, davvero un bravo ragazzo, quasi certamente migliore di lui, i dubbi prendono il posto delle certezze.

Di fronte alle titubanze di Tom, vengono messe alla prova, anche con un certo indulgente umorismo, tutte le più ovvie risorse del relativismo sentimentale oggi di moda: dal “se ami qualcuno devi lasciarlo libero”, al “devi essere sincero con te stesso”, alla chicca (dovutamente sghignazzata) “se qualcuno a cui vuoi bene fa un errore e non puoi impicciarti gli dici – sono felice se sei felice -”.

La storia, iniziata in una New York solare e da depliant pubblicitario, è comunque destinata a concludersi sul suolo scozzese, in mezzo a nativi in kilt, nonne dalla parlata incomprensibile e usanze bizzarre (su cui gli autori hanno calcato un po’ la mano), con un finale iper-romantico che l’amore del protagonista per i cani lasciava largamente prevedere.

Peccato che una storia dall’esito prevedibile ma comunque positivo (per lo meno si intuisce che se si strappa una sposa dall’altare non le si può offrire nulla di meno) sia rovinata dalle allusioni sessuali più o meno volgari (alcune delle quali particolarmente gratuite e disturbanti, come l’inquadratura volutamente ambigua di Hannah intenta al restauro delle pudenda di un San Sebastiano) disseminate a piene mani nel corso della storia e che nulla aggiungono alla caratterizzazione dei personaggi.

Autore: Franco Olearo

Altre Informazioni

Titolo Originale Made of Honor
Paese USA
Etichetta
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