L’IMPREVEDIBILE VIAGGIO DI HAROLD FRY

2023108 min14+ Malattia incurabileAmore per i figli, La Cura degli Anziani, La cura del malato

Un anziano signore decide di percorrere a piedi l’Inghilterra per raggiungere una sua amica affetta da cancro. Un viaggio che diventa simbolo del valore del sostegno e della cura nei confronti di chi è ammalato e sofferente. Un film ben interpretato ma imperfetto nella sceneggiatura. Su PrimeVideo

Harold Fry e sua moglie Maureen, entrambi anziani, vivono nella loro casetta in una verde cittadina del Devon quando lui riceve una lettera da Queenie, una sua amica di lunga data. Lo informa che si trova in un hospice a Berwick-upon-Tweed a causa di un cancro inguaribile. Harold prepara una lettera di risposta ma passando per il bar per prendere una bottiglia di latte, si confida con la giovane barista. Anche lei ha avuto una zia con un tumore e lo incoraggia: “non si arrenda, non contano le medicine, ma quello che c’è qui nel cuore: deve avere fede”. Harold resta colpito da questa frase e decide di raggiungere l’hospice a piedi (si tratta di 900 chilometri). Durante il cammino manda cartoline a Queenie, dicendole di non arrendersi: lui sta arrivando…


Valori Educativi



Il film trasmette un chiaro messaggio a favore del sostegno, con affetto, di chi è malato e di chi soffre. Il film è attraversato da un atteggiamento di sottile ironia nei confronti di chi pratica la fede cristiana, considerata inferiore rispetto a quella di chi crede esclusivamente nel valore dell’uomo.

Pubblico

14+

La pedofilia di uno dei personaggi viene raccontata ma non mostrata. La visione di un giovane che si è impiccato

Giudizio Artistico



Ottima interpretazione di Penelope Wilton in primis e anche di Jim Broadbent. Il film sviluppa troppe sottotrame che finiscono per far perdere di coerenza il racconto. Una certa lentezza nella parte centrale del film.

Cast & Crew

Our Review

Il film è la cronaca del lungo viaggio a piedi di Harold (quasi tre mesi) dal Sud al Nord dell’Inghilterra passando per verdi campagne, città e piccoli villaggi. Incontrando persone che lo aiutano e che in seguito diventano un gruppo compatto che lo segue, quando la notizia del suo viaggio e delle sue intenzioni appaiono su un giornale locale (il riferimento a Forrest Gump è evidente). Mantiene telefonicamente contatti con la moglie che all’inizio si arrabbia per la sua folle iniziativa, gelosa per questa insolita attenzione verso l’amica Queenie, ma poi, quando il viaggio di Harold si carica di simboli e diventa di dominio pubblico, non sa come comportarsi, non comprende quale sia la sua parte in quella che è diventata una pubblica rappresentazione.  Ma quello di Harold è anche un viaggio interiore. Questa sua tardiva iniziativa è una forma di riscatto nei confronti di una vita che reputa di aver mal condotto, piena di rimorsi soprattutto in riferimento a suo figlio, a sua moglie e al debito morale contratto con Queenie e non saldato. A ciò va aggiunta la strana fede (non certo cristiana) da lui acquisita dopo il colloquio con la ragazza del bar: quasi esista una misteriosa connessione fra i nostri atti e il destino di chi ci è caro (finché io camminerò lei vivrà, ripete più volte Harold).

Potremmo anche sbrigativamente rubricarla come superstizione ma in realtà il gesto del vecchio pensionato nasconde una grande verità, non soprannaturale ma umana: prendersi cura, mostrare affetto, alimentare la speranza in chi sta soffrendo costituiscono un ottimo stimolo per continuare a combattere, per cercare di vivere ancora per altri giorni. Il concetto è ribadito più volte nel film. Se l’infermiera dell’hospice fa notare ad Harold, per telefono, che “Queenie non ha famiglia e quando non si ha nessuno si tende a morire velocemente”, sarà poi lei stessa ad informare Harold che Queenie, informata del suo viaggio, lo sta aspettando con ansia. Anche il vicino di casa di Maureen, vedovo, le confida che si è pentito per non aver mostrato alla moglie quanto ci teneva che lei restasse con lui,.

Che Harold non creda in un Dio onnipotente e misericordioso appare evidente in un colloquio che lui ha in un bar.  Un signore che condivide con lui il tavolo gli confida di essere un chirurgo e di professare una fede cristiana. Lui va a messa ogni domenica ma al contempo ritiene che la cura dalle malattie sia una questione di medicina, non di fede. Harold al contrario ribadisce la propria “religione dell’umano”: finché lui camminerà per raggiungerla,  Queenie vivrà.

Durante il cammino Harold incontra alcuni personaggi, alcuni lo aiutano generosamente, altri sono decisamente insoliti. Occorre dire che questi incontri non rinforzano la tesi del film ma aprono altre sotto-trame che finiscono per generare confusione. Si tratta di personaggi tristi: sembra che le donne (ne incontra due) siano sempre sole, che i giovani che conosciamo bevano e si droghino (il giovane Wilf che vuole accompagnarlo nel viaggio e il suo stesso figlio) e non manca l’incontro con un pedofilo.  Harold si dichiara ripetutamente ateo ma il racconto è farcito di allusioni alla fede cristiana (Harold si priva, per proseguire con “purezza” il suo cammino, dei suoi soldi e delle sue carte di credito, quasi novello san Francesco; la giovane dottoressa che per un giorno ospita Harold, gli prarica la lavanda dei piedi;  il giovane Wilf dichiara di essere credente e di aver ricevuto a più riprese dei “segni” dal cielo). Può avere consistenza l’ipotesi che la regista abbia voluto fare dell’ironia nei confronti di chi aderisce alla fede cristiana, proponendo invece una fede che si appoggia esclusivamente su valori umani.

La recensione è disponibile anche sul sito della Fondazione Alberto Sordi

Autore: Franco Olearo

Details of Movie

Etichetta
Paese Regno Unito
Pubblico
Titolo Originale The Unlikely Pilgrimage of Harold Fry
Valori Educativi 6
Tematiche (generale)
Tematiche-dettaglio
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